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Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 04 Luglio 2009 14:30

ORIENTAMENTO: INDIPENDENTEMENTE DA TUTTO, UNA TECNICA DA SAPER SEMPRE UTILIZZARE

Carta topografica

Bussola

Uso combinato di cartina e bussola

Anche se non è particolarmente difficile orientarsi sui Monti Sibillini per via di sentieri che si snodano per la maggior parte su prati aperti e quindi facilmente individuabili, saper utilizzare le tecniche d'orientamento è senz'altro fondamentale per un escursionista. Due sono gli strumenti che ci occorrono e che non devono mai mancare nello zaino a prescindere o meno se siamo esperti della zona: la carta topografica e la bussola. L'uso combinato di questi due oggetti ci permette di tracciare la direzione del nostro cammino e di stabilire la nostra posizione.

Prima di proseguire parliamo un pò dei singoli strumenti. 

LA CARTINA TOPOGRAFICA

La cartina topografica altro non è che la rappresentazione di una porzione di territorio riportata su carta. La prima cosa da dire è che, aprendola e leggendola come fosse un foglio di un giornale, ha il lato superiore contraddistinto dal nord cartografico  che differisce da quello magnetico indicato dalla bussola. I poli terrestri sono in continuo movimento e la direzione del nord indicato dall'ago della bussola forma un angolo con la direzione del nord cartografico chiamato declinazione magnetica che varia di anno in anno e dipende anche dalla zona in cui ci troviamo.

In Europa il nord magnetico (quello della bussola) si trova spostato ad ovest rispetto a quello cartografico e per convenzione viene definita negativa; in Italia ha un valore di 1-2 gradi ed è praticamente trascurabile.

Per utilizzare la carta, bisogna orientarla utilizzando la bussola  o attraverso luoghi e punti conosciuti e visibili come veremo più avanti.

Sono presenti tante linee e tanti simboli ed in questo caso è utile consultare la legenda situata solitamente a fianco della mappa. E' molto importante conoscere la simbologia in quanto possiamo renderci subito conto del punto in cui ci troviamo e capire con che cosa abbiamo a che fare man mano che procediamo durante l'escursione. Ci sono informazioni sui boschi, corsi d'acqua, sulle strade e sentieri, sui rifugi e casali.

E' presente la scala dalla cartina; è molto utile in quanto ci fa capire in che proporzioni sono state riportate le distanze tra i vari punti. Se abbiamo ad esempio una scala di 1:25000 vuol dire che 1 centimetro corrisponde a 250 metri mentre una scale 1:50000, 1 centimetro corrisponde a 500 metri.

Poi ci sono le curve di livello o isoipse che ci danno informazioni relative alla quota. Sono delle linee immaginarie che uniscono tutti i punti che si trovano alla stessa altitudine. E' come se tagliassimo in tante fettine equidistanti tra loro la superficie orizzontale. 

 L'equidistanza è la differenza di quota tra due curve di livello contigue e da non confondere con la loro distanza. Di solito sono tre i tipi di curve di livello e si distinguono in:

- direttrici, segnalata con tratto marcato continuo e l'indicazione della quota (ogni 100 metri di dislivello);

- intermedie, segnalate con tratto continuo leggero; sono comprese tra due direttrici ed hanno un'equidistanza generalmente di 25 metri;

- ausiliari, segnalate con tratto tratteggiante; si trovano tra due linee intermdie successive e sono generalmente equidistanti 5-10 metri ed indicano terreno con scarsa pendenza.

Le curve di livello, più sono ravvicinate tra di loro e più indicano un dislivello maggiore mentre se sono più rade indicano porzioni di terreno dove la pendenza è minore. Le zone pianeggianti ovviamente non hanno curve di livello.

Se considerimo in modo semplicistico due coni aventi ugual base ma altezze diverse, si può facilmente vedere come le curve di livello riportate sotto il cono più alto, siano più fitte.

Solitamente in quasi tutte le carte topografiche è disegnato anche un reticolato chilometrico con quadrati di un chilometro per lato. Ai bordi, su quelle più recenti, sono presenti anche le coordinate per un uso immediato del GPS.

Il reticolato è costituito appunto da linee orizzontali (i paralleli) e da linee verticali (i meridiani).

- Paralleli: sono misurati in gradi da 0° a 90° a partire dall'equatore e contraddistinti da nord o sud a seconda dell'emisfero in cui ci troviamo. Ci fornisce la latitudine di un punto.

- Meridiani: sono anch'essi misurati in gradi a partire da 0° fino a 360° e contraddistinti da est o ovest rispetto ad un meridiano assunto come riferimento. Per le carte topografiche italiane, si fa riferimento a quello passante per M. Mario a Roma e che si trova a 12° 27' 11'' long. est dal meridiano di Greewich. Ci forniscono la longitudine. <<< Inizio articolo

LA BUSSOLA

E' lo strumento che ci indica l'asse magnetico nord-sud della Terra. Trovandoci all'emisfero boreale, per convenzione le nostre bussole indicano il nord. Ce ne sono di svariate tipi: da quelle ad ago magnetico, a quelle digitali e radio satellitari. Analizziamo quella più comune, la prima. 

E' composta, appunto, da un ago magnetico posto all'interno di un liquido a bassa densità libero di ruotare; abbiamo poi una ghiera girevole sulla quale ci sono i punti cardinali e i relativi gradi (da 0° a 360°) ed almeno un lato rettilineo graduato in millimetri. Diaciamo che questa è la tipica bussola cartografica (fig. a destra). 

Poi abbiamo anche delle bussole per traguardare un punto, una direzione, attraverso delle feritoie o tacche fisse poste sul corpo della bussola e leggere contemporaneamente (attraverso uno specchietto o una lente), i gradi dell'angolo composto dalla direzione traguardata con quella del nord (fig. a sinistra).

Quest'angolo si chiama azimut ed è quello che ci indica l'eventuale via da seguire per raggiungere l'obbiettivo. Più avanti vedremo meglio in cosa consiste.

Per un utilizzo corretto della bussola, tenerla lontana dagli oggetti metallici e soprattutto dai cellulari che la disturba in modo clamorosa. Fateci la prova: avvicinate il telefonino allo strumento e vedrete come l'ago inizia a spostarsi in maniera spaventosa; inoltre va tenuta quanto più possibile in piano. <<< Inizio articolo

L'USO COMBINATO DI CARTINA E BUSSOLA

ORIENTAMENTO DELLA CARTA. Vediamo ora come utilizzare la cartina topografica in modo corretto avvalendoci della collaborazione della bussola. La carta innanzitutto va orientata e ciò si puo fare in due modi:

- se abbiamo la visibilità sul terreno e conosciamo dei punti noti, possiamo ruotare la cartina fino a che i punti di riferimento sulla carta si trovino allineati agli stessi punti che riusciamo ad individuare sul terreno;

- utilizzando la bussola, trascurando la declinazione magnetica e ricordando che il lato superiore della carta indica il nord cartografico, dobbiamo far in modo che l'asse nord-sud della bussola sia perpendicolare con il lato superiore della cartina o se volete sia parallelo al lato verticale. Perciò, una volta posizionata la bussola sopra la cartina, con il lato rettilineo parallelo al lato verticale della carta, ruotare il tutto  affinchè l'ago si allinei perpendicolarmente al lato superiore della cartina. In parole semplici, la direzione dell'ago, il bordo laterale della bussola e quello laterale della carta devono essere perfettamente paralleli.

RILEVAMENTO DEL PUNTO IN CARTA. Rileviamo la nostra posizione sulla carta conoscendo almeno due punti noti e visibili in modo tale da rilevarne per ciascuno il valore dell'azimut. L'azimut è un valore che si esprime in gradi e rappresenta la distanza angolare di un punto rispetto alla direzione del nord misurato in senso orario. 

Dobbiamo in pratica stabilire con quale angolo la direzione dell'obbiettivo si discosta dalla direzione del nord e da quale parte se verso est o verso ovest. Questa operazione di chiama rilevamento del punto in carta. Facciamo un esempio.

Immaginiamo di trovarci in un luogo dove riusciamo ad individuare un monte ed un rifugio conosciuto. Per mezzo di una bussola che ci permette di traguardare l'obbiettivo rileviamo il valore dell'azimut traguardando in sequenza i due punti di riferimento noti.

Come si effettua questa rilevazione? Bisogna allineare l'obbiettivo con la tacca di mira della bussola, ruotare la ghiera e posizionarla correttamente (il nord deve coincidere con la direzione indicata dall'ago) e quindi leggere i gradi tra l'indice e la direzione del nord attraverso lo specchietto o la lente. Nel caso della figura accanto, avremo le seguenti diciture: per la montagna N30°E mentre per il rifugio N40°W che equivale a N320°E (360° meno 40°).

A questo punto tracciamo una retta sulla carta (sempre orientata) che passi per l'obbiettivo e che diverga dello stesso angolo misurato. Per fare ciò, senza toccare la ghiera con il valore dell'azimut appena rilevato, si fa ruotare la bussola attorno all'obbiettivo fino a rendere la direzione nord-sud del quadrante parallela alle coordinate nord-sud della carta. Il punto d'intersezione delle rette individua la nostra posizione sulla carta. <<< Inizio articolo

RICERCA DELLA DIREZIONE DI MARCIA.  E' una operazione decisamente importante e per impararla bene bisogna esercitarsi spesso. Supponiamo che sia nota la posizione in cui ci si trova e sulla carta topografica tracciamo una retta che ci indica una via ottimale da seguire. A questo punto poniamo la bussola parallelamente alla direzione tracciata e, tenendola ferma, giriamo la ghiera in modo che le linee nord-sud del quadrante siano parallele a quelle nord-sud della carta. In questo frangente l'ago magnetico non ha importanza. Leggere il valore dell'azimut sulla ghiera e senza muoverla, prendere la bussola e attraverso lo specchietto o la lente, girare su se stessi fino a che l'ago magnetico non si trova allineato con il nord magnetico del quadrante. Traguardando dal mirino, abbiamo la direzione di marcia. 

Per una maggiore precisione, si consiglia di suddividere il percorso in tanti piccoli tratti rettilinei e che inizino e finiscano con dei punti di riferimento sul terreno ben definiti e rintracciabili. 

IDENTIFICAZIONE DI UN PUNTO VISIBILE SUL TERRENO. Questa procedura ci consente di riconoscere un monte o qualsiasi altra cosa visibile sul terreno supponendo di sapere il punto in cui ci troviamo. E' lo stesso procedimento per la rilevazione del punto in carta con la differenza che, una volta traguardato con la bussola "l'oggetto" di cui si vuol sapere il nome e rilevato l'azimut, riportiamo sulla cartina orientata, una retta passante per la propria posizione attuale con lo stesso angolo letto. La linea incrocerà l'ostacolo naturale che avrà le caratteristiche di quello cercato. <<< Inizio articolo

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