Cronache da Palazzo Borghese


Giornata "estiva" al Porche e P. Borghese! Stampa E-mail
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Cronache - Cronache da Palazzo Borghese
Scritto da Toni Galdi   
Lunedì 19 Marzo 2012 18:30

MONTE PORCHE-MONTE PALAZZO BORGHESE-SASSO BORGHESE DAL MONTE PRATA PER LA VIA SCI-ALPINISTICA

Sono le 7.20 di Sabato 3 marzo e già io e Paolo siamo in cammino dal parcheggio antistante gli impianti del Prata a quota mt 1654. Lo zaino è pesante, ovviamente c’è anche tutto l’occorrente per l’autosoccorso come la sonda e la pala da valanga. In verità non siamo gli unici, un gruppetto di 3 persone ha la stessa nostra intenzione. Sul piazzale ci siamo solamente noi, i tre, e un paio di camper. Le temperature si sono innalzate notevolmente (lo zero termico sale di quota ogni giorno), e per non avere sorprese di scaricamenti spontanei dai pendii più ripidi, nelle quasi estive ore centrali, decidiamo la sera prima di partire all’alba. Il bollettino neve dava pericolo moderato, tendente al debole: possiamo stare "quasi" tranquilli.

 
Attacco al M. Porche per la via sci-alpinistica Stampa E-mail
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Cronache - Cronache da Palazzo Borghese
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 22 Marzo 2010 23:00

IL FASCINO DI UNA GIORNATA GRIGIA E DI UN VENTO IMPRESSIONANTE VERSO IL BORGHESE DURANTE LA CONQUISTA DEL M. PORCHE

La speranza è sempre l'ultima a morire....Probabilmente è stato, fino a ieri, il pensiero che continuamente affliggeva la mente di Tony che da Gennaio aveva il desiderio di raggiungere l'ambita vetta del M. Porche con ramponi ai piedi. Tra domeniche lavorative, impegni vari e bollettini nivologici non proprio confortanti, non c'era mai stata l'occasione se non in una circostanza quando con il gruppo del corso su ambiente innevato frequentato a Fermo, ci trovammo alla fonte Jumenta per la consueta uscita pratica. Era il 24 Gennaio. Non moltissima neve quel giorno ma una crosta portante impressionante che "scricchiolava" al passaggio di escursionisti e sci-alpinisti diretti proprio in cima ai 2.233 metri di quella montagna tanto cara al nostro amico. Era una giornata tersa e limpida, cielo azzurro da sembrare finto, irreale e vento completamente assente tanto che al nostro ritorno alle auto, passando per il M. Prata, l'anemometro in cima alle piste da sci era immobile e non c'era verso di farlo girare.

 
Fino alle pendici del Porche e Palazzo Borghese Stampa E-mail
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Cronache - Cronache da Palazzo Borghese
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Giovedì 21 Gennaio 2010 19:00

10-01-2010: IMMERSI IN UNA COLTRE BIANCA, DALLE PENDICI DEL MONTE PORCHE ALLA VETTA DEL MONTE PRATA

Giunti a Castelsantangelo sul Nera, iniziamo a percorrere la strada che conduce agli impianti da sci del Monte Prata. Inizialmente tranquilla, diventa poi una lastra di ghiaccio per via di una nevicata avvenuta la sera prima. Qualche auto ferma ai bordi della carreggiata per montare le catene ma con i pneomatici invernali si va senza problema.

Niente neve ai Piani di Castelluccio mentre il paesino delle lenticchie è appena imbiancato. A quota 1600 inizia quella che si potrebbe chiamare appunto neve ed il versante del Monte Prata sembra essere stato favorito dalla buona stella. Gli impianti di risalita sono aperti ed all'arrivo sul parcheggio antistante "La Baita" già possiamo pregustarci una divertente escurzioncina. 

E' una domenica variabile ma con più sprazzi di cielo sereno del solito anche se all'orizzonte minacciosi nuvoloni neri non promettono nulla di buono ma di questo al momento non ci preoccupiamo per nulla. Stabiliamo la prima meta da raggiungere: fonte Jumenta, ai piedi del Porche e Palazzo Borghese per la semplice strada che taglia il versante meridionale del Prata. Semplice per modo di dire in queste condizioni; tutti rigorosamente....senza ciaspole, in alcuni punti si affonda alla grande ma è molto divertente. Due signori un pò in là con gli anni adeguatamente equipaggiati di racchette da neve,  ci passano avanti quasi con disinvoltura...

 
Fernando. Un tuffo nel passato! Stampa E-mail
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Scritto da nembo   
Domenica 13 Dicembre 2009 18:33

DA FOCE A PALAZZO BORGHESE CON IL PENSIERO RIVOLTO ALLA PRIMA ARRAMPICATA SUL VETTORE

L'appuntamento è a Foce per le 9:15 circa, Paolo e gli altri mi aspettano, devo sbrigarmi. Alle prime luci dell'alba mi ero mosso e dopo un paio d'ore avevo superato Arquata del Tronto. Tra le varie curve che si susseguivano ininterrottamente, maestosa era la presenza del Vettore, non faceva altro che distrarmi dalla guida.

Quella spolverata di neve, le raffiche che spazzavano, sembravano ricordare quello che la mia mente teneva nascosto da qualche parte per quasi un ventennio. Proprio così, tutto questo tempo era passato da quella prima volta in cui misi piede su questo versante, così austero ma affascinante.

I miei scarponi enormi e pesanti con quell'involucro di plastica, praticamente un pezzo da museo ora, non aspettavano altro che poter indossare, più in alto, i ramponi, che ci avrebbero portato in vetta al Monte Vettore da quella posizione così accattivante. Certo, di neve ce ne era ben poca, allora come oggi a Dicembre, ma l'inverno vero sembrava non voler arrivare.

 
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