Fino alle pendici del Porche e Palazzo Borghese Stampa E-mail
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Cronache - Cronache da Palazzo Borghese
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Giovedì 21 Gennaio 2010 19:00

10-01-2010: IMMERSI IN UNA COLTRE BIANCA, DALLE PENDICI DEL MONTE PORCHE ALLA VETTA DEL MONTE PRATA

Giunti a Castelsantangelo sul Nera, iniziamo a percorrere la strada che conduce agli impianti da sci del Monte Prata. Inizialmente tranquilla, diventa poi una lastra di ghiaccio per via di una nevicata avvenuta la sera prima. Qualche auto ferma ai bordi della carreggiata per montare le catene ma con i pneomatici invernali si va senza problema.

Niente neve ai Piani di Castelluccio mentre il paesino delle lenticchie è appena imbiancato. A quota 1600 inizia quella che si potrebbe chiamare appunto neve ed il versante del Monte Prata sembra essere stato favorito dalla buona stella. Gli impianti di risalita sono aperti ed all'arrivo sul parcheggio antistante "La Baita" già possiamo pregustarci una divertente escurzioncina. 

E' una domenica variabile ma con più sprazzi di cielo sereno del solito anche se all'orizzonte minacciosi nuvoloni neri non promettono nulla di buono ma di questo al momento non ci preoccupiamo per nulla. Stabiliamo la prima meta da raggiungere: fonte Jumenta, ai piedi del Porche e Palazzo Borghese per la semplice strada che taglia il versante meridionale del Prata. Semplice per modo di dire in queste condizioni; tutti rigorosamente....senza ciaspole, in alcuni punti si affonda alla grande ma è molto divertente. Due signori un pò in là con gli anni adeguatamente equipaggiati di racchette da neve,  ci passano avanti quasi con disinvoltura...

In lontanzanza fanno una certa sensazione i Piani di Castelluccio senza la neve ma risaltano in questo modo le vette principali del massiccio del Vettore e del Monte Lieto totalmente imbiancati. Si intravedono le roccette di Palazzo Borghese mentre dal Porche qualcuno sta già scendendo. Un minuscolo ed inconfondibile puntino nero che si muove nel bel mezzo di un manto nevoso che a tratti, sotto i nostri piedi, è anche ghiacciato e duro mettendo alla prova la nostra abilità di equilibristi. Beatrice ne fa le spese (senza nessuna conseguenza naturalmente; ci vuole ben altro per metterla al tappeto!) e dopo aver immortalato lo splendido Passo Cattivo ci rimettiamo in marcia verso la fonte.

Un tratto con parecchia neve ci fa "soffrire" un pò ma con pazienza e camminando come se dovessimo superare degli ostacoli alzando oltre misura le gambe per uscire dalla "voragine" nevosa, superiamo questo breve pezzettino del sentiero che ci ha visto ad ogni passo scendere sempre più in basso....La neve copre in parte le trocche della fontana e deliziosi ghiaccioli fanno capolinea alla fine di ognuna di esse. A dire il vero, l'ultima  è totalmente sommersa e nascosta e solo per puro caso non ci infilo il piede dentro con la foga di scattare una fotografia. E' tutto molto bello. Il celo sereno ora mostra il meglio di se con qualche nuvola "a pecorella" sopra di noi. I signori anziani (moglie e marito probabilmente) che ci avevano superato, raggiunta la fonte ci salutano e torna indietro mentre noi, mangiando qualcosina, dibattiamo sul cosa fare se salire per un pò oppure tornare indietro pure noi per avventurarci al Monte Prata. Il bello è che alla fine facciamo tutte e due le cose.

Io e Beatrice facciamo da apripista: saliamo per primi mentre gli altri ancora stanno sgranocchiando il proprio pranzo. Si sale molto bene considerato poi che qualcuno ci ha già preceduto; quasi sicuramente la stessa persona che appena dopo la partenza avevamo visto scendere dal Porche. Paradossalmente sembra quasi che sia più facile salire in presenza della neve. Alla fine decidiamo di arrivare almeno fino alla cima che sovrasta la fonte Jumenta dalla quale una vista di Passo Cattivo fino al Monte Bove Sud e della Valleinfante è strepitosa.

Matti come pochi altri immagino, ci mettiamo a fare a gara a chi arriva per prima in cima ed iniziamo a correrere quasi fino allo stremo....ma chi ce lo fa fare dico io!! Mannaggia a questa sana e divertente voglia di competizione che ogni tanto anima i nostri cuori....Emanuela si ferma a metà costone e preferisce tornare alla fonte mentre Aldo in pratica non è nemmeno partito a causa di una continua infiammazione ad un tendine della gamba che ogni tanto si fa sentire e non vuol rischiare troppo per paura di una riacutizzazione che lo costringerebbe a rinunciare a qualche altra uscita. <<< Inizio articolo 

La bianchissima cresta, inizia a coprirsi; delle nuvole scendono dal Monte Porche che ora è totalmente invisibile così come Palazzo Borghese. Distintamente si nota la quota neve. E' come se ci trovassimo contemporaneamente ad osservare due stagioni: Autunno all'interno delle valli ed il pieno Inverno in quota. Una sorsata di tè e caffè caldo mentre ci raggiunge, dopo una quindicina di minuti, un altro gruppettino di tre ragazzi con il quale scambiamo quattro chiacchiere. Saliranno poco più su di noi con le ciaspole ma ormai è quasi inutile proseguire visto che più in alto sono le nuvole a farla da padrone e si rischia di fare tanta fatica per nulla. Durante la discesa per raggiungere Aldo ed Emanuela, i nostri occhi sono attratti da alcune persone intenti a risalire verso Palazzo Borghese attraverso il canale di S. Lorenzo. E' certo che si tratta di una bella avventura...

La nostra escursione invece prosegue per la più tranquilla cima del Monte Prata che raggiungiamo senza troppa fatica anche se  la neve gelata sotto in nostri piedi lungo un pendio per nulla faticoso, rende una incognita il numero delle volte che si può scivolare. Alla fine, nessuno rotola a terra fatta eccezione per uno di due ragazzi muniti di snowboard che scendono fuori pista. Caduto a terra quasi al termine della discesa, non ce la faceva più a rialzarsi in piedi. Tutti vani i diversi tentativi di rimettersi in sesto; ogni volta era un'altra sventola contro la neve ghiacciata e dura. Alla fine comunque ce l'ha fatta.  

Aperta una pista degli impianti, la montagna qui pullula di numerosissime persone e soprattutto bambini che si divertono a scivolare con gli sci ai piedi anche a grande velocità. Un mix speciale di colori; tra tutto questo bianco, risaltano piacevolmente i molti giubbotti colorati della gente presente. Beatrice per precauzione "appiccica" il guinzaglio ad Honey ed iniziamo a scendere verso il parcheggio facendo attenzione anche a qualche sciatore che preferisce un fuori pista piuttosto che quella tradizionale.

Al nostro arrivo una bella sorpresa vedere due slitte trainate da una serie di Husky. Non mi era mai capitato osservare una scena del genere; uno spettacolo questi splendidi animali finalmente nel loro ambiente preferito....al posto giusto nel momento giusto. Chissà per quanto tempo se la potranno godere! A volte, quando capita di vederli in piena estate, non oso immaginare quanto possano sentirsi a disagio.

Il parcheggio è ancora pieno di auto ma restano solamente al massimo un paio di ore di luce. Ognuno di noi risale sui propri mezzi con destinazione casa, tranne che per me. Appuntamento al palaghiaccio di Ussita per una pattinata con sorelle ed alcuni amici di vecchia data. Uscito indenne e senza scivoloni dai pendii del Prata e Monte Porche, non credi Paolo di sfidare un pò troppo la "buona sorte" oggi?? Per fortuna in questa giornata la mia buona stella ha avuto decisamente il sopravvento... <<< Inizio articolo

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