Palazzo Borghese. La partenza da Foce (F.so Zappacenere) Stampa E-mail
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Palazzo Borghese - I sentieri per Palazzo Borghese
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 12 Dicembre 2009 13:45

UNO STRAORDINARIO SCENARIO DOLOMITICO FINO A PALAZZO. DAL FOSSO ZAPPACENERE UNA TRAVERSATA TRASVERSALE SOTTO GLI OCCHI DELLA FATA SIBILLA ( difficoltà EE)

Sarà una lunga e faticosa escursione per raggiungere Palazzo Borghese ma dal fosso Zappacenere io la rifarei mille volte...Ci troviamo a percorrere un sentiero dal quale  balzi rocciosi e straordinarie vedute quasi dolomitiche ci accompagnano per quasi tutta la durata di questa avventura. Il versante di Foce della cresta che dal Monte Porche conduce alla Sibilla è da lasciare a bocca aperta e ricoperta poi da un leggero strato di neve è ancora tutto più meraviglioso.

Parcheggiata l'auto sulla piazzetta del grazioso paesino, ritorniamo indietro percorrendo un breve tratto di strada asfaltata fino a quando a sinistra troviamo una sterrata in prossimità di un casettina e di innumerevoli tavolinetti di legno pronti ad attenderci al ritorno.

Da qui ci incamminiamo con l'accortezza di procedere subito sul sentiero che è impossibile non notare e che sale alla vostra destra. Anche proseguendo dritti si raggiunge Palazzo Borghese percorrendo il Canale che vi porta proprio ai piedi del massiccio roccioso dove in primavera si forma il Laghetto (escursione già descritta) ma per il fosso Zappacenere non è la via da seguire.

Tenetevi forte perchè l'impatto iniziale con questo sentiero non è dei migliori; un breve tratto dove la pendenza richiede un sforzo da non sottovalutare soprattutto perchè, appena partiti, non si ha nemmeno il tempo di scaldarsi un pò e poi perchè il terreno è decisamente pietroso. Occhio al ritorno a non scivolare. Per fortuna che non è tutta quanta così l'escursione...

Tutto il sentiero è segnalato discretamente bene anche se ci sono alcuni passaggi dove bisogna un attimino guardarsi intorno per non allungare inutilmente la già lunga strada da fare. Cercherò di spiegarmi il più chiaramente possibile. Il numero del tracciato, sulla cartina, è il 154 il cui punto di partenza dalla strada asfaltata, è in realtà segnalato più in basso ma ha poca importanza. 

Dopo aver preso coscienza e superato questa salita iniziale, il sentiero allenta la sua morsa e in modo quasi pianeggiante vi conduce all'interno del fosso Zappacenere dove un canalone ghiaioso risale ripidamente. Non dovete far altro che attraversarlo e procedere lungo la traccia che si svuluppa sul lato sinistro ortografico del canalone (a destra mentre salite). C'è un grande omino di pietra e poco più in là, una bandierina dipinta su di un grosso masso a segnalarvi la via giusta che, qualche decina di metri più avanti si allontana dal canalone svoltando decisa verso destra. In questo punto si è tentati di procedere sopra il ghiaione all'interno del fosso in quanto il sentiero di destra potrebbe sfuggire. E' una via alternativa per una traccia che si sviluppa succesivamente all'interno del bosco sul versante sinistro del fosso Zappacenere (sempre mentre salite) ed anche se la via è evidente, questo non è il sentiero da percorrere e non troverete nessun tipo di indicazioni. Per chi conosce bene la zona non ci sono problemi a raggiungere il medesimo obbiettivo procedendo per questa strada. Ma torniamo a noi. <<< Inizio articolo

Si continua all'interno del bosco a di la verità non troppo convinto fino a giungere in corrispondenza di una piccolo casaletto semi-interrato. La via è decisamente segnalata sia con omini di pietra (alcuni deliziosamente minuscoli) sia con i segnali bianchi e rossi. Costeggiando questa piccola costruzione lungo un sentiero che si è trasformato decisamente in una strada ghiaiosa, si continua a salire dove indicazioni abbastanza chiare, poco più avanti, indicano di proseguire sul sentiero più a destra. Questa è un'ampia stradina all'interno di un faggeto dal quale si esce dopo alcuni "tornanti" ed un discreto strappo di salita.

All'uscita del bosco vi troverete in spazi aperti davvero grandiosi dove ampi canaloni alternati a balzi rocciosi verticali splendidi della cresta che da Cima Vallelunga conduce alla Sibilla, iniziano a farsi ben notare ma più avanti avrete l'opportunità di gustarveli molto più da vicino.

Giunti a questo punto fate un'attimino di attenzione: la traccia sembrerebbe proseguire verso destra a testimonianza anche di alcuni piccoli omini di pietra posizionati a terra; in realtà invece dovete dirigervi verso sinistra dove c'è una fonte ed il sentiero poi procede ben visibile e segnalato poco più su. Sulla cartina dei sentieri questa sorgente d'acqua porta il nome semplicemente di Fonte.

La lunga cresta che avete di fronte si fa sempre più maestosa ed impressionante; la Sibilla si mostra verso destra in tutta la sua maestosa bellezza così come sono fortemente ripidi i pendii dello Scoglio della Volpe più in basso. Palazzo Borghese è ancora decisamente molto lontano ma davanti a così tanto ben di Dio diventa davvero una fatica piacevolissima e da gustare fino in fondo.  

Il sentiero ora procede senza troppe pretese; si sale bene senza fare eccessiva fatica, si giunge ad un piccolo pianoro dove grossi massi ammassati quasi a formare i resti di una antica costruzione, invitano ad una sosta per una bella foto di gruppo. Si intravede in fondo la punta rocciosa di Palazzo Borghese e si capisce quanta strada ancora bisogna fare ma sarà uno tragitto da sogno.

Si giunge così ad un'altra fonte chiamata S. Maria in modo quasi pianeggiante e questo è un'altro punto dove prestare un'attimo di attenzione. E' inconfondibile il sentiero che procede avanti a voi e che si interna più avanti dentro il bosco. In realtà, dove aver camminato qualche passo dopo la sorgente d'acqua, bisogna iniziare subito a salire verso destra. Il sentiero poco dopo si perde in quanto le bandierine bianche e rosse dipinte sulle rocce, ci portano a proseguire un itinerario prima all'interno di un piccolo canale e poi leggermente verso destra sopra una piccola cresticina rocciosa per invertire nuovamente la direzione di marcia poco dopo. <<< Inizio articolo

Aguzzate la vista e cercate le bandierine come in una sorta di caccia al tesoro. Ad ogni modo per essere il più chiaro possibile dovete proseguire al di sopra della fontana e salire quasi perpendicolarmente alla fonte, leggermente verso sinistra. Daltronde è in quella direzione Palazzo Borghese. 

Più avanti c'è un altro punto dove probabilmente le indicazioni non sono proprio chiarissime ma non c'è nulla di particolarmente difficile. Vediamo come posso spiegarmi. Dalla fonte S. Maria cercando di risalire tra rocce e roccette seguendo le bandierine colorate, vi potreste imbattere nell'ennesima sorgente d'acqua chiamata fonte dell'Acero seguendo una traccia cosparsa da un paio di omini di pietra che si discosta verso sinistra da un piccolo fosso che state risalendo ed allora non ci sono problemi di sorta; è una sorgente con diverse trocche di ferro e, purtroppo, una mini discarica vicino con vecchie sedie, reti metalliche, materassi...insomma non proprio un bel vedere in mezzo a questo Paradiso terrestre.

Il sentiero prosegue sopra la fontana per condurvi ad un'altra piccola fonte più in alto, un semplice tubo che fuoriesce dal terreno e qualche mucchietto di rocce ammassate. Come riferimento potete incontrare lungo il cammino anche una tubatura di plastica che scende per rifornire la sorgente dell'Acero appena oltrepassata. Da qui si continua verso destra per poi procedere con decisione a sinistra dove ormai il massiccio di Palazzo Borghese sembra a due passi e a voi non è rimasto che la traversata trasversale che sovrasta la zona del Laghetto. Il sentiero è ottimamente visibile ed ogni tanto compaiono anche le bandierine. 

Facendo un passo indietro, se risalendo dalla fonte S. Maria vi dovreste trovare nel bel mezzo di un sentiero ben tracciato e non sapete in che direzione proseguire, siete giunti sul  punto in cui si incrocia il sentiero (senza numero) che a destra conduce alla Sibilla collegandosi con la cicatrice a forma di zeta sotto il monte della fata. Ne consegue che dovete dirigervi a sinistra per rintracciare la fonte dell'Acero e seguire il sentiero salendo.

Da qui in avanti non avrete più nessun problema e non vi resta che giungere a destinazione godendovi questo panorama strepitoso sotto una delle creste più belle dei Monti Azzurri. Le montagne qui sembrano avere occhi ed osservano ogni nostro piccolo spostamento. Un silenzio irreale sotto questi colossi...

Non ci sono tratti pericolosi da attraversare (è anche un tracciato frequentato spesso dagli amanti della MTB) ma la lunghezza ed il dislivello, anche se discretamente distribuito, lo rendono impegnativo. Da qui la difficoltà EE per escursionisti esperti. Come descritto, ci sono almeno tre fonti per rifornirsi di acqua disposte in modo ottimale direi. L'inizio è sotto il bosco ed è perciò ombreggiato ma direi che l'80 per cento dell'escursione è totalmente sotto i raggi del sole. In estate e con giornate serene, cappello e crema solare credo siano molto indicate per non ustionarsi. Calzature adatte e spalancate gli occhi il più possibile per assaporare questa meravigliosa avventura fino a Palazzo. 

E' un'escursione che può essere benissimo abbinata percorrendo al ritorno il sentiero N. 5 che percorre il Canale e raggiunge il paese di Foce concludendo in questo modo uno splendido anello. <<< Inizio articolo

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