L'abbazia benedettina di Piobbico Stampa E-mail
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Abbazie - Abbazia di Piobbico
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 05 Giugno 2009 19:09
SANTA MARIA "INTER RIVORA": ABBAZIA DI PIOBBICO
 
La piccola chiesa romanica fu fondata intorno all'anno 1000 e per il fatto di trovarsi tra due torrenti, il Tennacola e il Lardina, viene chiamata "Santa Maria inter rivora" con l'aggiunta di "Publica" antico nome della cittadina di Piobbico.
 
Nel 977, il vescovo di Fermo Gaidulfo, donò al conte Mainardo di Brunforte i terreni dove ora sorge l'abbazia e l'inizio della sua costruzione è datata 1029 per essere terminata nel 1059. 
 
E' intorno all'anno 1400 che l'abbazia di Piobbico ebbe il suo massimo splendore e si trovò ad avere molti territori e chiese ad essa annessi fino addirittura a Montolmo e Mogliano.
 
I rapporti con il vicinissimo paese di Sarnano non potevano non essere fitti. Nel 1268, Guido, vescovo di Camerino, dà il permesso ai monaci di edificare un oratorio all'interno della città ed è da qui che ha origine l'inizio della costruzione della chiesa S. Maria in Piazza Alta.
L'abbazia era amministrata dall'abate e vi erano, oltre naturalmente ai religiosi, anche i conversi, cioè dei monaci che svolgevano lavori manuali e i laici che invece svolgevano le mansioni domestiche. Le decisioni riguardanti l'amministrazione dall'abbazia, venivano prese nel Capitolo che di solito deliberava per maggioranza o con l'approvazione della parte più influente. I Capitoli (abate e monaci), venivano convocati al suono di una campana interna.
 
Intorno al 1392, l'abate a comando dell'abbazia Giovanni Ricci, trasferisce numerosi monaci a Sarnano per la costruzione dalla torre campanaria della chiesa di S. Maria. Dall'abaziato di Giovanni Ricci in poi, lo Stato Pontificio iniziò ad imporre gli abati fino ad una assegnazione commendataria dell'incarico affidato spesso anche a laici molto lontani dall'abbazia che, senza aver modo di vederla, si appropriarono dei sui beni decretandone inevitabilmente la decadenza.
 
Fu il Papa Sisto V, originario di Montalto Marche, a dargli il "colpo di grazia" inglobandola insieme a tutti i suoi beni, alla Collegiata di Montalto nel 1585. Nel 1700 venne definitivamente abbandonata e cadde in rovina.
 
Soltanto dopo 250 anni, nel 1951, con l'arrivo del nuovo parroco Don Alfredo Arcangeli, è ritornata a splendere grazie ad opere di ristrutturazione e riordinamento.