| Estate senza fine |
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| Cronache - Cronache dalla Priora/3Vescovi/Berro |
| Scritto da Paolo Ciccarelli |
| Sabato 10 Gennaio 2009 11:44 |
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ANCORA IN VETTA AL PIZZO REGINA La Priora!! Dopo avere assaggiato in piena estate la dolce salita dal rifugio del Fargno, avevo deciso di raggiungerla per altri sentieri ma non pensavo di riassaporare la sua vetta entro la fine di quest'anno e invece… Dall'ultimo sabato di Maggio fino ad ora (mentre scrivo scorre via il 13 Novembre 2008), ho trascorso almeno mezza giornata del mio week-end in montagna tranne rare eccezioni. Il tempo di questi periodi è sempre molto incerto ed anche se l'ora solare in qualche modo mi avvantaggia (si fa giorno prima!), non credevo più oramai di fare un sentiero tanto lungo quanto impegnativo: raggiungere la Croce della Priora partendo dalla gola dell'Infernaccio. Consulto le previsioni meteo e danno per il primo fine-settimana di Novembre che coincide con i Santi ed i Defunti, pioggia il sabato ma una splendida mattinata di domenica. Poi in questi casi non si sa mai…ci azzeccano, non ci azzeccano…sta di fatto che ormai ho deciso: lo zaino lo preparo e domenica mattina si vedrà. La sveglia puntualmente suona alle 6, il sole sta per sorgere e la giornata è….eccezionale!!!! Oh….una delle rare volte dove le previsioni sono state veramente precise!! Limpida come non mai ed i Sibillini stupendi. Ok si parte! Mia sorella è al corrente di tutto: “Se non vedi la mia macchina la mattina quando ti svegli sai dove sono andato”. Alle 6:20 sono in marcia e alle 7:35 mi trovo al parcheggio dell'Infernaccio. Scendo dall'auto e con mio stupore….si sta veramente bene; è addirittura quasi caldo considerando che mi trovo in piena montagna e alle 7:30 di mattino…sarà una giornata da incorniciare. Poi alzo gli occhi e osservo il punto di arrivo….per un attimo ho pensato di essere veramente matto…a quell'ora eravamo solo io e P. Pietro Lavini con la differenza che dovevo fare i conti con un dislivello di 1.500 metri . Al solo pensiero mi tremano le gambe e non sono poi così tanto convinto di arrivare fin lassù. Comunque, come dico sempre io in questi casi, intanto andiamo poi si vedrà. Arrivare all'eremo è una formalità; la gola è sempre bellissima ed in questo periodo contornata da alberi dai mille colori. Pace e tranquillità regnano in queste prime ore del mattino interrotto solo dallo scrosciare continuo del Tenna che percorre verso valle il suo millenario letto. Mi fermo due minuti il tempo di bere un sorso d'acqua e poi via di nuovo in salita ancora dentro una faggeta. Dopo 10 minuti dall'eremo, esco dalla seconda faggeta attraversata oggi e stento a credere che sia il 2 di Novembre; il sole picchia forte ed il sentiero che si presenta avanti a me mostra il meglio di se stesso. Da qui in avanti non lo avevo mai fatto e forse è stata proprio la curiosità di vedere cosa mi aspettava a spingermi avanti. Un'occhiata alla Sibilla (sempre splendida!) mentre la "stradina" al momento sembra aver pietà delle mie povere gambe affaticate anche da una biciclettata il giorno prima. <<< Inizio articolo Mi volto indietro e lo scenario è veramente eccezionale. L'eremo di S. Leonardo appoggiato lì, sopra uno spuntone di roccia, cosi fragile, piccolo, mi ha dato un senso di impotenza di fronte a queste montagne così imponenti ma nello stesso tempo anche di coraggio e forza…qualcosa che non posso e non riesco a spiegare con una tastiera sotto mano. Arrivo ad una fonte dalla quale però non sgorga acqua; apro la cartina dei sentieri e non ne risulta nessuna sul punto in cui mi trovo ma è segnalato il Casale I Grottoni che avvisto immediatamente. Vedendo che cosa dovevo scalare, vi confesso che volevo tornare indietro. Un pensiero che scaccio via immediatamente con l'incantevole vista della Valtenna e delle Tre Sorelle, tre spuntoni di roccia che scivolano via ripidamente fino alla valle sottostante. Mi trovo in un piccolissimo falsopiano e ne approfitto per rifocillarmi un pochino prima di iniziare, a quanto pare, l'ascesa vera e propria. Consulto il tempo di percorrenza: sono 1 ora e 15 minuti che cammino e sinceramente non so ancora per quanto ne avrò. Meglio non pensarci. Zaino in spalla e si comincia. “C'è l'imbarazzo della scelta per salire….addirittura due sentieri….meglio di così!!” Decido di percorrere il primo che ho visto che in pratica va su diritto senza svolte e curve. E' senza fine….si riesce a vedere dove termina ma è come se facessi 4 passi e lui si allungasse di 10; non si arriva mai. Faccio più di una pausa prima di riuscire a terminarlo e scoprire….un'altra enorme salita ancora più lunga. Della Croce della Priora neanche l'ombra. Mi trovo in un altro piccolo falsopiano che percorro per un breve tratto. Ora non ci sono sentieri per la vetta, bisogna semplicemente salire e basta, dove capita. Cerco di guardare il meno possibile lassù in alto…è veramente distante ancora la meta e forse quest'oggi sto chiedendo un po' troppo al mio fisico sottoposto dall'inizio dell'estate ad un “tour de force” non indifferente. Pizzo Berro, il Bove Sud..è incantevole questa giornata di Novembre dove tutto sembra tranne che l'estate sia finita. Ma ancora non ci siamo. Immaginavo che non sarebbe stata un'escursione come tutte le altre ma questa….cavoli…è proprio impegnativa. Ma ormai sono consapevole che non mi ferma più nessuno. Raggiungerò la Priora e non mi importa di quanta fatica dovrò fare. Sono trascorse quasi due ore quando riesco a vedere la Croce. Dopo 2h e 20 minuti mi trovo in vetta, appoggiato a quella Croce che non arrivava mai, affaticato e stanco, colpito duramente da questo percorso. Riprendo fiato ed energie ammirando l'immensità di tutto quello che mi circonda. Intravedo in lontananza minuscole figure che si muovono verso il Berro. L'aria è frizzantina quassù, mi copro per evitare ulteriori “coltellate” al mio corpo, mi sdraio e chiudo gli occhi. L'unica voce che riesco ad ascoltare è quella del silenzio. Che delizia! <<< Inizio articolo <<< Torna alle cronache Priora/3Vescovi/Berro Torna alla Home Priora/3Vescovi/Berro Home |












