Priora. La partenza dall'Infernaccio Stampa E-mail
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Priora/3Vescovi/Berro - I sentieri Priora/3Vescovi/Berro
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 10 Gennaio 2009 00:06

 UN SENTIERO DECISAMENTE IMPEGNATIVO DALLA GOLA DELL'INFERNACCIO (difficoltà EE)

Certo che se avete intenzione di raggiungere la vetta della Priora, questo non è il sentiero più adatto; se siete degli escursionisti che vogliono provarle tutte, allora…ma devo essere sincero…è veramente dura.

Questo sentiero mette alla prova non solo le vostre capacità fisiche ma anche mentali.

Si parte dal parcheggio per la gola dell'Infernaccio e si inizia a scendere per le famose “pisciarelle” per poi inoltrarsi all'interno di questa fantastica, suggestiva e strettissima valle dentro la quale scorre il Tenna.

Il sentiero è il N. 221 e poi il N. 229 che vi condurrà fino all'eremo di S. Leonardo; troverete un bivio con un cartello che vi indicherà la direzione, a destra, da percorrere.

Già potete darvi un'idea di dove dovete più o meno arrivare: scendendo dall'auto, con la gola di fronte a voi, alzate gli occhi in alto leggermente sulla destra…e si…è il crinale della Priora proprio quello che dovrete scalare. Il dislivello da percorrere è molto….quasi 1500 metri .

Come descritto nell'escursione dell'Infernaccio, arrivare all'eremo di S. Leonardo, è semplice, il sentiero è ottimo, sempre all'interno di uno splendido faggeto senza salite significative. Poco più di una passeggiata adatta a tutti. Qualche piccolo tratto all'interno della gola un po' insidioso perché scivoloso…maggiore attenzione se non ci si vuol ritrovare con il sedere per terra. Ci si può godere in totale libertà questo splendido passaggio anticamente chiamato “Golubro”.

Fino all'eremo nessun problema (poco più di un'oretta con passo da turista) ma è da qui in avanti che inizia il sentiero vero e proprio. Appena dopo la fontana, che ultimamente si è praticamente prosciugata e questo è un vero peccato, dovete prendere il sentiero sulla sinistra (ce n'è un altro che prosegue diritto e che conduce al salto del Rio). E' il N. 17 sulla cartina.

Il primo tratto si inoltra ancora dentro un faggeto. Bellissimo. La salita al momento ancora non è eccessivamente difficoltosa, l'ombra è un'ottima alleata in questo caso ma purtroppo non durerà molto. Una volta usciti non ne troverete più perciò molto consigliato un cappello ed anche scorte di acqua.

Fuori dal bosco, è impressionante ancora il dislivello che bisogna affrontare. Nonostante tutto, al momento, il sentiero è relativamente “mansueto” (non illudetevi prima o poi dovrete fare i conti con lui!) e prosegue verso sinistra costeggiando dall'alto la splendida Valtenna con la Sibilla che domina.

Potete anche ammirare lo splendido eremo per incorniciarlo in un contesto del tutto diverso ed apprezzare con maggiore gratitudine, il lavoro del “muratore di Dio” che è riuscito a ricostruire questo gioiello in un luogo tanto straordinario quanto impervio. La visuale dall'alto è qualcosa da lasciare senza fiato.

Questa parte del sentiero termina addirittura scemando in una pianura quanto mai gradita e si arriva ad una fonte (che al mio passaggio era prosciugata. Non so se in primavera sgorga acqua fresca!). E' la quiete prima della tempesta.

Da qui in avanti vi aspetta una dura e faticosa ascesa. Sembra di non arrivare mai a destinazione. Dovete iniziare a salire. Ci sono un paio di tracce: una che prende di petto il versante, in pratica tira dritto per dritto, l'altra, che fa il tipico zig-zag. A voi la scelta.

Ma il bello è che, terminato questo tratto, non siete per nulla arrivati. Avanti a voi si spalancherà un'altra salita altrettanto dura con diverse “cime minori” ed anche più lunga. La Croce della Priora non la vedrete nemmeno lontanamente. Solo quando “scollinerete” qualche “dosso” riuscirete ad intravedere il punto di arrivo. 

Se non avete forza di volontà e tenacia, non credo arriverete a destinazione. Alla fine però sarà una bella soddisfazione. Il panorama è stupendo e nelle giornate limpide la vista spazia fino al mare con il Monte Conero facilmente individuabile. E' fantastico. Alle vostre spalle il Monte Sibilla; inizialmente lo vedrete lassù in alto ma pian piano, durante la vostra ascesa, è stupefacente vederlo “abbassarsi” mentre voi salite, portarsi al suo stesso livello ed infine superarlo fino ad arrivare a quota 2.336 metri. Bellissima la vista del Berro con Forca della Cervara e il Bove Sud per non parlare dell'intera Valtenna fino a Passo Cattivo.

Sarà una bella "sfacchinata" ma il prezzo da pagare lo vale tutto…

Dopo quello che ho scritto, questo tragitto non può essere classificato che con una difficoltà EE, per la lunghezza, per l'altitudine, per il dislivello da superare. Scarpe adatte, cappello, scorte d'acqua, una giacchetta a vento per quando arrivate in cima e buona visione dello spettacolo che offre questo sentiero, dalla gola fino alla Croce della Priora.

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