Il castello/rocca di Arquata del Tronto Stampa E-mail
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Rocche-Castelli - Rocca di Arquata del T.
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 16 Dicembre 2011 16:30

ORARI E VISITE

Da Luglio fino agli inizi di Settembre:
tutti i giorni (chiuso il lunedì) dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle ore 16,30 alle 18,30.

Il resto dell'anno il punto informativo è aperto nei fine settimana e festivi (previo contatto) dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 16,00 alle ore 18,00.

Per informazioni e visite fuori dagli orari stabiliti, bisogna contattare i seguenti numeri: 0736 808247 - 320 8082846 - 347 3517365.

SOPRA UNO SPERONE DI ROCCIA, LA ROCCA MEDIOEVALE DI ARQUATA CONTROLLAVA LA VIA SALARIA

Sul punto più alto della città di Arquata del Tronto, sorge il castello medioevale le cui origini risalgono all'incirca al XII secolo. La tradizione popolare vuole che all'interno della rocca abbia soggiornato la regina di Napoli Giovanna D'Angiò dal 1420 al 1435 incoronata dal Pontefice Martino V. Una leggenda racconta che il fantasma della regina si aggiri tutt'ora tra le mura e le stanze del castello.

Nel corso degli anni, molti sono stati i ritocchi e i restauri che la rocca ha subito, modifiche strutturali ed ampliamenti funzionali che si sono protratti fino alla fine del XV secolo. Fu poi restaurato intorno al 1920 per subire successivamente altri interventi. Il torrione, a pianta esagonale, fu molto probabilmente la prima costruzione elevata sul colle roccioso, alto circa 12 metri e posto sullo spigolo Sud-Est. Fu poi innalzata la cinta muraria che in parte è ancora visibile e con uno sviluppo di circa una settantina di metri, sbarrava l'unico lato vulnerabile del colle, quello verso Nord. Sul lato orientale del colle, vi era invece il collegamento tra il torrione e la città sottostante. 

Successivamente, a metà del XIV secolo, fu edificata la torre Nord a base quadrata 7x7 con una altezza di 24 metri circa. Elemento decisamente imponente, veniva collegato al torrione per mezzo di una seconda cinta muraria attrezzata di un camminatoio di ronda, piombatoi e apparato aggettante. Il tutto delimitava uno spazio di circa 21x24 all'interno del quale vi dovevano essere le costruzioni e tutto il necessario per consentire alle persone di vivere arroccate all'interno del castello per mesi. La rocca fu protagonista di sanguinose battaglie nel XV secolo tra gli ascolani ed i norcini per impadronirsi del comune il quale rimase comunque agli umbri fino al 1554 prima delle nuove nomine papali. 

Un torrione circolare del diametro di 10 metri ed altezza 12 posto nello spigolo Sud-Ovest, fu l'ultimo elemento che si edificò nella rocca protetta da una grande scarpatura e da una controscarpata speronata. Il suo interno era completamente costipato di terra e, sull'alto terrazzamento circondato da merlature, risiedevano i pezzi di artiglieria. Oggi purtroppo non rimane nulla di questo torrione se non alcune piccole murature della fondamenta riportate alla luce dopo i lavori di restauro.

Non c'è che dire, il castello merita senz'altro di essere visitato se siete nei paraggi. Tutto intorno c'è un bellissimo parco con sentieri e viottoli che salgono, scendono e si intrecciano tra loro. Un momento di vero relax con un tuffo nel passato. 

 

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