Un eremo ai piedi del M. Cavallo Stampa
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Santuari-Eremi - Romitoria Monte Cavallo
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 21 Aprile 2010 22:00

I RUDERI DI UN ANTICO EREMO A MONTE CAVALLO. CHE PECCATO AVERLO LASCIATO AL SUO DESTINO....

Dove si trova Monte Cavallo? E' una vetta relativamente bassa (1.485 metri) dell'alta valle del Chienti tra Pievetorina e Visso "confinante" con il Monte Fema più a Sud ed il Monte Pennino a Nord. Qui, i fiumi Chienti e Nera si avvicinano quasi fino a "toccarsi" dopo di che prendono decisamente strade differenti: il primo verso l'Adriatico, il secondo verso il Tirreno sfociando nel Tevere. Montecavallo è anche il nome del piccolo paeseino che si trova all'interno di questa porzione di valle che si chiama valle di S. Benedetto per via dell'omonima chiesina vicino a Piè del Sasso.

Incredibilmente pieni di boschi e splendide faggete, questi luoghi si trovano lontani dalle impervie e massiccie vette dei 2.000 metri e dai canonici sentieri che siamo abituati a percorrere; sono ricchi di insediamenti che raccontano soprattutto la storia medioevale nel periodo dell'affermazione della corrente religiosa benedettina. 

L'eremo di Montecavallo, che si trova ad una altitudine di circa 1.325 metri, è ormai quasi totalmente ridotto ad un mucchio di pietre e sassi che giacciono a terra. In epoca più recente fu costruita, al suo fianco, una stalla che attualmente è anch'essa molto pericolante e lasciata all'abbandono. Dal libro "I Sentieri del Silenzio" di Andrea Antinori, non si conosce la data della fondazione della chiesa ma l'eremo era già molto antico nel 1138 quando Papa Innocenzo II lo confermò sotto la protezione del monastero di S. Croce di Sassovivo di Foligno. Successivamente, fece parte delle Diocesi di Spoleto, Camerino ed affiliata anche all'abbazia di Rio Sacro di Acquacanina. 

La decadenza del sito, iniziò intorno al 1600 e nell'ultimo conflitto mondiale subì il colpo di grazia ad opera dei tedeschi e fascisti intenti al rastrellamento delle montagne per accerchiare ed annientare le resistenze partigiane. Ben poco ora rimane di quella chiesa se non un muro sul quale resiste parte di un affresco di una Madonna con il mantello. Ai piedi vi è un altare che sembra però di costruzione più recente di pietra rossa. C'è un'arco che separa uno stanzone in due ambienti dove vi si poteva accedere attraverso una porta rettangolare sulla facciata ad Ovest.

Come detto tutto l'eremo, ormai completamente scomparso e la chiesa, sono ridotti ad un mucchio di macerie sia a causa dei terremoti che per l'abbandono a cui sono stati sottoposti da parte dell'uomo; l'uomo che purtroppo non è riuscito a salvaguardare questo piccolo angolino di storia nonostante per ben due volte furono stanziati fondi per il recupero del sito in questione. Che fine hanno fatto quei soldi? E' inutile ormai porsi questa domanda nel momento in cui sappiamo bene che non salteranno più fuori. Meglio pensare se esiste ancora un modo per ristrutturare una romitoria che vale la pena rimettere in sesto. <<< Inizio articolo

Venanzo, un gentilissimo signore con il quale ho scambiato quattro chiacchiere a Collattoni, mi ha detto di ricordarsi come da bambino era consuetudine tutti gli anni nel mese di Luglio, il pellegrinaggio da Collattoni alla Madonna della Romita, un'antica statua all'interno dell'eremo. Era una festa vera e propria che si concludeva con una cena nei pressi della romitoria. Della statua ora purtroppo non si hanno notizie certe. Sembra che si trovi in una chiesa a Camerino.   

Come si raggiunge la Romita di Monte Cavallo?? Innanzitutto c'è da dire che comporta una leggera preparazione alla camminata considerato che comunque si deve superare un dislivello di 450 metri circa partendo da Pantaneto e poco più di 300 metri da Collattoni. Nulla di particolarmente difficile ma possiamo considerarla come una vera escursione; qui, a differenza di altri eremi, non è possibile lasciare l'auto a due passi dal sito; inoltre il tracciato non è segnalato con bandierine o omini di pietra. Se la partenza avviene da Collattoni è più semplice perchè basterà seguire una un'ampia carrareccia-sentiero che sale verso la Romitoria. Un pochino più complicato, in qualche punto, da Pantaneto ma cercherò di semplificarvi molto la vita descrivendo nel migliore dei modi i due itinerari inserendo anche le traccie GPS. Da Collattoni, il sentiero più breve determina una maggiore pendenza concentrata soprattutto nella fase iniziale.  

DA PANTANETO
Traccia GPS: qui (utenti registrati)
Dislivello: circa 450m
Distanza
solo andata: circa 5.5Km escludendo breve puntatina verso M. Cavallo
Tempo di percorrenza solo andata ed escluso le soste: circa 2h andatura medio-bassa escludendo breve puntatina verso M. Cavallo

Parcheggiata l'auto davanti ad un lavatoio con una fontana, dal libro di Antinori si dovrebbe iniziare a salire verso destra. Bèh, ognuno è libero di fare come vuole. Io personalmente sono andato a sinistra su una evidenta carrareccia; si apre un cancello e si prosegue dopo di che la strada più avanti si divide e bisogna prendere a destra.

Comoda, ampia, fino al raggiungimento di un evidente masso roccioso che sovrasta il paesino. Un tratto molto caratteristico; sarà per il fatto che questi passaggi attraverso rocce e roccette mi fanno impazzire. Bellissimo. Occhio a dove mettete i piedi per via di rocce ovunque soprattutto durante la discesa.

Proseguite tranquillamente a percorrere la traccia fino a che non vi ritroverete all'interno di una vallecola dentro la quale vi dovrete muovere risalendola fino alla sella tra il Col di Mezzo a sinistra ed il M. Le Vaglie a destra. A questo punto vi si spalanca la vista sulla sottostante conca dove ha inizio il fosso S. Pietro e dove è presente anche una fonte. Da qui non conviene scendere ma proseguire a sinistra tagliando, in direzione di una bella pineta, il fianco del Col di Mezzo e continuare poi la risalita costeggiando la verdeggiante macchia fin sotto al Colle Fienili. 

Ora la traccia è evidente verso sinistra, un piccolo sentierino che si sviluppa sotto il versante orientale del Colle Fienili caratterizzato da faggi ed ampi prati più avanti. Lungo il tracciato incontrerete un omino di pietra che ho rinforzato per meglio renderlo visibile e poco dopo si giunge ad uno spiazzo dove il sentiero continua avanti a voi ma a destra si apre un relativo dolce pendio erboso che dovete risalire "dritto per dritto" fino alla sommità. Se ci fate caso, verso la cresta, potete intravedere come una specie di apertura tra gli alberi. Nella foto l'ho messa in evidenza con un cerchio. Se la notate dirigedevi lassù, proprio nel mezzo. 

Giunti in cima all'ampia cresta, fermatevi un'attimo per godervi il panorama dove i Monti Azzurri sono sempre là a regalarvi emozioni. Si procede ora sempre verso sinistra in direzione di uno splendido faggeto che dovete attraversare. Dopo qualche decina di metri si inizia a scendere fino a giungere in fondo dove è ben evidente una recinzione con filo spinato ed una pietra ad indicare un sentiero proveniente da sinistra e che sale su verso Monte Cavallo. Se non siete riusciti a trovare la pieta, vuol dire che siete scesi leggermente al di sotto della stessa, verso destra. Impossibile comunque non "sbattere"contro la recinzione di filo spinato. 

Da qui potete fare una breve capatina verso Monte Cavallo salendo per gli evidentissimi segnali bianchi e rossi fino a scoprire lo splendido panorama che si ammira dalla cresta sopra il Rio Freddo. <<< Inizio articolo

Se invece volete raggiungere direttamente l'eremo, proseguite scendendo verso destra dove, poco più avanti, un'ampio stradone vi condurrà prima alla fonte dei Marani e successivamente alla romitoria continuando a scendere verso sinistra fiancheggiando un piccola costruzione in cemento. Una decina di minuti e sarete arrivati a destinazione; la Romita apparirà avanti a voi deviando verso sinistra lungo un piccolo sentierino.  

Per il ritorno conviene tornare indietro e percorrere il sentiero che si snoda a destra poco prima dell'eremo. Quando la pendenza si fa praticamente nulla, sempre a destra sarà facile percorrere, un pò in salita, i prati del Colle dei Fienili fino a raggiungere la sommità. Da qui si ridiscende il versante opposto da dove siete saliti leggermente verso sinistra fiancheggiando un bel bosco di faggi fino al raggiungimento del sentiero che avete percorso all'andata ai margini della pineta. Quindi si torna a Pantaneto per la medesima strada.  

E' un percorso che si divide quasi a metà tra momenti ombreggiati ed assolati con una leggera prevalenza di tratti all'ombra. Per le scorte d'acqua potete rifornirvi alla partenza (lavatoio) e riempire nuovamente le bottiglie poco prima dell'arrivo all'eremo, alla fonte dei Marani.

DA COLLATTONI
Traccia GPS: qui (utenti registrati)
Dislivello: circa 300m
Distanza
solo andata (escluso il tratto di 2Km percorribile in auto): circa 3 Km
Tempo di percorrenza solo andata ed esluso le soste (non considerato il tratto di 2km percorribile in auto): circa 1h e 30min andatura medio-bassa

Giunti a Montecavallo e proseguendo per Pantaneto e Collattoni, dopo circa 1.5 Km dal bivio a sinistra per Pantaneto, si interna sempre a sinistra una strada bianca ancor prima di giungere a Collattoni. Questa sterrata quasi in pianura, si snoda all'interno di un ampio fosso ed è percorribile comodamente anche in auto fino al raggiungimento della fonte dei Trocchi che scorgerete alla vostra destra; la fonte è sovrastata da una piccola colonnina in pietra dedicata alla Manonna e fiancheggiata da un'altra via che proviene sempre da Collattoni. E' uno spazio erboso relativamente grande dove potete tranquillamente parcheggiare anche perchè più avanti non potete andare considerato un cartello evidente di divieto. 

Lasciata l'auto, si inizia subito a salire sul sentiero che si inerpica a sinistra. E' decisamente il tratto più difficile; non molto lungo ma impegnativo sia per la decisa pendenza, per il terreno pietroso e perchè non vi dà nemmeno il tempo di respirare. Un impatto abbastanza pesantino. Dopo questa breve "impettata", il sentiero continua a salire ma in modo un pò meno faticoso.

Più avanti si giunge ad un bivio ma alla fine, qualsiasi dierezione si prenda, si raggiunge il medesimo scopo: il ricongiungimento con una più evidente strada. Proseguendo dritti, si sfocia proprio in questa via imbrecciata che bisogna percorrere verso sinistra sempre salendo. Se al bivio si prende a sinistra, è la stessa cosa avendo l'accortezza di seguire una leggera traccia che vi riporta verso destra ricongiungendovi a quella strada di cui ho parlato pocanzi.

A questo punto non c'è quasi più niente da dire. Seguite semplicemente il percorso che vi si spalanca innanzi. Una ultima annotazione di rilievo: giunti ad un evidente recinto (molto più avanti), il sentiero da seguire è quello di destra. Si prosegue per un breve tratto quasi in pianura dopo di che si inizia a scendere. Cinque minuti e vi ritroverete all'eremo che già potrete osservare, ad un certo punto della vostra discesa, verso destra.

Il tragitto è quasi tutto a sole e quindi nelle giornate calde occorre premunirsi di acqua che potete attingere dalla fonte posta vicino lo spiazzo dove lasciate l'auto; non ce ne saranno altre più avanti. <<< Inizio articolo

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