Sant'Eutizio in Valcastoriana Stampa E-mail
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Abbazie - Abbazia di S. Eutizio
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Domenica 19 Settembre 2010 15:40

NELLE VICINANZE DI PRECI, L'ABBAZIA BENEDETTINA DI S. EUTIZIO. LUOGO DI PACE E STRAORDINARIA SUGGESTIONE

L'abbazia di S. Eutizio affonda le sue radici intorno al V secolo in un periodo in cui eremiti e monaci abbandonarono l'Oriente per trasferirsi nel Vecchio Continente. Molti di loro scelsero la Valnerina e le montagne circostanze ed un gruppo abbastanza numeroso si insediò sul Monteluco; alcuni si stabilirono nei meandri più reconditi di valli e gole mentre altri scelsero la Valcastoriana rifugiandosi in un costone roccioso disseminato di grotte, luogo ideale per una dimora stabile ed una esistenza in perfetta solitudine e meditazione.

Il loro stile di vita divenne per le popolazioni locali un punto di riferimento tant'è che, successivamente, alcune persone si unirono al gruppo per assaporare un'esperienza unica e dando anche continuità alla condotta di una esistenza eremitica.

Intorno al 470 nacque una vita comunitaria parallela a quella dei monaci quest'ultima ormai portata avanti esclusivamente da persone del luogo. Sono diverse le figure che emersero: S. Spes (primo abate), San Fiorenzo e successivamente S. Eutizio. Fu proprio S. Eutizio il successore di S. Spes e sotto di lui la comunità si organizzò a tal punto da raggiungere la sua forma definitiva. 

- S. Spes fu colui che appunto nel 470 fondò il monastero. Ebbe da Dio il dono più grande e cioè quello di leggere nei cuori delle persone nonostante fu privo della vista; vista che riacquistò quindici giorni prima di morire. In quel breve lasso di tempo conobbe tutti i monaci che vivevano nei territori limitrofi e, tornato all'abbazia, morì il 28 Marzo 510 in chiesa mentre pregava insieme ai suoi fedeli monaci. A testimonianza di una vita condotta nella santità e bontà, S. Gregorio Magno narra che le persone presenti videro uscire dalla sua bocca e volare in Cielo una bianca colomba. 

- S. Eutizio, come detto, fu il successore di S. Spes e legò una strettissima amicizia con S. Fiorenzo il cui eremo si trovava a non molta distanza, nei dintorni di Collescille. Si dedicò soprattutto all'opera di evangelizzazione dei pagani e dei barbari. Morì il 23 Maggio 540. S. Gregorio Magno ci riporta il miracolo della pioggia dovuto all'intercessione di S. Eutizio; un evento che si è ripetuto molte volte durante il corso degli anni soprattutto quando i raccolti sembravano persi del tutto. Così, in questi particolari momenti, gli abitanti delle zone limitrofe all'abbazia chiedevano all'abate di esporre e portare in processione il cilizio di S. Eutizio e con puntualità la pioggia non tardò a cadere.

- S. Fiorenzo fu un personaggio molto semplice, spontaneo e fedele compagno ed amico di S. Eutizio. Il pontefice S. Gregorio Magno lo ricorda come un uomo molto contemplativo ed amante della natura. Nei suoi scritti narra di come il Signore Onnipotente gli inviò un orso per alleviare il suo pressante senso di solitudine; un orso rivelatosi molto più umano di parecchi uomini.    

L'abbazia rivestì un ruolo determinante e fondamentale nel periodo in cui nell'Impero Romano ci fu una grossa crisi demografica e le invasioni barbariche ridussero la maggior parte dei territori circostanti a veri e propri deserti. Infatti fu l'unico punto di riferimento per le popolazioni della zona insieme agli altri eremi ad essa collegata. Pian piano l'abbazia di S. Eutizio acquistò sempre più importanza ed autorevolezza grazie anche a continue donazioni che le valsero diritti feudali su un ampio territorio. <<< Inizio articolo

In questo periodo decisamente positivo e prosperoso i monaci benedettini, sostenitori della Regola di S. Benedetto dai tempi di Carlo Magno, si adoperarono per effettuare migliorie significative al complesso eremitico ampliandolo con una discreta biblioteca nella quale erano presenti numerosi testi riguardante la medicina greco romana e le proprietà curative di numerose erbe. Inoltre i monaci, con esperienze dirette, arricchirono queste conoscenze dando vita ad una importantissima scuola chirurgica. 

Intorno al 1215 il Concilio Lateranense decise che i monaci non potevano più esercitare pratiche strettamente chirurgiche e così istruirono gli abitanti del luogo affinchè potessero portare avanti tali pratiche ed usufruirne perciò i benefici. Gli abitanti di Preci divennero così, in pochi anni, dei veri esperti soprattutto nella rimozione della cataratta, dell'ernia inguinale e dei calcoli vescicali; inventarono continuamente nuovi ed importanti strumenti di lavoro perfezionando le tecniche impartite dai monaci. Divennero così tanto famosi da essere richiesti non solo da importanti sedi ospedalieri italiane ma anche da molte corti europee.    

Ospite dall'abbazia di S. Eutizio fu S. Francesco d'Assisi il quale fece erigere, dopo aver ottenuto la chiesa di S. Cataldo al Valloncello dall'abate Raynaldus ed i terreni limitrofi da Razzardo conte di Roccapazza, il lebbrosario di S. Lazzaro lungo la Valnerina per ospitare e curare con le acque solfuree i laici e frati colpiti dalla lebbra.

Nel 1257 quando abate era Teodino, il comune di Norcia si riprese tutti i diritti feudali a discapito dell'abbazia che da qui in poi attraversò un periodo davvero difficile; la vera vita monastica era ormai un miraggio e l'abbazia pian piano si spopolò finchè rimasero solo una manciata di monaci. Molti beni materiali furono trafugati caduti in mano laica e nessuno degli abati che si succedettero (Anastasio, Pafnunzio di Norcia) riuscirono a porre rimedio ad una situazione che sembrava avviata allo sfacello definitivo. Solo nel 1449, quando l'abbazia fu affidata al Cardinal Domenico Caprenica, si intravise la luce alla fine del tunnel. In poco tempo Capranica riuscì ad invertire la rotta e il complesso monastico riacquistò fervore ed importanza sia dal punto di vista religioso, con un aumento considerevole di monaci, sia dal punto di vista economico. 

Nel 1454 Capranica rinunciò alla commenda dell'abbazia senza nessun vantaggio personale e fu nominato abate Epifanio che ereditò un complesso in pieno progresso ed intorno al quale si respirava aria di rinnovata fiducia. Epifanio, il 3 dicembre del 1454, riunì in una assemblea i rettori e beneficiati delle chiese dipendenti dall'abbazia con lo scopo di illustrare loro le numerose spese che doveva affrontare per svincolare il complesso monastico dal regime commendatario e di essere perciò in parte rimborsato. Tutti acconsentirono e l'accordo fu trovato: ad Epifanio andarono 65 ducati di sussidio. Uscita definitivamente dal periodo buio, furono commissionate molte opere d'arte per l'abbellimento ed ornamento dell'intero complesso. 

L'abbazia di S. Eutizio attraversò un altro periodo difficile quello durante il quale nelle vicinanze stazionarono i Lanzichenecchi tornati dal "sacco di Roma" quando in concomitanza vi era anche la guerra per la successione del vicino ducato di Camerino. In quel tempo, l'abate Mensurati fu costretto a trasferirsi a Cerreto di Spoleto e solo quando il Papa permise la ricostruzione della distrutta Preci, Mensurati fu abile nel rafforzare i legami di dipendenza dei territori circostanti all'abbazia.

Si susseguirono poi diversi abati commendatari tra i quali spiccò Giacomo Crescenzi che diede il via a numerosi ed importanti lavori tra cui il campanile con somiglianza alla torre della piazza inferiore di S. Francesco di Assisi; non poteva essere altrimenti considerato che il Vescovo di Assisi in quel periodo era il fratello dell'abate. 

Diversi prelati successivamente si avvicendarono alla guida dell'abbazia e tra i più importanti si ricordano i Cardinali Lorenzo Raggi e Ludovico Valentini. Quando nel 1820 il paese di Norcia fu eretto a diocesi, l'abbazia divenne una mensa vescovile ed il nuovo Vescovo prese il titolo di abate dell'abbazia. Negli ultimi anni del 1800 il complesso fu scosso da numerosi terremoti (1892-1895-1897) con devastanti danni soprattutto ad un piano dall'ala che, parallelamente alla chiesa, si affacciava sul primo cortile. <<< Inizio articolo

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