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Come scegliere le scarpe da trekking Stampa E-mail
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Scritto da Ubaldo Malvestiti   
Venerdì 19 Febbraio 2010 17:45

LA SCELTA DELLA SCARPA/SCARPONE NON E' PER NULLA SCONTATA E DA SOTTOVALUTARE 

La scarpa/scarpone/pedula, è a tutti gli effetti un attrezzo e come tale dovrebbe essere considerato, quindi valutarlo come si farebbe per una tenda, zaino o coltello. Importante anche scegliere il prodotto adatto all'uso che si andrà a fare. Sicuramente uno scarpone alto e rigido sarà più adatto a trekking lunghi e ad altitudini elevate o ambiente innevato dove la rigidità è essenziale per poter mettere anche i ramponi, mentre per una passeggiata di 2 ore su sentiero (magari d'estate) sarà un pò scomodo.

In questo post prenderemo in esame gli scarponi o le scarpe da escursionismo e solo una parte delle componenti di una scarpone/scarpa e conseguentemente solo alcuni aspetti...spesso una scarpa viene considerata una cosa semplice e solo in parte lo è. Le compoinenti, molte delle quali non si vedono, sono qualche decina ed ognuna ha una propria tecnologia. Anche il tipo di costruzione è importante per la scelta e per non addentrarci in noiose (e forse inutili) nozioni, prenderò in esame solo le costuzioni che sono più comuni ed utilizzate per l'escursionismo. Andremo ad analizzare le parti e gli aspetti più importanti per fare una scelta corretta e via via che verranno trattati i vari argomenti, si avrà una panoramica sulle componenti "critiche" per un acquisto ed un utilizzo ideale.

- Provarle!!
Il primo consigli, se volete scontato, è PROVATELE. Approfittate dei grandi negozi per provarle, calzatele per qualche minuto perchè la prima cosa da valutare è come i vostri piedi "vanno d'accordo" con la forma con la quale le scarpe/scarponi sono state costuite. Mettetevi le calze dello spessore adatto all'attività per cui le userete, allacciatele e provate a sentire se ci sono tensioni o compressioni in alcuni punti dei vostri piedi. Il consiglio che posso darvi è di scegliere il numero in modo che tra la punta dello scarpone ed il vostro amato pollicioni ci sia ancora dello spazio. Questo è molto importante perchè poi quando andrete in discesa, il piene (inevitabilmente) tende a "scivolare" in avanti e lo spazio che avanza evita che proprio il dito che "frena" tocchi la punta dello scarpone. Inoltre non sottovalutate l'utilizzo di calze/calzettoni adeguati all'attività che andrete a svolgere. Ma qui bisognerebbe aprire un piccolo capitolo a parte che andremo a vedere più in là.

Se avrete la fortuna di incontrare dei commessi professionali (ce ne sono), potrete farvi consigliare anche facendo una piccola analisi delle vostre vecchie scarpe che raccontano molto del vostro modo di camminare... Se fate una ricerca nei siti dei maratoneti/corridori, scoprirete molte cose riguardo a come "appoggiamo" il piede a terra. Un libro molto interessante sotto questo aspetto (per chi vuole approfondire) è "Il piede dello Sportivo" del Dott. Luca De Ponti (sito: http://www.libreriadellosport.it/libri/il-piede-dello-sportivo.php) che tratta la materia da un bel pò di anni ed ha affrontato una moltitudine di problelmatiche dato che ha seguito in prima persona molti atleti maratoneti e corridori, anche olimpionici. Una pubblicazione interessante è Scarpe e Sport (sito: http://www.scarpe.it/autunno/index.php) che 2 volte l'anno offre una panoramica molto vasta sul mondo delle scarpe running e molti consigli ma purtroppo molto meno completa della categoria outdoor.

- Un accenno alle taglie.
Le taglie sono un'altra componente per la scelta. Per spiegare come funziona ci vorrebbe tempo per cui spiego in parole povere come interpretarle. Nel mondo ci sono 4 modalità, ormai comuni, per identificare le taglie delle calzature:

- la francese: quella nostra europea piu comune esempio donna 35 fino a 41 ed uomo da 40 fino a 46 (ed oltre..);

- l'inglese;

- l'americana;

- la giapponese (ed in genere Asia) in centimetri.

Ognuno di queste serie di taglie ha al suo interno un calcolo che tiene conto non solo della lunghezza ma anche della calzata, cioè della misura della circonferenza del piede. Per non annoiarvi con tabelle e misure (forse anche inutili), mi fermo qui aggiungendo che, come se non bastasse, quasi ogni azienda interpreta queste misure a modo suo, inevitabilmente aumentando la confusione. Dato che è una misura convenzionale, dato che ogni (o quasi) marchio adotta una sua filosofia e dato che abbiamo detto che ogni piede ha le sue "misure", non si può generalizzare e dare per scontato che comprando il "solito numero" si avrà la scarpa perfetta per sè. <<< Inizio articolo

- Conoscere le parti e le componenti.
Come dicevo, prendo in considerazione li più importanti che sono utili per la scelta.

- La forma
Il piede ha una sua tipica conformazione, anche se ognuno ha il suo con le sue piccole o grandi differenze. Per cui la forma con la quale si costruisce la scarpa è di importanza fondamentale e più è fedele all'anatomia del piede e meglio è. L'ideale sarebbe farsi fare una forma personale (lasciamo stare) ma anche solo guardando una scarpa e meglio ancora provandola, si possono fare già delle scelte oculate. 

- Più la forma è "a piede", più sarà comoda.

- Più la forma è "affusolata" meno sarà comoda.

         

Qui si puo notare la differenza tra una forma affusolata ed una a piede. Queso non vuol dire che la forma affusolata non sarà comoda (che dipende anche da quanto il costruttore ha voluto curare più il confort che l'estetica) ma solo far notare quanro il piede si deve adattare nell'entrare in una calzatura dalla forma affusolata piuttosto che in una a piede.

Oltre alla lunghezza del prodotto è bene guardare anche la larghezza della pianta, che insieme al tallone sono le parti più sottoposte a stress. Evito di parlare del collo del piede perchè trattandosi di scarpe completamente "allacciabili", basta regolare l'allacciatura per avere la calzata ottimale.

Il pide col camminare un pò, tende a dilatarsi quindi c'è da aspettarsi che alla fine del trekking si sente un pò di compressione o "senso di stretto/corto: anche questo aspetto và tenuto in considerazione quando la si acquista. Di contro, i materiali della tomaia, un pò per il calore del piede, un pò per le sollecitazioni meccaniche a cui sono sottoposti, possono (col tempo) "allungarsi" per cui rendono la scarpa più "comoda".

In linea generale, io tendo ad usare scarpe/scarponi che sono leggermente più lunghi (di circa 6mm) e che accolgano la pianta del piede (con le dovute calze) comodamente a riposo, per poi avere una tolleranza quando il piede sarà dilatato. Tuttavia occorre evitare troppo spazio "vuoto" perchè questo può provocare "frizioni" tra piede e pareti della scarpa e conseguenti vesciche.

- Consigli per la scelta del numero.
Provando la scarpa/scarpone, scegli il numero che abbia una buona combinazione lunghezza/larghezza. Quando la provate:

- mettete la/le calze appropriate;

- spingete indietro il tallone in modo da far si che tocchi la parete posteriore dello scarpone ed allacciate bene (senza troppo stingere)...accertatevi che rimanga spazio per far muovere le dita.

Per la lunghezza lasciate un pò di spazio tra la scarpa e l'alluce; per la larghezza che sia giusta considerando i seguenti fattori:

- se la tomaia è leggera (sintetici, mesh, nylon) e la costruzione è flessibile, va bene che sia giusta tendente all'aderente (tanto dopo poco tempo si allargherà);

- se la tomaia è pesante (cuoio spesso) e la costruzione è rigida, meglio sceglierla tendente al comodo (si allargherà ma dopo un pò di tempo)-

Comunque per la scelta della taglia, il fattore personale, le abitudini, la conformazione del piede e la postura non ci possono essere consigli standard...usate la vostra sensibilità...camminate da sempre quindi personalizzate i consigli di cui sopra a vostro gusto/abitudine. <<< Inizio articolo

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