L'eremo di Soffiano: in totale solitudine Stampa
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Santuari-Eremi - Soffiano
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 20 Aprile 2009 16:38

UN LUOGO ANGUSTO  DOVE MEDITARE E FARE PENITENZA IN PERFETTA SOLITUDINE

Alle pendici del Monte Ragnolo e con vista su Pizzo Meta, sorgono i resti di un antichissimo eremo che ha avuto origine intorno all'anno 1100. E' un luogo molto suggestivo con il dolce mormorio del Rio Terro che scorre nell'impervio fosso sottostante.

Facilmente raggiungibile a piedi dal convento di S. Liberato in poco più di un'oretta, oppure in circa 20 minuti se si vuol lasciare l'auto al termine della stradina sterrata alla fine della quale si inizia a camminare in un sentierino ben tracciato.

Sensazioni bellissime che tra l'orrido e lo spettacolare si alternano in continuazione. E' probabilmente uno degli eremi più sperduti ed isolati della zona.

Lo storico Ottavio Turchi, colloca la fondazione dell'eremo di Soffiano agli inizi del XIII secolo ad opera di S. Francesco e dei suoi seguaci ma si hanno memorie di quel luogo fin dal 1101 quando alcuni signori del posto ( il conte Mainardo e Giberto e Trasmondo figli del conte Ismidone), donarono consistenti appezzamenti di terreno e selva al prete Alberto che ne usufruì per condurre una vita eremitica e costruire una piccola chiesa all'interno della grotta.

Alcune credenze popolari, narrano che un eremita trascorse tutta la sua vita nell'eremo di Soffiano insieme ad una capra. A seguito a degli scavi, sarebbero stati rinvenuti una tomba con ossa umane e, in una muratura approssimativa lì nei pressi, i resti di un animale appartenenti all'animale in questione.

L'eremo di Soffiano era costituito, oltre che da una chiesina dedicata ad un S. Lorenzo non bene identificato, da altre piccole stanze a ridosso della montagna che costituiva una parete naturale dell'eremo. Alla sinistra del possente muro edificato dagli eremiti sono presenti dei fori che in realtà, per la loro dislocazione irregolare e non allineata, non  potevano servire come punto di appoggio per le travi di un piano superiore; si ritiene che rappresentassero, secondo una antica origine culturale, la forma del Sole attraverso i quali attirare i suoi effetti benefici.

Dopo l'estinzione del primo nucleo di eremiti, l'eremo fu abitato dai seguaci di S. Francesco e della sua ferrea "Regola".

Sono diverse le teorie che si sono susseguite per spiegare l'etimologia di Soffiano. Alcuni sono convinti che derivi da Sufius, il nome di un antico proprietario di quelle terre. 

In alcune carte topografiche invece viene riportato il nome di Valle Jana o Sub Janus (sotto Giano). Giano, era una divinità molto conosciuta tra le popolazioni italiche ed occupava la stessa posizione cha aveva Giove per i Romani. E' probabile allora che in quel luogo fu costruito l'eremo per volontà degli stessi religiosi, per eliminare il ricordo del culto del Dio Giano dalle memorie dei montanari della zona. 

In un documento registrato a Sarnano il 21 Novembre 1340 dal notaio Marino Condey, viene nominato l'eremo di Jana ed il documento stesso testimonia che nel periodo del Beato Ugolino, i francescani avevano già abbandonato Soffiano. In un altro atto della cittadina del 1401, viene riportato che gli eremiti di Jana erano proprietari di terre amministrate da un tal Dominus Venantius Morici; questo concorda con il fatto che nel 1001 si vuole l'eremo arricchito con dei possedimenti terreni ed abitato dai francescani ma solo come ospiti in quanto per loro era interdetta la proprietà dei beni.

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