Sorgenti dell'Ambro. La partenza dal santuario dell'Ambro Stampa
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Sorgenti dell'Ambro - I sentieri per le sorgenti dell'Ambro
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 10 Agosto 2009 21:15

DAL SANTUARIO DI MADONNA DELL'AMBRO, UNA GRANDE ESCURSIONE AD ANELLO PER RAGGIUNGERE LE SORGENTI DELL'OMONIMO TORRENTE (difficoltà EE)

E' una lunga, estenuante, suggestiva e bellissima escursione che, dal santuario, si snoda tra splendidi boschi ed immensi pascoli nell'alta valle ai piedi della Priora, Pizzo Berro, Pizzo Tre Vescovi  e M. Castel Manardo fino al raggiungmento della particolare sorgente del torrente Ambro, una grotta sotto la parete del superbo Pizzo Regina dalla quale acqua pura e fresca sgorga abbondante e si getta quasi immediatamente nella orrida gola scavata con paziente lavoro dopo decine di secoli di lunga erosione.

E' un anello che, a scelta, può essere percorso o in un verso o nell'altro; i punti di partenza sono rispettivamente a destra della fontana che si trova oltre il santuario oppure a sinistra del santuario salendo immediatamente il bosco dopo aver attraversato il ponte sul fiume. E' da quest'ultimo punto che descriverò il percorso per raggiungere le sorgenti.

Il sentiero che si deve intraprendere inizialmente è il N. 225 sulla carta del parco che si immette successivamente sul N. 224. Non è un tratto lungo ma la pendenza si fa subito sentire.

I muscoli sono ancora freddi e le gambe sono imballate e perciò si può fare un pò di fatica. Il fiato si fa subito corto insomma...un avvio di escursione non proprio esaltatnte dal punto di vista fisico. Bisogna prendersela con calma e....scaldarsi un pò. In compenso il bosco ci ripara da una eventuale giornata calda. L'ombra è quanto mai gradita.

Dopo circa una ventina di minuti il sentiero esce dal bosco e ci si ritrova su di una bella sterrata. Attenzione, non dirigetevi verso destra perchè non è ancora il sentiero N. 224; bisogna salire a sinistra e, dopo un  pò, vi ritroverete ancora su di un altro bel sentiero. Anche in questo caso, non andate verso destra perchè vi porterà ad un vicolo cieco (esperienza personale fatta con altri compagni!) ma bensì, ancora una volta, verso sinistra. Al termine di questo tratto, sfocerete nel tanto sospirato sentiero N. 224 e adesso si che dovrete seguirlo verso destra continuando aimèh a salire. Troverete in compenso subito una bella fonte dove potete rinfrescarvi. E' segnalato benino ed è impossibile da perdere per via della sua ottima traccia sul terreno.

Cosa vi aspetta da qui in avanti?? Probabilmente già ve lo immaginate; fino a che non vi ritroverete ad assaporare con i vostri occhi le ampie praterie dell'alta valle dell'Ambro, ci sarà solo salita con diversi tratti anche discretamente impegnativi intervallati ogni tanto da qualche momento di relativa pausa. Ancora il fresco bosco in conpenso vi guarderà le spalle da potenti raggi solari e calura.

Questo percorso di andata fino al ragiungimento della sorgente è praticamente quasi tutto all'ombra tranne il breve percorso finale che vi porterà a ridiscendere all'interno della bellissima valle per rintracciare la grotta dalla quale nasce l'Ambro. Durante l'ascesa, incrocerete prima il sentiero sulla sinistra, (il N. 20), che conduce verso il Pizzo e quindi alla Priora (naturalmente da non considerare); poi alcuni antichi insediamenti di pastori in prossimità di Prato Porfidia e succesivamente un'altra fonte.

Dalla fonte in poi c'è un altro tratto di discreta salita ma molto carino all'interno del bosco con mini roccette da superare alla fine del quale il vostro cuore si rallegrerà per la splendida vista che gli offrite. E' il primo impatto visivo con l'alta valle dell'Ambro e di Pizzo Tre Vescovi ma è molto suggestivo e caratteristico il luogo dal quale si osserva questo panorama; ci troviamo sotto dei balzi rocciosi alle pendici della Priora in una zona chiamata Ara della Regina.

Non ci si rende conto fino in fondo del bellissimo posto in cui siamo sbucati fino a che non si prosegue per un pò il sentiero e ci si guarda indietro. <<< Inizio articolo

A questo punto cosa bisogna fare?? Oltre al tentativo vano di reprimere l'istinto di scattare foto, si continua naturalmente a seguire la traccia fino a guadagnare il fondovalle per poi iniziare a scendere verso la gola e rintraciare il torrente. Non è molto distante; il sentiero che si deve inseguire ora è il N. 226 e sarà anche quello del ritorno; da principio non è che sia proprio visibile e per raggiungere la sorgente biosogna scendere alla cieca. La grotta si trova ai piedi della parete della Priora in pratica, mentre scendete, alla vostra destra. Nella miniatura, le indicazioni per poterla rintracciare, ma non è difficile una volta che sentite il mormorio dell'acqua.

E' una caverna probabilmente molto profonda dentro la quale si può proseguire per un pochino dopo di che, se non volete cimentarvi in un percorso tipo quello dei Marines sdraiati con braccia a terra ed avanzare lentamente in mezzo all'acqua, sarete costretti a fermarvi per via del fatto che la parete sopra la vostra testa si fa sempre più bassa.

L'acqua è fresca ed incontaminata e la conformazione del terreno circostante fa sì che si getti subito a capofitto formando una bellissima cascatella. C'è un discreto spazio sufficente per fermarsi, sedersi e mangiare con tranquillità prima della lunga ripartenza che vi riporterà al santuario per il sentiero che percorre il  lato opposto della valle dal quale siete venuti.

La via del ritorno si intravede discretamete dalla grotta; si inerpica alla vostra sinistra con la gola dell'Ambro di fronte a voi ed inizia a salire portandovi al di sopra della stretta forra. La cascatella poco dopo la sorgente è una bella chicca da osservare insieme all'immensa valle che sale verso la Forcella Angagnola tra Pizzo Tre Vescovi ed il Berro.

Da qui è anche ottimamente visibile il punto in cui, durante l'andata, si è usciti sotto i balzi rocciosi (Ara della Regina) che caratterizzano la parete nord-ovest della Priora...ci trovavamo in alto....

Nonostante bisogna scendere di quota, non mancano alcuni tratti di salita uno dei quali aggira una caratteristica parete di roccia chiamata Le Roccaccie dopo di che si inizia a scendere all'interno del bosco. Da qui, appena fatti i primi 50 metri, ci si può ritrovare un pò spaesati sulla via da seguire. Le tipiche seganlazioni non sono così immediate da interpretare. La via prosegue leggermente alla vostra destra ed è lì che troverete l'indicazione per continuare.

Anche in questo caso, il sentiero N. 226 è caratterizzato da molta ombra ed un saliscendi molto blando fino al rifugio Gualberto; un casolare decisamente mal ridotto e....pieno di pipistrelli. Da qui in avanti inizia la parte più impegnativa di questo viaggio di ritorno. Il sentiero procede decisamente in "picchiata" appena prima del casolare o, se volete, poco dopo una flebile sorgente d'acqua. Procedete con cautela per evitare di scivolare.

Non sarà l'unico tratto insidioso; infatti, poco più avanti ce ne sarà un altro ancora più antipatico da scendere che vi porterà ai piedi del Balzo Rosso dove pietre di tutti i tipi e dimensioni, metteranno a dura prova il vostro equilibrio. Appena il sentiero si livella un pò, è impossibile non scattare delle foto a questa imponente parete e si capisce il perchè del suo nome. E' veramente splendida.

Il sentiero a questo punto si snoda ancora tra pietre e roccie scendendo verso destra e non costeggiando la parete rossastra. Dopo non molto la via da seguire prosegue, più comodamente, scendendo ancora verso destra nel momento in cui il N. 226 incrocia il N. 228 che continua invece diritto verso Capovalle o il rifugio Città di Amandola.

Ormai non manca molto all'arrivo. Durante quest'ultimo tratto di discesa, tenete d'occhio il lato sinistro perchè dovrete intraprendere un sentierino che scende ancora. E' segnalato con una bandierina su di un albero ed è più piccolo rispetto a quello sul quale stavate marciando.

Vi condurrà prima ad una fonte dopo la quale ci sarà, come se non bastasse dopo la lunghissima camminata, un tratto di sentiero franato e francamente da non sottovalutare; tenetevi il più possibile a sinistra. Anche se la stanchezza la fa da padrona a questo punto dell'escursione, mantenete la concentrazione per non rovinare tutto proprio ad un passo dalla fine dopo di che potrete rilassarvi alla grande in uno tra i luoghi più incantevoli dei Sibillini. <<< Inizio articolo

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