Sorgenti dell'Ambro. La partenza dal rifugio del Fargno Stampa
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Sorgenti dell'Ambro - I sentieri per le sorgenti dell'Ambro
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 14 Ottobre 2009 11:30

DALL'ALTA VALLE DELL'AMBRO ALLE SORGENTI DEL TORRENTE AMBRO. DAL FARGNO LA FATICA SOPRAGGIUNGE AL RITORNO (difficoltà E)

Mi ci sono voluti tre tentativi per percorrere questo sentiero che dal rifugio del Fargno conduce alle sorgenti dell'Ambro scendendo da forcella Angagnola sulla sella tra l'impressionante quanto mai straordinaria cresta del Pizzo Berro e la più docile cresta per Pizzo Tre Vescovi.

Nel primo tentativo non sono neanche partito abortendo l'uscita il giorno prima considerato che per tutta la settimana il tempo era stato decisamente poco clemente soprattutto il venerdi, vigilia della partenza.

Nel secondo, insieme ad altri amici, abbiamo tentato ugualmente nonostante la giornata era grigia ma confidevamo nella buona sorte, ad una bella fetta di fortuna. Al Fargno, nebbia e vento sostenuto che ci "tagliava" letteralmente a fette con i suoi pochi gradi di temperatura, non erano riusciti a scoraggiarci decisi come eravamo di iniziare almeno l'escursione. Giunti a due passi dalla forcella Angagnola, ci si è messa pure la pioggia e considerato che ciò che si vedeva era solo un muro infinito ed insormontabile di nebbia, abbiamo deciso di tornare indietro ed attendere giorni migliori.

Il terzo tentativo è stato quello buono anche se durante la prima parte dell'uscita, nuvoloni bassi e veloci ci avvolgevano ma nulla a che vedere con quello che ci era capitato quindici giorni prima.

E' decisamente la via più breve e più semplice per raggiungere le sorgenti dell'Ambro; non ci sono boschi e faggeti da attraversare, sempre "a mare aperto" con arrivo alla forcella dalla quale poi inizia la discesa dentro la bellissima alta valle dell'Ambro circondati a destra da spettacolari balzi rocciosi del Berro.

Giunti con facilità irrisoria a forcella Angagnola attraverso il breve sentiero che apparentemente sulla cartina non ha numero ed ammirando a destra lo spettacolare Monte Bove Nord e la Val di Panico, inizia la discesa verso le sorgenti percorrendo la traccia N. 227 che vi conduce, come prima tappa, al casale Rinaldi situato su di un mini falsopiano proprio sotto le pareti rocciose del Berro.

Enormi massi e pietre si sono staccati e continuano a staccarsi  da questo versante cospargendo l'intera valle; soltanto con l'immaginazione possiamo pensare al rumore fragoroso  che hanno prodotto due grossi macigni che son venuti giù dopo un balzo di più di 400 metri.  

E' una discesa abbastanza semplice. Inizialmente il sentiero si snoda su prati erbosi subito dopo la forcella ed è segnalato con le consuete bandierine disegnate su grandi sassi  posti ad una certa distanza dall'apparente via da seguire. Il tracciato, dopo un pò, procede deciso verso destra dirigendosi sotto il Berro e, con andamento sinuoso decisamente inconfondibile, vi conduce fino al casale Rinaldi che già si intravede laggiù in basso. 

E' molto suggestivo e bello percorrere questo tratto; man mano che si scende, l'istinto ci porta sempre ad ammirare la conformazione rocciosa di questa montagna e le splendide forme che assume. <<< Inizio articolo

Il giorno dell'escursione si facevano desiderare un pò troppo queste cime pietrose nascoste dietro nuvoloni e nebbia che ogni tanto lasciavano intravedere qualche sagoma maestosa che svettava verso il cielo ma tutto questo rendeva l'atmosfera molto misteriosa  avvolta in un alone di silenzio quasi irreale.

Arrivati al casale Rinaldi, potete rinfrescarvi e bere acqua decisamente pura e limpida da ben due fonti: una vicinissimo al piccolo rifugio e l'altra, con le consuete trocche, un pò più distante verso destra. Il casale purtroppo non gode di molta salute ed è in linea con gli altri che mi è capitato di visitare durante le mie escursioni. A dir la verità, forse è quello messo un pochino meglio: ci sono due stanze in una delle quali sono presenti due reti per sdraiarsi; nell'altra, un piccolo camino nell'angolino per accendere un fuoco e riscaldarsi. C'è un'altra grande stanza che è utilizzata come deposito per qualsiasi cosa compresa della legna ma è sbarrata con delle spranghe di ferro.  

Giunti a questo punto, il sentiero si snoda verso sinistra continuando a scendere naturalmente. E' una evidentissima strada che passa sotto il casale e che prosegue  verso il Monte Amandola. Dopo il terzo tornante, un pò più avanti, la traccia inizia ad inoltrarsi a destra sui prati all'interno della valle. C'è una bandierina dipinta su di un grosso sasso che vi indica il luogo da dove continuare la discesa.

Se dovreste perdere i segnali, c'è poco da preoccuparsi; all'andata siamo scesi senza tener troppo in considerazione le segnalazioni, tanto non ci sono altre vie da seguire quando ci si trova dentro una valle. Comunque, se tenete gli occhi aperti, il sentiero, che in certi punti non esiste, è segnalato con un voto che da 0 a 10 è....fatemi pensare....6?? 6 e 1/2 va....

La discesa verso le sorgenti dell'Ambro è davvero semplice giunti a questo punto; una sensazione di  piacevole soffocamento man mano che ci si avvicina sempre più là dove nasce il torrente. A destra, il versante della Priora, si fa sempre più alto mentre laggiù in fondo la stretta gola sembra sbarrarci il passaggio...ed in effetti è proprio così. Sulla carta dei sentieri, dal N. 227 si passa al N. 226 ma altro non è che il proseguo del primo. Cavalli e mucche potrebbero accompagnare il vostro avvicinamento alla metà finale e sinceramente è una bella compagnia in questa splendida valle.

Finchè non udite il dolce mormorio dell'acqua, continuate a scendere tenendovi verso la destra: le sorgenti si trovano sotto la Priora. Proprio verso la fine, è probabile perdere di vista il tracciato. Potete continuare lungo un fossato, districandovi un pochino tra qualche ramo, oppure attraversarlo e seguire il sentiero che, proseguendolo, si inoltra dentro il bosco. Qui troverete le indicazioni per scendere verso le sorgenti prima di inoltrarvi nella macchia; questione di poco ed inizierete a sentire l'acqua che scorre. Dirigetevi verso di essa ed il gioco è fatto: una caratteristica grotta dalla quale nasce l'Ambro.

Dopo una pausa per mangiare, esplorare la "caverna" fin dove potete e scattare foto ricordo, bisogna rimettersi in marcia ripercorrendo a ritroso il sentiero fin qui fatto. Fatevi coraggio e risalite la valle dell'Ambro in un maestoso panorama circondati da bellezze ancora intatte ed incontaminate.

E' una escursione durante la quale non troverete ombra per ripararvi da una eventuale giornata afosa e assolata e perciò un bel cappello è da portare assolutamente. Eccessive scorte d'acqua non servono. Potete far rifornimento al casale Rinaldi e successivamente direttamente alla sorgente dell'Ambro.

La prudenza è un peso da portarsi sempre dietro anche quando le escursioni possono sembrare semplici come questa.  <<< Inizio articolo

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