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I sentieri perduti volume 1

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Neve Lame Rosse. Giampiero

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Trekkingmontiazzurri. La Delizia del Silenzio: i M. Sibillini
Pantani di Accumuli: un angolino ghiacciato Stampa E-mail
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Cronache - Cronache dai Pantani di Accumoli
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Domenica 07 Marzo 2010 00:15

I PANTANI DI ACCUMULI: UNA GRAZIOSA "CONCA" CONGELATA A FINE FEBBRAIO 2010!!

Le temperature si sono alzate decisamente nel giro di una settimana trasformando gli immensi Piani di Castelluccio in enormi distese acquitrinose sopra cui stanno, ancora imbiancate, i mostri sacri dei Monti Azzurri. Neve molto pesante, ricca di acqua che lascia trasudare rigoli a prima vista invisibili verso valle alimentando i corsi principali che sgorgano da queste montagne.

Con un pò di scetticismo, l'appuntamento è per tutti a Castelluccio per una eventuale ciaspolatina verso i Pantani di Accumuli. Alla fine siamo partiti in cinque e tutti da Macerata per quella che poteva essere anche una semplice escursione senza neve. Una grande e piacevolissima sorpresa: si è unita a noi per la prima volta anche Silvia, moglie di Aldo e per essere stata la sua prima uscita in ambiente innevato se l'ha cavata benissimo.

 
A Castelluccio immersi nella neve! Stampa E-mail
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Cronache - Cronache da Castelluccio e dintorni
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 17 Febbraio 2010 22:25

LUNGO IL PIAN PERDUTO, UNA CIASPOLATA CON TANTA NEVE ED ALTRI NUOVI COMPAGNI DI AVVENTURE NELLE TERRE SELVAGGE

Terminato l'utiliissimo corso frequentato nella sede del CAI di Fermo relativo alle escursioni in ambiente innevato che mi ha tenuto impegnato per quattro fine settimana dal 17 Gennaio fino al 7 Febbraio, mi sono rituffato nella sfera orgnaizzativa delle mie uscite preparando una ciaspolata nei dintorni di Castelluccio il sabato 13.

Un corso che a dir la verità mi ha lasciato personalmente poche certezze e moltissimi dubbi dettati soprattutto dal fatto di esser venuto a nonoscenza di nozioni importanti di cui prima non ero profondamente informato e che ora mi "impongono" automaticamente una serie di interrogativi che prima non mi ponevo durante le mie, a dire il vero pochissime, escursioni in ambiente innevato.

Daltronde ho sempre detto a tutte le persone che mi hanno conosciuto che il mio punto debole erano proprio le uscite sul manto nevoso in quanto non preparato e poco esperto ed aver frequentato questo corso attualmente non cambia di molto la situazione ma è un piccolissimo passo avanti.

 
Relazione tecnica arrampicata Pizzo del Diavolo Stampa E-mail
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Lago di Pilato/Vettore
Scritto da nembo   
Martedì 09 Febbraio 2010 15:00
PIZZO DEL DIAVOLO: DIRETTA AL COLLETTO E SPIGOLO BAFILE
(Breve descrizione delle due vie)

Di descrizioni su internet se ne trovano, ma non molte, sinceramente non so neanche quante volte viene ripetuta durante l'anno questa via. Ovviamente vie di questo tipo, hanno bisogno di una valutazione, che per lo più va data al momento, visto i pochi chiodi che si incontrano ( tranne che per la Diretta al Colletto, che è ben chiodata nei tratti chiave) e sopratutto per l'ambiente che spazia molto, nonostante ci si trovi su uno spigolo. Noi ci siamo documentati e rifatti a grandi linee a questo schizzo trovato in rete all'indirizzo www.chiodonellaroccia.it. L'attacco si raggiunge salendo per ghiaie e prati una volta superato il lago e puntando la grotta che si trova alla base del Pizzo del Diavolo, utile per bivacchi di emergenza.

Alla sua destra si trova il Camino Meridionale, che con un angusto canale conduce direttamente all'intaglio sopra la testa del Gendarme (grossa conformazione di roccia compatta con caratteristiche di una testa che guarda verso la vallata) scendendo ancora a destra c'è l'attacco della via Diretta al Colletto. 
 
Pizzo del Diavolo: storia di un'arrampicata Stampa E-mail
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Cronache - Cronache Lago di Pilato/Vettore
Scritto da nembo   
Martedì 09 Febbraio 2010 15:10

PIZZO DEL DIAVOLO: DIRETTA AL COLLETTO E SPIGOLO BAFILE
(Agosto 2008: una due giorni nel cuore dei Sibillini)

Era da un pò di tempo che non mi cimentavo in ambiente roccioso e in vie lunghe. C'era la volontà di Luca, il buon amico oramai esperto alpinista (già ottimo appenninista come si è sempre definito), di scalare l'intera parete del Pizzo del Diavolo, passando per lo Spigolo Bafile, che collegata dalla via d'attacco alla base, la Diretta al Colletto, fa un'arrampicata di circa 450 metri di dislivello con uno sviluppo intorno ai 600.

La logistica organizzata da Marcello, l'amico scialpinista e assiduo frequentatore di ambienti innevati, prevedeva l'avvicinamento la sera prima con pernotto allo Zilioli. L'anello debole della catena mi sentivo io, reduce da un rifiuto mentale su questi tipi di terreni, rispetto agli anni trascorsi, dove di chilometri ne avevo macinati tanti, ma l'esperienza accumulata non sembrava d'aiuto. A me il compito di organizzare gli alimenti, cibo e acqua per due giorni, cercando di dosare bene i pesi.

L'appuntamento era per le ore 19 circa a Forca di Presta, da li con due zaini a testa, saremmo saliti portandoci dietro il materiale per dormire, mangiare, bere e per scalare il giorno dopo. Arriviamo allo Zilioli al tramonto, ovviamente immaginate lo spettacolo.

 
Fino alle pendici del Porche e Palazzo Borghese Stampa E-mail
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Cronache - Cronache da Palazzo Borghese
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Giovedì 21 Gennaio 2010 19:00

10-01-2010: IMMERSI IN UNA COLTRE BIANCA, DALLE PENDICI DEL MONTE PORCHE ALLA VETTA DEL MONTE PRATA

Giunti a Castelsantangelo sul Nera, iniziamo a percorrere la strada che conduce agli impianti da sci del Monte Prata. Inizialmente tranquilla, diventa poi una lastra di ghiaccio per via di una nevicata avvenuta la sera prima. Qualche auto ferma ai bordi della carreggiata per montare le catene ma con i pneomatici invernali si va senza problema.

Niente neve ai Piani di Castelluccio mentre il paesino delle lenticchie è appena imbiancato. A quota 1600 inizia quella che si potrebbe chiamare appunto neve ed il versante del Monte Prata sembra essere stato favorito dalla buona stella. Gli impianti di risalita sono aperti ed all'arrivo sul parcheggio antistante "La Baita" già possiamo pregustarci una divertente escurzioncina. 

E' una domenica variabile ma con più sprazzi di cielo sereno del solito anche se all'orizzonte minacciosi nuvoloni neri non promettono nulla di buono ma di questo al momento non ci preoccupiamo per nulla. Stabiliamo la prima meta da raggiungere: fonte Jumenta, ai piedi del Porche e Palazzo Borghese per la semplice strada che taglia il versante meridionale del Prata. Semplice per modo di dire in queste condizioni; tutti rigorosamente....senza ciaspole, in alcuni punti si affonda alla grande ma è molto divertente. Due signori un pò in là con gli anni adeguatamente equipaggiati di racchette da neve,  ci passano avanti quasi con disinvoltura...

 
Gli eremi di Madonna del Sasso e S. Benedetto Stampa E-mail
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Santuari-Eremi - Madonna Sasso-S. Benedetto
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 15 Gennaio 2010 12:45

DUE EREMI VICINO AL LAGO DI CACCAMO: MONACI E BRIGANTI I PROTAGONISTI

In prossimità del lago di Caccamo vicino al piccolo e caratteristico paesino medioevale di Pievefavera che quasi dà l'impressione di tuffarsi dentro lo specchio d'acqua, trovano spazio la chiesetta di Madonna del Sasso ed i resti dell'antico eremo di S. Benedetto. 

Hanno certamente svolto un ruolo molto importante nell'alta valle del Chienti e sono stati strategici punti di appoggio per persone bisognose ed in cerca di riparo negli anni molto oscuri del Medioevo. Prima di spiegarvi come raggiungere questi due particolari siti, una breve occhiata alla loro storia sicuramente legata l'una al destino dell'altra.

Della chiesa, che quasi certamente era annessa all'eremo, abbiamo notizie molto frammentarie e soprattutto non confermate al cento per cento. Come se avesse vissuto una vita appartata, in silenzio senza troppo esporsi alla vita quotidiana, alla realtà.

 
Aspettando il vero inverno... Stampa E-mail
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Cronache - Cronache da S. Liberato
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 06 Gennaio 2010 15:35

A PIZZO META E SASSOTETTO UNA PICCOLA CIASPOLATA IMPROVVISATA IN SOLITARIA

Le feste ormai sono tutte quante alle spalle; resta solo l'Epifania (che come si dice, se le porta tutte via). Un giorno infrasettimanale che comunque spezza piacevolmente la settimana alleggerendo la prima di questo 2010 che inizia con una felice sorpresa. Il freddo è ricomparso (piacevolmente!) dopo un fine anno quasi "estivo" ma non è stato sufficiente per apportare abbondanti nevicate sui nostri Sibillini e questo un pò sinceramente mi preocupa. Speriamo nei giorni futuri.

Armato di molto ottimismo e...di ciaspole, il giorno che precede l'arrivo della Befana in molte piazze delle città, mi dirigo verso Sarnano per un giretto esplorativo ignaro di conoscere cosa mi aspettasse. Di sicuro non una montagna di neve ma almeno quella per affrontare una passeggiatina all'aria aperta in vetta a Pizzo Meta con il piacere delle racchette sotto i piedi e dei fiocchi sopra la testa.

E già, queste benedette ciaspole, regalo inaspettato di due carissimi amici, Emanuele e Francesca, che da Natale stanno ancora appese al chiodo in attesa di una decente nevicata che stenta davvero ad arrivare. E così se la neve non arriva cerco di andarla a trovare e se possibile senza far troppa strada e in una zona decisamente tranquilla. Certo che di questi tempi forse sto pretendendo troppo ma non si sa mai; in finale farò l'ennesima rilassante passeggiata che non mi stanca mai.

 
Le Lame Rosse cambiano abito Stampa E-mail
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Cronache - Cronache dal Fiastrone
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 02 Gennaio 2010 19:25

TRA BOCHI IMMACOLATI ED IMBIANCATI,  ALLE LAME ROSSE E' UNA GUSTOSISSIMA E DIVERTENTE PASSEGGIATA

Dopo le prime timide nevicate che hanno imbiancato a fatica le cime oltre i 2000 metri, la settimana pre-natalizia si presenta con temperature in picchiata per un gelido freddo siberiano proveniente da est e che ha portato nevicate decise a quote piuttosto basse con fiocchi anche lungo la costa.

Questa ondata di freddo e neve coincide anche con il fine settimana durante il quale ho programmato una breve escursione alle Lame Rosse per il comodissimo e semplicissimo sentiero che ha inizio dalla diga di Fiastra. A dire il vero speravo in una nevicata non solo perchè in un certo senso rende l'atmosfera più natalizia e piacevole ma anche perchè vedere questo spettacolo della natura imbiancato da candidi fiocchi è stato sempre un mio grande desiderio dopo averle ammirate e fotografate a più riprese durante i mesi più miti.

Un desiderio che si è avverato e se devo dirla tutta, sono stato molto molto fortunato nel "beccare" una domenica ideale che più ideale non si poteva soprattutto dopo giorni molto nuvolosi e decisamente poco inclini per ogni genere di uscite. Una finestra splendida con tanto sole, cielo terso, vento inesistente anche se i -5 gradi appena scesi dalla macchina in prossimitaà della massiccia diga, erano lì ad attenderci senza fare sconti a nessuno.

 
M. Lieto. La partenza da Forca di Gualdo Stampa E-mail
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Monte Lieto - I sentieri per il Monte Lieto
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 30 Dicembre 2009 19:30

FORCA DI GUALDO. UNA SEMPLICISIMA ESCURSIONE PER RAGGIUNGERE QUASI 2.000 METRI DI ALTEZZA E GODERE DI UNA STRAORDINARIA VISTA DEI MONTI AZZURRI DAL MONTE LIETO (difficoltà E)

Partendo da Forca di Gualdo, prima di scendere al Pian Perduto, in corrispondenza dell'incrocio per la strada che conduce all'Hotel La Baita, situata nei pressi degli impianti di risalita per le piste da sci del Monte Prata, si parcheggia l'auto in un ampio spazio in corrispondenza di una bella fonte dalla quale acqua fresca e pura sgorga con sorprendente pressione e violenza.

Dal lato opposto del parcheggio si sviluppa un sentiero che inizialmente è una evidente carrareccia che si dirige verso un piccolo insediamento dei pastori. Poco prima di giungere al capanno, un'ampia "strada" svolta alla nostra destra mentre un'altra prosegue quasi diritta avanti a noi un pochino meno vistosa per via di un sentiero che si sviluppa su di un leggero tappeto erboso dove la via è comunque visibile per la presenza anche di un omino di pietra posto all'inizio sul lato sinistro. Non considerate perciò la traccia che conduce al piccolo insediamento verso sinistra e quella molto visibile a destra. La via da seguire è quella di mezzo in leggera salita che prosegue, un pochino più avanti, quasi parallelamente alla stradina più in basso alla vostra destra appunto.

 
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