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I sentieri perduti volume 1

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Trekkingmontiazzurri. La Delizia del Silenzio: i M. Sibillini
Foce ed il Monte Sibilla Stampa E-mail
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Monti Sibillini - Curiosità dai M. Sibillini
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Martedì 15 Dicembre 2009 13:03

DUE FOTOGRAFIE A CONFRONTO

Sfogliando quà e là le infinite pagine del web, mi sono imbattuto in una fotografia decisamente datata del piccolo abitato di Foce di Montemonaco. La foto, che si trova nel blog http://cartolinando.blogspot.com/ e qui catalocata come una cartolina, riporta il piccolo e grazioso paesino con alle spalle la fantastica Sibilla.
 
Il tutto è naturalmente in bianco e nero e fin qui nulla di strano se non che la prima cosa che salta agli occhi è la mancanza di un particolare molto importante.....e già....la terribile strada a forma di "Z", incastonata nel versante meridionale, ancora non esisteva. Si intravede una piccola traccia dell'antico sentiero.

Che peccato non poter tornare indietro ed evitare in qualche modo quell'impressionate sfregio fatto alla Natura.

La prima fotografia di sinistra, è quella che ho trovato nel blog di cui sopra mentre la seconda a destra è una delle tante foto da me scattate e che più o meno ricalca quasi la stessa prospettiva. L'ho modificata togliendo i colori per rendere ancora più evidente la differenza tra le due. E' stupefacente come l'uomo a volte riesca a rovinare tutto con tanta semplicità.

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Fernando. Un tuffo nel passato! Stampa E-mail
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Cronache - Cronache da Palazzo Borghese
Scritto da nembo   
Domenica 13 Dicembre 2009 18:33

DA FOCE A PALAZZO BORGHESE CON IL PENSIERO RIVOLTO ALLA PRIMA ARRAMPICATA SUL VETTORE

L'appuntamento è a Foce per le 9:15 circa, Paolo e gli altri mi aspettano, devo sbrigarmi. Alle prime luci dell'alba mi ero mosso e dopo un paio d'ore avevo superato Arquata del Tronto. Tra le varie curve che si susseguivano ininterrottamente, maestosa era la presenza del Vettore, non faceva altro che distrarmi dalla guida.

Quella spolverata di neve, le raffiche che spazzavano, sembravano ricordare quello che la mia mente teneva nascosto da qualche parte per quasi un ventennio. Proprio così, tutto questo tempo era passato da quella prima volta in cui misi piede su questo versante, così austero ma affascinante.

I miei scarponi enormi e pesanti con quell'involucro di plastica, praticamente un pezzo da museo ora, non aspettavano altro che poter indossare, più in alto, i ramponi, che ci avrebbero portato in vetta al Monte Vettore da quella posizione così accattivante. Certo, di neve ce ne era ben poca, allora come oggi a Dicembre, ma l'inverno vero sembrava non voler arrivare.

 
Palazzo Borghese. La partenza da Foce (F.so Zappacenere) Stampa E-mail
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Palazzo Borghese - I sentieri per Palazzo Borghese
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 12 Dicembre 2009 13:45

UNO STRAORDINARIO SCENARIO DOLOMITICO FINO A PALAZZO. DAL FOSSO ZAPPACENERE UNA TRAVERSATA TRASVERSALE SOTTO GLI OCCHI DELLA FATA SIBILLA ( difficoltà EE)

Sarà una lunga e faticosa escursione per raggiungere Palazzo Borghese ma dal fosso Zappacenere io la rifarei mille volte...Ci troviamo a percorrere un sentiero dal quale  balzi rocciosi e straordinarie vedute quasi dolomitiche ci accompagnano per quasi tutta la durata di questa avventura. Il versante di Foce della cresta che dal Monte Porche conduce alla Sibilla è da lasciare a bocca aperta e ricoperta poi da un leggero strato di neve è ancora tutto più meraviglioso.

Parcheggiata l'auto sulla piazzetta del grazioso paesino, ritorniamo indietro percorrendo un breve tratto di strada asfaltata fino a quando a sinistra troviamo una sterrata in prossimità di un casettina e di innumerevoli tavolinetti di legno pronti ad attenderci al ritorno.

Da qui ci incamminiamo con l'accortezza di procedere subito sul sentiero che è impossibile non notare e che sale alla vostra destra. Anche proseguendo dritti si raggiunge Palazzo Borghese percorrendo il Canale che vi porta proprio ai piedi del massiccio roccioso dove in primavera si forma il Laghetto (escursione già descritta) ma per il fosso Zappacenere non è la via da seguire.

 
M. Lieto. La partenza dal Pian Perduto Stampa E-mail
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Monte Lieto - I sentieri per il Monte Lieto
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 07 Dicembre 2009 11:45

RISALENDO LA VAL CANATRA, UN'ESCURSIONE DI TUTTO RISPETTO IN VETTA AL M. LIETO (difficoltà E)

E' certo che non si tratta di una uscita tra le più impegnative ma neanche tra quelle più semplicissime. Ci si rende immediatamente conto della bella "passeggiata" che bisogna intraprendere e soprattutto di dove bisogna arrivare considerato che la partenza per la conquista di questo monte tutt'altro che da sottovalutare, avviene proprio sotto le sue pendici.

A dir la verità, l'inizio di questa escursione può avvenire in due modi: il primo è quello di lasciare l'auto poco prima di risalire a Castelluccio (proveniendo da Visso) in corrispondenza di un piccolo spiazzo sulla destra ricavato sotto una vecchia piccola cava. Nel bel mezzo del Pian Perduto, il sentiero si snoda proprio accanto a voi dirigendosi ai piedi del Monte Lieto  per poi svoltare a sinistra per la Val Canatra. Sulla carta dei sentieri è segnalato con un tratteggio senza nessun numero che lo identifichi. Si ricongiungerà in corrispondenza della fonte Val Canatra con la stradina che proviene da Castelluccio che è l'altro punto dal quale si può partire per raggiungere il medesimo obbiettivo.

 
Il Monte Lieto tra Castelsantangelo e Castelluccio Stampa E-mail
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Monte Lieto
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 07 Dicembre 2009 11:40

NON RAGGIUNGE I 2000 METRI MA NON PER QUESTO E' UNA VETTA DA SOTTOVALUTARE...

Il Monte Lieto si trova a ridosso del paese di Castelluccio di Norcia e del Pian Perduto e per pochissimo fa parte della provincia di Macerata. Visto da lontano e da una certa prospettiva, lo paragonerei al dorso di un cammello; è formato infatti da due distinte cime di cui la più alta raggiunge la quota di 1.944 metri. La seconda è leggermente più bassa e porta il nome di Monticello.

Il versante Sud insieme al Monte Veletta, forma la piccola Val Canatra una deliziosa valle che si snoda fin quasi alle pendici del Monte delle Rose mentre  il versante Nord insieme al Monte Pian Falcone, crea la minuscola Valloprare nella quale è presente anche un piccolo laghetto naturale probabilmente temporaneo.

 
Un tramonto inaspettato.. Stampa E-mail
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Cronache - Cronache da Castelluccio e dintorni
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 27 Novembre 2009 01:00

QUANDO L'IMPROVVISAZIONE DIVENTA QUALCOSA DI DAVVERO DIVERTENTE:
UNA GIORNATA SFRUTTATA FINO IN FONDO

.....le stelle fanno la loro comparsa disordinata nella volta celeste e se qualcuno di voi non crede che quassù ci siano ancora le fate deve proprio ricredersi perchè basta alzare gli occhi al cielo dopo un grandioso tramonto per ammirare la scia del loro passaggio; quella che si vede, si chiama la Via Lattea solo perchè ci hanno insegnato così;  io qui tra questi splendidi e affascinanti Monti Azzurri la chiamo la Via delle Fate.......

Nonostante il mese di Novembre ci induce inevitabilmente ad entrare in clima pre-natalizio immaginando temperature piuttosto rigide e fredde per avventurarsi con disinvoltura sui sentieri montani dei Monti Sibillini, in questo 2009 la famosa estate di S. Martino si è decisamente fatta sentire con clima mite per il periodo soprattutto durante il giorno.

Purtroppo questo non sempre è indice di cielo sereno o di giornate limpide ed infatti nonostante le previsioni meteo confermano una vasta altapressione, il sole, almeno dalle mie parti, non si è quasi mai visto per via di una cappa di nebbia che non ha voluto sentir ragione di dissolversi.

 
Dal Pian Perduto per la Val Canatra e Poggio di Croce Stampa E-mail
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Da Castelluccio - I sentieri lungo i Piani di Castelluccio
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 27 Novembre 2009 00:45

UN ANELLO AFFASCINANTE CON UNA PROSPETTIVA DEI SIBILLINI DAVVERO ECCEZIONALE E CASTELLUCCIO POI...E LA VALLE DI NORCIA....(difficoltà E)

Proveniendo da Visso e scendendo quindi da Madonna della Cona proprio nel bel mezzo del Pian Perduto poco prima di iniziare a risalire verso Castelluccio, è presente a destra una piccola cava abbandonata dove poter parcheggiare l'auto ed iniziare questa davvero entusiasmante escursione non particolarmente difficile ma comunque degna di una certa predisposizione alla camminata.

Il sentiero si snoda, dal punto in cui avete parcheggiato, verso destra. Impossibile sbagliare, c'è una evidente stradina tra i prati-campi che si dirige dritta dritta alle pendici del Monte Lieto per poi svoltare con decisione verso sinistra dopo qualche centinaia di metri inoltrandosi verso la piccola ma bellissima Val Canatra.

 
La Romitoria di S. Lorenzo Stampa E-mail
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Da Castelluccio - I sentieri lungo i Piani di Castelluccio
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 13 Novembre 2009 17:50

VICINO FONTE S. LORENZO, I RESTI DELLA LOCANDA ALLA QUALE BUSSO' IL GUERRIN MESCHINO (difficoltà T)

Una semplice ma davvero carina escursione senza fatiche eccessive, ci porta ad effettuare un giro ad anello che da Castelluccio e più precisamente dal Pian Perduto, si snoda verso la caratteristica quanto graziosa Portella del Vao che significa "sentiero incassato per il guado" fino al raggiungimento di quella che probabilmente fu la locanda dove il famigerato ed impavido cavaliere Guerrin Meschino entrò per chiedere informazioni riguardo la fata Sibilla in grado di svelargli le proprie origini.

Non si hanno al momento notizie documentate riguardo quest'eremo situato su di una collinetta appena oltrepassata la rocciosa Portella del Vao lungo quella importante via che dal Pian Perduto si snoda fino a Palazzo Borghese attraverso l'importantissima Strada Imperiale antica via di collegamento commerciale con l'Impero.

 
Piani di Castelluccio: una battaglia memorabile! Stampa E-mail
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Da Castelluccio
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 13 Novembre 2009 17:45

PIAN GRANDE-PIAN PICCOLO-PIAN PERDUTO-L'INGHIOTTITOIO: UN TEMPO C'ERA UN IMMENSO LAGO

Un vasto altopiano circondato da vette imponenti, monopolizza il confine tra Marche ed Umbria con al centro il caratteristico paesino di Castelluccio. Sono i famosi Piani di Castelluccio dalle quale terre viene ricavata la lenticchia famosa in tutta Italia e non solo.

Da circa metà Giugno fino alla metà di Luglio, si può ammirare la splendida fioritura di questi campi con sfumature di colori ogni anno differenti. Un fenomeno davvero speciale che vale la pena sicuramente visitare e se poi ci abbinate anche un'escursione sopra una delle creste che sovrastano l'immensa pianura, rimarrete a bocca aperta per come la Natura, con tanta semplicità, riesce a mostrare così tanta bellezza. La vista dall'alto è una visuale d'insieme davvero eccezionale e la grandiosità di questo fenomeno, per quanto vasto esso sia, è un granellino di sabbia in confronto a tutto ciò che lo circonda.

 
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