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I sentieri perduti volume 1

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La vetta che ti appartiene:
 
Trekkingmontiazzurri. La Delizia del Silenzio: i M. Sibillini
Quando il mistero aleggia sui Sibillini Stampa E-mail
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Monti Sibillini - Libri sui Monti Sibillini
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 19 Maggio 2010 14:00

UN TESTO INDISPENSABILE PER MEGLIO CONOSCERE LA STORIA MAGICA DEI NOSTRI MONTI SIBILLINI ED UNA STRAORDINARIA COINCIDENZA

Una incredibile coincidenza ma forse anche qualcosa di più, è quella presente sul suolo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Una singolare quanto mai affascinante teoria è stata elaborata dalla ricercatrice-antropologa Giuliana Poli innamorata dei Monti Azzurri dopo anni di continue ricerche alla scoperta di un mondo che ruota tutto intorno al Monte Sibilla. Dal 2003 ha lavorato alla pubblicazione del suo primo libro "L'antro della Sibilla e le sue sette sorelle" che ha pubblicato ad inizio 2009.

Questo piccolo ma intensissimo documento ha permesso, in primo luogo, di non dimenticare ricordi, aneddoti, stornelli e leggende che molti anziani ancora hanno impresso nella loro ferrea memoria. Ma c'è molto, molto di più in questo libro di 200 pagine ricco di numerose illustrazioni; la Sibilla ovviamente è il fulcro di tutta la sua ricerca, una ricerca che la portata a perlustrare in lungo e largo questa misteriosa catena montuosa alla riscoperta di importanti ed antichi simboli incisi su chiese e case di vecchissimi borghi risalenti, secondo la Poli, a culti antecedenti a quelli della Sibilla.

 
Tempio della Sibilla: tra cengie e strapiombi! Stampa E-mail
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Cronache - Cronache...dimenticate
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Giovedì 13 Maggio 2010 02:55

A DISTANZA DI UN ANNO PRECISO, RITORNO AL TEMPIO DELLA SIBILLA E CENGIA DELLE AMMONITI MA IN SPLENDIDA COMPAGNIA!!!

Quando le coincidenze la fanno da padrone....Salvando le foto di questo straordinario percorso sul computer, gli occhi mi si posano sulla data degli scatti effettuati durante la mia prima escursione verso il Tempio della Sibilla, alla ricerca del tracciato segnalato da Massimo Spagnoli nel libro "Sentieri e luoghi dimenticati dei Monti Sibillini". Ero in compagnia di mia cugina Beatrice e del fedelissimo cane Honey ed era precisamente sabato 9 Maggio 2009. Incredibile, neache a farlo di proposito: proprio un anno fa!

Ma la cosa più bella e piacevole è che quest'anno, conoscendo il percorso ed il grado di difficoltà, ho deciso di inserire l'uscita tra i miei eventi; l'escursione non richiedeva una esagerata preparazione fisica (difficoltà E) e soprattutto, con un minimo di attenzione che sempre deve essere presente, si potevano percorrere incantevoli sentieri a ridosso di balzi rocciosi e di una cengia dove possono essere scovati milionari fossili e ammoniti.

 
M. Cardosa. La partenza da Nocelleto Stampa E-mail
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Monte Cardosa - I sentieri per il Monte Cardosa
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 08 Maggio 2010 15:45

LUNGO LA VALLE DI VAROGNA, LA CONQUISTA DEL CARDOSA TRA GIOCHI D'ACQUA E CRESTE (difficoltà E)

Ma che bella questa escursione al M. Cardosa. La valle di Varogna trasuda acqua da ogni suo angolino ed il dolce canto del ruscello ci tiene piacevolmente compagnia per tutta la durata del primo strappo di salita rendendolo meno faticoso del previsto. Cascate e cascatelle si susseguono senza fine ed il corso d'acqua, attraversato più volte, trasmette frescura e vita all'interno di questa valle che ho scoperto essere davvero rigenerante e molto positiva...Ma non solo, il versante Sud-Est del Cardosa molto roccioso e ripido, ci regala dei bellissimi scorci di pietra rossastra e di una grotta sospesa quasi nel vuoto facilmente raggiungibile. 

E' un itinerario questo segnalato sulla carta del Parco per mezzo del sentiero N. 255. Bandierine segnaletiche sono presenti lungo il percorso ma latitano in due punti importanti a cui ho posto rimedio dipingendo con un pennarello le classiche bandierine su delle pietre.

 
Il Monte Cardosa Stampa E-mail
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Monte Cardosa
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 08 Maggio 2010 15:35

IL CARDOSA E LA BELLA VALLE DI VAROGNA: IMPORTANTI RISEVE D'ACQUA

Impossibile sbagliarsi e non notarlo. Arrivando a Castelsantangelo sul Nera o da Visso (guardando verso destra) o scendendo da Castelluccio (ce lo troviamo difronte), non passa di certo inosservato quel grande montagnone che sovrasta il piccolo abitato marchigiano. Con una altezza che supera i 1.800 metri, il Monte Cardosa appartiene quasi totolmente alla provincia di Macerata; una piccolissima porzione si trova in provincia di Perugia.

Non è che rappresenti un mostro di altitudine ma i sentieri che collegano la sua vetta possono raggiungere dislivelli superiore ai 1.000 metri e quindi non è esattamente una passeggiata conquistarlo. I Cardi, pianta molto diffusa in tutta la catena montuosa dei Sibillini, danno il nome a questo monte per la loro massiccia presenza. 

 
Il Bove. La partenza da Macchie Stampa E-mail
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Il Bove - I sentieri per il M. Bove
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 30 Aprile 2010 15:50

I PERENTORI ED INQUIETANTI CONTRAFFORTI DI PASSO CATTIVO DURANTE L'ASCESA AL BOVE SUD ( difficoltà EE)

Perchè si chiama Passo Cattivo? Il nome è sicuramente legato alle molteplici leggende e storie più o meno fantastiche che da sempre hanno reso e rendono tutt'ora affascinante il piccolo mondo dei Monti Sibillini. Per risalire al suo significato apriamo una piccola parentesi. Innanzitutto, in che posizione si trova il Passo Cattivo? Se andiamo ad analizzare bene la sua locazione, è una barriera naturale che separa la valle del fiume Tenna da quella del fiume Nera. 

Una spiegazione di questo genere ancora non chiarisce il perchè questo luogo abbia un nome così tanto curioso quanto "cattivo"; se però ci affianchiamo il fatto che da qui si raggiungono le orride gole dell'Infernaccio, allora il quadro inizia a farsi più chiaro. Ma non basta! Bisogna capire ora perchè l'Infernaccio è chiamato in questo modo. Entra in gioco la leggenda della fata Sibilla che, sebbene per gli abitanti delle montagne le Sibille erano considerate un oracolo, delle figure da venerare, con l'avvento del Cristianesimo erano state declassate e trasformate inesorabilmente in perfide e terribili rappresentazione del male.

 
Dalle sorgenti del Nera: la cascata del Pisciatore Stampa E-mail
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Escursioni varie
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 21 Aprile 2010 22:15

LA DELIZIOSA E POCO CONOSCIUTA CASCATA DEL PISCIATORE (difficoltà T)
Traccia GPS-Cartina-Immagini statiche: qui (utenti registrati)

Graziosa, carina, bella e semplicemente raggiungibile per mezzo di una strada-sentiero, non segnalata sulla carta topografica come percorso CAI, ma ugualmente indicata. Nella cartina che trovate, ho evidenziato il percorso da fare in blu. La cascata del Pisciatore è il salto di un torrente che scende dalle pendici del Monte Prata e che si raggiunge dopo aver parcheggiato l'auto sullo spiazzo sovrastante le sorgenti del Nera sopra l'abitato di Castelsantangelo in corrispondenza della piccola frazione di Vallinfante.

Voglio dividere il merito di questa descrizione con Dany e Roma70. Dany è stata la prima a mettermi la pulce nell'orecchio di questa cascata, fino ad Ottobre 2009, a me sconosciuta. Con il sopraggiungere dell'invernata non c'era stata occasione per nessuno di noi di procedere all'esplorazione di questo percorso cosa che invece è avvenuta appena la primavera si è fatta viva. Prima Roma70 (che ha anche creato indicazioni lungo il sentiero) e poi Dany mi hanno preceduto in questa semplicissima escursione fornendomi successivamente indicazioni sicure per raggiungere la cascata. Per questo li ringrazio e voglio appunto dividere l'onere del resoconto con loro.

 
Un eremo ai piedi del M. Cavallo Stampa E-mail
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Santuari-Eremi - Romitoria Monte Cavallo
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 21 Aprile 2010 22:00

I RUDERI DI UN ANTICO EREMO A MONTE CAVALLO. CHE PECCATO AVERLO LASCIATO AL SUO DESTINO....

Dove si trova Monte Cavallo? E' una vetta relativamente bassa (1.485 metri) dell'alta valle del Chienti tra Pievetorina e Visso "confinante" con il Monte Fema più a Sud ed il Monte Pennino a Nord. Qui, i fiumi Chienti e Nera si avvicinano quasi fino a "toccarsi" dopo di che prendono decisamente strade differenti: il primo verso l'Adriatico, il secondo verso il Tirreno sfociando nel Tevere. Montecavallo è anche il nome del piccolo paeseino che si trova all'interno di questa porzione di valle che si chiama valle di S. Benedetto per via dell'omonima chiesina vicino a Piè del Sasso.

Incredibilmente pieni di boschi e splendide faggete, questi luoghi si trovano lontani dalle impervie e massiccie vette dei 2.000 metri e dai canonici sentieri che siamo abituati a percorrere; sono ricchi di insediamenti che raccontano soprattutto la storia medioevale nel periodo dell'affermazione della corrente religiosa benedettina. 

 
Rio Terro-Lago di Pilato: fine anni '60! Stampa E-mail
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Monti Sibillini - Curiosità dai M. Sibillini
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Domenica 18 Aprile 2010 16:47

QUANDO LE FOTOGRAFIE RACCONTANO LA NOSTRA STORIA...

Renatopelanora ci delizia con due chicche davvero speciali. Sono due scatti fotografici relativi il primo alla cascata del Rio Terro sotto l'eremo di Soffiano vicino Sarnano mentre il secondo al lago di Pilato. Fino a qui nulla di particolare, direte voi, se non che le foto risalgono rispettivamente al 1968 e al 1969.

In quegli anni ancora non ero nato e provo una certa emozione ed un piacevolissimo effetto osservare questi luoghi quasi completamente intatti dopo più di 40 anni. Comunque, il lago di Pilato, aveva una capienza sicuramente maggiore di quella che siamo abituati a vedere ora e questa non è una novità. Probabilmente, un clima più favorevole e precipitazioni piovose e soprattutto nevose più abbondanti, permettevano allo specchio d'acqua di superare con relativa semplicità il periodo più critico, quello estivo. Inoltre parecchia ghiaia e sassi sono caduti durante questo lungo arco di tempo che hanno pian piano riempito l'invaso.

La foto di destra l'ho scattata nell'estate del 2007. Netta la differenza soprattutto degli argini del lago che ora risultano molto più alti a testimonianza di quanti detriti inevitabilmnente continuano a cadere dall'alto. Molti per cause naturali ma a volte l'incuria di alcuni escursionisti, che preferiscono scendere fuori sentiero, accellerano questo inarrestabile processo di riempimento.

Dirigendosi verso il lago percorrendo perpendicolarmente  i ghiaioni sopra di esso, a volte correndo rischiando anche di farsi discretamente male, non è una saggia decisione e si rischiano anche delle multe discretamente salate. Seguiamo sempre il sentiero principale. 

Un grande grazie a Renato per il prezioso contributo che ci ha riportato indietro di un bel pò!!

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Croce del Vettore. Impressionante! Stampa E-mail
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Monti Sibillini - Curiosità dai M. Sibillini
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Martedì 13 Aprile 2010 17:12

INVERNO 2009: DOV'ERA FINITA LA CROCE DEL MONTE VETTORE????

Grazie all'importante contributo di Nembo, possiamo goderci il paragone tra queste due fotografie scattate praticamente dallo stesso posto: quella di sinistra è di poco tempo fa e precisamente del 3 Aprile 2010. Testimonia come neve e vento abbiano piegato in modo spavento la Croce del Vettore. La scatto di destra invece risale al Maggio del 2009. Un enorme accumulo aveva letteralmente sommerso la Croce sotto almeno di 5 metri di neve. Davvero spaventoso ciò che si può verificare in certe condizioni.

Si nota chiaramente come nel 2009, per riuscire a vedere Pizzo Berro e la Priora sullo sfondo, bisognava "arrampicarsi" sopra la montagna di neve.

.....almeno per un breve lasso di tempo, possiamo affermare che il Vettore aveva sfondato la quota di 2.480 metri....

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