M. Patino/M. Rose. La partenza da F.ca Ancarano Stampa
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M. Patino/M. Rose - I sentieri M. Patino/M. Rose
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 29 Gennaio 2014 17:20

DA FORCA DI ANCARANO UN SUGGESTIVO E DIVERTENTE ANELLO INTORNO AL MONTE PATINO (difficoltà E)

L'escursione che mi appresto a descrivere è un un anello molto bello intorno al Monte Patino che sovrasta la deliziosa cittadina di Norcia. La vista che si ha del vasto altopiano che accoglie il paese umbro è davvero molto suggestiva. In un certo senso è molto simile al Pian Grande ed al Pian Perduto che circondano l'abitato di Castelluccio con la differenza che mentre quest'ultimo si erge su di un piccolo colle, Norcia si adagia proprio sulla vasta distesa pianeggiante di S. Scolastica.

I sentieri che ci accingiamo a percorrere sono il N. 181 ed il N. 182 indicati sulla carta topografica. Sul posto sono segnalati molto bene per via di una riqualificazione recente della sentieristica; inoltre risultano anche ben evidenti ed è impossibile perdere la loro traccia; in particolare, un lungo tratto del sentiero dell'andata, il N. 181, si sviluppa lungo un'ampia carrareccia dove sono diverse anche le fonti che si incontrano per una scorta d'acqua quasi sempre disponibile.

La lunghezza dell'intera uscita non è da sottovalutare anche se, una volta raggiunta Forca di Giuda, il ritorno si presta abbastanza agevole tutto in discesa anche se sappiamo benissimo che spesso, qualche scivolone per il fondo molto sdrucciolevole e per le gambe un pochino stanche, è sempre dietro l'angolo. Ma iniziamo con ordine partendo dall'inizio puntualizzando che l'escursione è classificata con un grado di difficoltà E.

Parcheggiata l'auto a F.ca Ancarano, una freccia in prossimità di una bacheca di legno con attaccata una recente cartina del parco, ci indica la direzione per F.ca di Giuda. L'ampia sterrata è percorsa spesso con le macchine dai taglialegna; si inizia quasi in pianura o in leggerissima salita e sarà così per un bel pò con qualche piccolo strappetto. Possiamo dire che è una lunga fase di riscaldamento per quando poi affronteremo l'avvicinamento prima alla panoramica F.te di Patino e quindi alla F.ca di Giuda che è anche meta di passaggio del GAS.

Alla vostra destra ogni tanto farà capolino Norcia adagiata sul suo altopiano. Il Monte Patino è lì sopra di voi che controlla la vostra ascesa; man mano lo aggirerete prendendolo alle spalle addentrandovi sempre più nella Valle di Patino. Non c'è molto da dire; la strada che si percorre è semplice e possiamo goderci senza troppe "sofferenze" il piacere di una bella passeggiata all'aria aperta con scorci panoramici niente male. In particolare è suggestivo la vista di un bello scoglio roccioso della parete Sud del Monte Patino.

La valle più avanti tende ad allargarsi e prima dell'intersezione sulla destra con il sentiero che proviene direttamente da Norcia (il Sentiero Italia SI), alla nostra sinistra troviamo un sentierino contraddistinto da un omino di pietra che ci conduce alla Grotta di Patino poco distante. Pareti annerite, probabilmente per i continui focolai accesi, è stata per lungo tempo un ottimo rifugio soprattutto per montanari intenti a custodire mucche e pecore al pascolo.

La strada prosegue quasi pianeggiante a fianco di una piccola pineta e successivamente attraversa la valle aggirando una specie di sbarramento in cemento; ancora in leggera pendenza, la strada, divenuta ormai sentiero, svolta poco più avanti a sinistra ed inizia così la risalita verso la ricca fonte di Patino. Non si tratta di una pendenza proibitiva ma un pochino più impegnativa di quella che avete affrontato finora. La segnaletica è sempre abbastanza visibile così come il sentiero che non comporta difficoltà oggettive particolari e che dentro il bosco è molto ampio. <<< Inizio articolo

Molto bella e utile la fonte di Patino. Posta su di un autentico balcone dal quale si ammira la Valle di Patino appena percorsa, è ideale per un bel rifornimento d'acqua ed una pausa ristoratrice prima di affrontare il tratto più duro che vi condurrà fino a Forca di Giuda. Fin qui l'escursione non è stata particolarmente faticosa ma abbiamo comunque percorso un bel pò di strada. Dalla fonte già abbiamo l'idea di cosa dobbiamo affrontare per arrivare alla forcella: un tratto inizialmente molto ghiaioso con una pendenza decisamente niente male. Sono quasi 200 i metri di dislivello che bisogna coprire in poco più di 600 metri di lunghezza.

Una volta "agguantata" Forca di Giuda avete praticamente fatto la parte più dura. Se non volete raggiungere le due vette che la formano, la vostra ascesa termina qui altrimenti verso destra (Nord/Est) in 5 minuti si raggiunge il Monte delle Rose a quota 1.861 coprendo un leggero dislivello di 60 metri; a sinistra  (Ovest) invece si conquista la grande croce di Patino coprendo un dislivello di poco superiore ai 100 metri che dipende dal tipo di percorso che volete intraprendere: si può percorrere il sentiero di cresta indicato sulla cartina con il N. 182 oppure quello indicato sul posto (al mio passaggio c'era solo una bandierina sbiadita all'inizio del sentiero) che aggira, sul versante Nord, l'anticima di Patino portandovi sulla sella tra quest'ultima ed il Monte Patino fino a quota 1.883 metri. Il tutto in una mezz'oretta scarsa.

Dopo aver deciso cosa fare dovete ad ogni modo ritornare al punto di partenza e quindi si inizia scendendo da Forca di Giuda per l'evidente sentiero. Il giorno che ho percorso l'anello c'era ancora neve ed abbiamo tagliato un piccolo tratto proprio all'inizio. Comunque i paletti che lo contraddistinguono sono evidentissimi e scendono ripidi verso la Valle Cerasa; un pò d'attenzione è d'obbligo per evitare brutti scivoloni. Inizialmente fuori dal bosco, successivamente si entra e si esce più volte da piccole macchie e boschetti che circondano il nostro cammino. Una bella ed inaspettata parete di roccia fa da spettatrice durante il nostro rilassato passaggio. Un balcone con un bellissimo panorama ed una grossa pietra è un invito che non possiamo rifiutare per un'altra sosta e goderci fino in fondo questa importante escursione che si è sviluppata al di fuori dei consueti e tradizionali percorsi.

Il sentiero N. 182 che stiamo percorrendo differisce leggermente sul campo rispetto a quello che è indicato sulla mappa topografica; ad una quota di circa 1070 metri, si prosegue dritti sempre sulla via principale direzione Sud invece di svoltare a destra in direzione Ovest e congiungersi con il Sentiero Italia (SI); sulla cartina questo tratto è indicato con un tratteggio nero che si ricollega al sentiero N. 181 fatto all'andata e che io ho evidenziato il blu. Basterà poi proseguire verso destra e ritrovare le auto.

E' un'escursione molto gratificante contraddistinta da un percorso molto vario; c'è di tutto: valli, forcelle, boschi, grotte, eventuali creste da percorrere. L'anello di Patino non ci fa mancare nulla e come detto anche l'acqua è facilmente reperibile (nel tratto dell'andata lungo il sentiero N. 181). La fonte di Patino è l'ultima che incontrerete quindi, per il ritorno lungo la Valle Cerasa, dovete fare scorta qui. Buona passeggiata a tutti.  <<< Inizio articolo

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