Priora. La partenza da Vetice Stampa
Share
Priora/3Vescovi/Berro - I sentieri Priora/3Vescovi/Berro
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 30 Maggio 2009 19:11
DA FONTE VECCHIA L'ASCESA VERSO LA PRIORA ATTRAVERSANDO IL RIPIDO VERSANTE SUD DEL PIZZO. DISCESA PER IL LEGGERMENTE PIU' COMODO VERSANTE NORD (difficoltà EE)
 
Un'altra grandiosa escursione tutta da vivere, parte da Vetice e raggiunge la Priora dopo una "scarpinata" di 1500 metri di dislivello con panorami mozzafiato e l'intera visuale del percorso del torrente Rio che dalle sorgenti si getta a picco formando la famosa "cascata nascosta" raggiungibile dall'eremo di S. Leonardo dopo altri salti consecutivi poco dopo la sua nascita.
 
A proposito dell'eremo....che bello da questa prospettiva....sembra scendere dalla Priora su di uno scivolo e pronto a spiccare il volo.
 
Il maestoso Pizzo con la sua Croce, si eleva al cielo vicino il piccolo abitato di Vetice dal quale percorrendo una mulattiera che in caso di pioggia o neve diventa veramente impercorribile con l'auto, si raggiunge dopo circa un chilometro e mezzo, fonte Vecchia punto di partenza per raggiungere la Priora. Acqua fresca a volontà prima della durissima ascesa.
 
Con la fontana difronte, il sentiero N. 224 a destra segnalato su un paletto di legno di una recinzione, vi conduce al Pizzo per il versante nord insieme al sentiero N. 20 che interseca a sinistra il N. 224 dopo circa un paio di chilometri. Proseguendo invece diritti, si intraprende il sentiero N. 22 che diventa N. 23 sulla carta dei sentieri e scala Il Pizzo dal versante sud in una ascesa decisamente impegnativa ma a dir poco straordinaria. Purtroppo non ci sono bandierine segnaletiche a segnalarvi la via ma cercherò di rendervi la cosa più semplice possibile con la mia descrizione. Se volete un mio consiglio spassionato, meglio percorrere questo sentiero in salita piuttosto che in discesa...Iniziamo....innanzitutto da dire che, appena partiti, avanti a voi spicca la fantastica Sibilla e l'eremo di S. Leonardo.
 
Il primo tratto è decisamente semplice; la mulattiera è praticamente quasi una strada; ma che man mano che ci si inoltra all'interno della boscaglia tende a restringersi fino a diventare un piccolo e normalissimo sentiero. Lungo il percorso incontrerete una piccola costruzione alla vostra sinistra mentre la via da seguire prosegue diritta.
 
La salita al momento non è proibitiva ma resta il fatto che prima o poi da 850 metri bisognerà arrivare a circa 1800 per viaggiare in cresta e quindi...proseguendo, si giunge ad un punto in cui il sentiero si divide in due: uno che sembra scendere verso sinistra e l'altro invece che sale a destra. Sarà questo che dovrete prendere. Si inizia a costeggiare una parete rocciosa  mentre la salita comincia a farsi più impegnativa.
 
A sinistra si intravede la strada che conduce al parcheggio Valleria dell'Infernaccio mentre se vi voltate, alle vostre spalle una immensa valle verde dà spettacolo: è la vallata percorsa dal Tenna.
 
Si prosegue in un ambiente che non ha nulla a che vedere con mulattiere e boschi percorsi appena partiti. Volgendo lo sguardo in alto, balzi rocciosi sovrastano la nostra testa mentre il sentiero è ben visibile ed ormai prosegue solo su sassi  e pietre di ogni genere.
 
Sarà che io vado pazzo per questi passaggi e l'idea di trovarmi lì, nel mezzo di un tratto apparentemente molto ostico, mi infonde adrenalina e tanta voglia di proseguire avanti nonostante la Priora sia lontanissima e la salita si fa sentire.
 
Quando il Pizzo Regina, la cresta da percorrere ed il casale delle Murette (decisamente lontano!) si fanno vedere, lo scenario che ci si presenta davanti è decisamente emozionante. Gli innumerevoli salti del Rio risuonano nel fosso in un dolce canto dalle sue sorgenti fino alla "cascata nascosta" mentre Il Pizzo che dalla mulattiera per le Pisciarelle sembra così lontano, ora spicca in tutta la sua maestosità. E' un tratto questo in cui il sentiero scompare e la risalita avviene tra erba e pietre che quasi fungono da scalini.
 
Terminato questo breve ma faticoso passaggio, lo scenario che si presenta poi è alquanto "sconfortante"!! Un immensa prateria ci divide ancora dalla cresta. Una distesa di pascoli con un dislivello a dir poco impegnativo se presa di "petto" che taglierebbe le gambe quasi a chiunque.
 
Iniziando l'ascesa  incontrerete un piccolo sentiero che taglia il versante e si dirige verso il lontano e visibile casale delle Murette verso sinistra. Sulla carta dei sentieri non è segnalato o meglio, è indicato con dei minuscoli puntini neri. E' decisamente la via migliore per raggiungere l'ambita cresta ed il casale è molto indicato per una pausa dove riempire borracce e bottiglie con acqua molto fresca (almeno a Maggio-Giugno) prima della fatica finale.
 
E si perchè da qui in avanti la strada è ancora lunga. A sinistra il fosso Rio con il suo omonimo torrente continua il suo show tra salti e cascate mentre a destra si scopre la valle del fiume Ambro. Davanti a voi la Priora e la via da percorrere: si inizia calpestando un soffice prato per proseguire in una alternanza tra sentiero appena accennato o totalmente assente.
 
Ma a questo punto non fa nessuna differenza: la meta ce l'avete innanzi a voi e dovete salire per raggiungerla. La risalita è decisamente impegnativa ma vale sicuramente la pena per  ammirare lo straordinario panorama dalla terza vetta più alta dei Monti Sibillini. Dal casale delle Murette è il N. 21 il sentiero che giunge in vetta. E' un'enorme soddisfazione questa escursione; la maggior parte degli escursionisti forse preferisce la via di accesso dal Fargno (molto più semplice) per giungere alla Priora. L'itinerario che parte da Vetice è sicuramente meno frequentato e ciò lo rende ancora più misterioso e affascinante.
 
Una volta giunti a destinazione, se siete un gruppettino con la possibilità di lasciare un'auto al parcheggio per l'Infernaccio, potete scendere per il versante sud attraverso il sentiero N. 17, raggiungere l'eremo di S. Leonardo e guadagnare la gola oppure, come nel mio caso, ritornare indietro e, all'altezza del casale delle Murette, proseguire in cresta fino al raggiungimento del sentiero ben visibile che scende a sinistra il N. 20 sulla carta. Se ve la sentite potete fare anche una puntatina alla Croce del Pizzo proseguendo sempre sulla cresta anche se dovete prima scendere e poi risalire un dislivello di circa 200 metri che non sono pochi dopo la bella fatica che avete appena fatto.  
 
Le discese, come spesso capita in montagna, possono riservare delle insidie e questa non fa eccezioni. Le gambe sono appesantite dopo la lunga e faticosa ascesa ed ora tutto il nostro peso grava inesorabilmente sulle ginocchia; inoltre il terreno è ghiaioso e si potrebbe ogni tanto scivolare. La Croce fa capolineo davanti a voi ed è davvero grande. Il sentiero sembra dirigersi verso di essa ma, una svolta decisa verso sinistra vi condurrà pian piano lontano e in direzione opposta da dove in teoria dovreste dirigervi. Non preoccupatevi; dopo un pù il tracciato svolta decisamente a destra per immettersi dentro un bosco dal quale non uscirete più fino quasi al raggiungimento di fonte Vecchia passando proprio sotto la Croce del Pizzo.
 
Nonostante sia piacevolmente ombraggiato e fresco, questa parte del sentiero è insidioso per due motivi principali: il primo, sono le numerose foglie che per terra creano un tappeto tanto soffice quanto beffardo; il secondo è che si attraversano un paio di canaloni dove frane o slavine hanno cancellato parte del sentiero e sostituito con tronchi e rami da superare.
 
La via da seguire comunque è discretamente visibile ed il sentiero N. 20, termina sfociando sul N. 224. Proseguendo a destra si raggiunge il punto di partenza percorrendo, verso la fine, un tratto di sterrata  che culmina con fonte Vecchia. Ma che escursione!!!!
 
<<< Torna alle Partenze Priora/3Vescovi/Berro  Torna alla Home Priora/3Vescovi/Berro  Home