Dalla Priora un tramonto giunto in ritardo Stampa
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Cronache - Cronache dalla Priora/3Vescovi/Berro
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 28 Luglio 2010 14:00

SONO LE NUVOLE PROTAGONISTE DURANTE L'ATTESA DI UN TRAMONTO AMMIRATO AL RITORNO. LO SPETTACOLO DALLA VETTA E' VERSO LA SIBILLA!!!

E' stato un Luglio 2010 davvero molto caldo; temperature elevate che in molte occasioni hanno superato i 35 gradi rendendo la vita molto dura un pò a tutti quanti. Il tramonto alla Priora, fissato la settimana dopo aver percorso insieme a Sara l'intero GAS in poco più di 5 giorni "soffrendo" in svariati momenti il caldo torrido, era l'occasione non solo di godere di un momento magico ma anche di cercare nel contempo un pò di refrigerio. 

Alla fine abbiamo goduto di entrambi le cose anche se la temperatura è scesa ben sotto le nostre aspettative con uno sbalzo termico di almeno 25 gradi. Sono stati 8 infatti i gradi registrati in vetta dall'altimetro di Giampiero per non parlare poi del forte vento che in parecchie circostanze sferzava la cima e tutta la splendida cresta con passaggi velocissimi di corpi nuvolosi. Un'atmosfera surreale davvero strepitosa!

Il pomeriggio non promette nulla di buono anche se dalle previsioni il cielo dovrebbe aprirsi. Il percorso di avvicinamento in auto da Macerata al rifugio del Fargno è caratterizzato da abbondanti acquazzoni che ci mettono in qualche modo di "malumore" ma, fiduciosi, non molliamo. Con cautela percorriamo la sterrata per il Fargno e giunti al rifugio non possiamo non vedere un camioncino che, per cause ancora poco chiare, si è sfrenato e miracolosamente si è fermato all'inizio dalla valle del Fargno. Bisognerà aspettare molto tempo prima che venga in qualche modo rimosso o si rischia di classificarlo come un altro ECO-MOSTRO? 

Il cielo sembra aprirsi, il Berro è maestosamente visibile. In 18 si parte in un'atmosfera dove luci ed ombre sembrano susseguirsi senza fermarsi mai. Sara apre la fila e l'andatura non è proprio lenta. Il gruppo si sgrana un pò ma giunti con facilità irrisoria alla Forcella Angagnola ci ricompattiamo per il primo vero strappo del pomeriggio. Il Berro incombe con il suo maestoso profilo che già da lontano impressionava e non poco. Il sole fa capolino e ci costringe ad una sosta forzata per alleggere l'abbigliamento indossato alla partenza considerato che un leggero venticello ci aveva fatto rabbrividire appena scesi dalle auto.

La Val di Panico con il prorompente Bove Nord, è una lingua verdeggiante che sale alla nostra destra insieme alle dolci doline che "popolano" la sua parte terminale proprio sotto l'affascinante Forca della Cervara. Proseguiamo l'ascesa verso il Pizzo Berro che non raggiungiamo sino alla vetta; preferiamo percorrere il sentiero che taglia il suo versante Nord-Est e che ci conduce direttamente sino alla sella con la Priora.

E' proprio volgendo lo sguardo verso quest'ultima che osserviamo come le nuvole, sospinte da un discreto vento, coprono e scoprono il Pizzo della Regina con una rapidità impressionante. Si passa da un momento in cui la "nebbia" avvolge anche noi ad altri in cui la visibilità è talmente limpida da riuscire ad intravedere perfino il mare. Questi attimi contraddittori, inducono Giocondo ed i suoi cinque amici a prendere la decisione di tornare indietro. Ci salutiamo alle pendici del Berro con la speranza di rincontrarci in momenti più "stabili" meteorologicamente parlando. In 12 proseguiamo quindi l'ascesa alla terza vetta più alta dei Sibillini anche se la croce, ancora un pò lontanuccio, gioca troppo spesso a nascondino con le nuvole. <<< Inizio articolo

Il vento si fa più incessante e la temperatura scende rapidamente e sono soprattutto le mani iniziano a risentirne per prime. Emiliano indossa un poncho che svolazza da tutte le parti; è un frastuono davvero continuo e per un certo verso anche inquietante che accentua la percezione di un vento molto potente che ormai non ci dà tregua.

La vetta è raggiunta con largo anticipo e per il tramonto ancora bisogna attendere un pò; diamo il via al piccolo bivacco ammirando tutto ciò che ci circonda. Il panorama cambia di continuo con il sopraggiungere di nuvole basse che dalla valle dell'Ambro salgono rapidamente e ci avvolgono. Totalmente sgombra invece è la parallela Val Tenna sormontata da una Sibilla davvero maestosa  che, con il trascorrere del tempo, si fa sempre più rossa.

A ponente purtroppo ancora imperversa una nebbia quasi costante che ogni tanto lascia intravedere un Sole che man mano scende sempre più in basso; il pessimismo purtroppo prende il sopravvento ma la realtà dei fatti non permette di pensare diversamente: consapevoli che questa sera il tramonto sarà una utopia, preferiamo metterci in cammino in anticipo per evitare di scendere un paio di piccoli tratti un pò scomodi con il buio e torce in mano. Il vento gelido, da far rimpiangere il caldo torrido dei giorni precedenti, ha decisamente accelerato la decisione di un ritiro anticipato e così, ignari dello strepitoso spettacolo che ci avrebbe atteso più tardi, iniziamo la discesa.

La Val di Panico, sotto il maestoso Berro, ci fa già dimenticare la delusione del tramonto mancato dopo una ventina di minuti; incredibile l'effetto "incendio" che il Sole riesce ad imprimergli. Le nubi volteggiano sopra la cresta per la Forcella Angagnola sotto la quale è impressionante come la valle sembra prendere fuoco.

Terminata la lunga cresta della Priora, si accendono i "riflettori"; il buio avanza, la Luna è sorta da un pò, il cielo si fa improvvisamente limpido e le nuvole sono quasi del tutto scomparse. Ad Ovest, anche se il Sole è già tramontato, ci lascia godere comunque di uno spettacolo davvero straordinario. Una lunga ed interminabile fascia dipinge l'orizzonte e ci lascia senza fiato; sfumature incredibili che vanno dal rosso acceso, al giallo, all'arancione per terminare via via con un azzurro che diventa sempre più scuro. Impossibile non immortalare questi attimi stupendi. Anche le stelle iniziano a fare la loro comparsa mentre dietro di noi la Luna, sempre più alta, sarà per tutti un faro aggiuntivo che ci guiderà fino al Fargno. 

Un'altra breve sosta alla Forcella Angagnola per riunire tutto il gruppo prima della "passeggiata" finale fino al rifugio dove si intravedono segnali luminosi diretti verso di noi. Alle 23 circa giungiamo al Fargno inaspettatamente pieno di persone alcune delle quali intente con macchine fotografiche e cavalletti professionali a fotografare il nostro splendido satellite. Entriamo giusto il tempo per gustarci un caffè caldo offerto gentilmente da Fernando e poi siamo costretti ad alzare i tacchi: un gruppo di ragazzi deve coricarsi ed alcuni già stanno sistemando il rispettivo sacco a pelo a terra proprio mentre stiamo uscendo. E' una notte limpidissima; il vento freddo ancora spazza quest'angolo dei Sibillini quando il nuovo giorno è ormai alle porte mentre quello trascorso è un'altra "chicca" vissuta intensamente, immersi nel cuore dei Monti Azzurri. <<< Inizio articolo

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