Il Monte Vettore da Foce Stampa
Share
Lago di Pilato/Vettore - I sentieri per il lago di Pilato e Monte Vettore
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 21 Luglio 2010 13:55

DISLIVELLO DI PIU' DI 1.500 METRI PER RAGGIUNGERE IL VICTOR DA FOCE DI MONTEMONACO (difficoltà EE)

E' una lunga ed impegnativa escursione quella che ha inizio da Foce di Montemonaco per raggiungere il Monte Vettore. Percorrendo il sentiero N. 132 si raggiunge la cresta alle pendici del Monte Banditello a circa 1.830 metri di quota e da qui, si prosegue maestosamente sopra la straordinaria valle del Lago fino alla cima più alta dei Sibillini in un mix tra sentiero e caratteristiche roccette da superare dopo il Monte Torrone.

E' un bellissimo percorso durante il quale non troverete sorgenti d'acqua se si esclude la fonte della Cerasa che trovate poco dopo essere partiti ma non si tratta però della classica sorgente con le trocche; l'acqua che fuoriesce dalla montagna è incanalata in tubi ed in parte portata a valle. Sono necessarie perciò scorte abbondanti per dissetarsi perchè oltre al dislivello importante da superare, come detto l'escursione è anche abbastanza lunga.

Dove ha inizio questo sentiero? Parcheggiata l'auto sulla piccola piazzetta di Foce, si torna indietro di qualche decina di metri. Subito dopo il laghetto, alimentato dalla fonte della Cerasa, si abbandona l'asfalto per dirigersi a destra dove è evidente un sentiero che si addentra nel bosco. E' anche segnalato con una bandierina del CAI. Ci si imbatte poco dopo in un cancelletto di filo spinato. Non bisogna far altro che aprirlo e proseguire. Dopo pochi minuti si giunge ad un evidente bivio; è qui che inizia una vera e propria salita verso destra con deliziose svolte e tornanti davvero gustosi da percorrere all'interno di un ombreggiatissimo bosco. 

E' un sentiero questo lungo il quale vi imbatterete anche in alcune frecce rosse rivolte in direzione opposta a quella che state percorrendo; il motivo è che il tracciato viene utilizzato, a volte, anche per delle corse in montagna. La via è sempre ben visibile e dopo circa 50 minuti si raggiunge quella che rappresenta la fonte della Cerasa. Il sentiero, svolta a sinistra per risalire subito a destra al di sopra della sorgente e proseguire.  

Lo scenario man mano che si va avanti, tende a cambiare un pochino. Il sentiero si fa largo all'interno di un faggeto  dove sono presenti anche gli effetti di qualche massiccia frana e apparentemente non è più così immediato come all'inizio ma non per questo risulta meno intuibile. Ad aiutarvi  ci sono una serie di piccoli omini di pietra e delle bandierine del CAI. Si ha l'impressione che da un momento all'altro si debba uscire dalla macchia ed in effetti sarà così. Di punto in bianco si lascerà il fresco ed ombreggiato bosco e si proseguirà sugli splendidi prati sotto Cima della Prata  e Monte Banditello.

Spaziando con gli occhi avanti a voi, si vede chiaramente il sentiero che bisogna percorrere tra questi sterminati prati. Un lungo traverso, dopo alcuni "tornanti", più avanti vi porta dritti fino alla fonte Fredda, una flebile sorgente d'acqua che sgorga dalla roccia. Ogni tanto, in qualche piccolo tratto, il sentiero si perde tra cespugli ed erba alta ma è altresì vero che è molto facile ed intuibile riprendere la retta via. Fate attenzione perchè in qualche circostanza si potrebbe scivolare. La cresta, alla vostra sinistra, appare sempre più vicina: è il primo obbiettivo da raggiungere. A destra è spettacolare la vista dell'intero Pian Gardosa con la sua stradina bianca stretta tra possenti montagne che quasi danno l'impressione di stritolarla.

Raggiunta la fonte Fredda, il sentiero procede verso sinistra quasi pianeggiante fino a condurvi sulla sella sotto il Monte Banditello. Esso prosegue la sua corsa dove scendendo sul versante opposto dal quale siete saliti conducendo alla fonte del Pastore ma questo non deve interessarvi. Alla fonte Fredda c'è anche il sentiero N. 152 che scende (procedendo a destra) e che conduce sopra le famose "Svolte" all'interno della valle del Lago. Potrebbe essere un'alternativa per il ritorno se non volete fare la medesima strada anche se non è certamente la più breve. <<< Inizio articolo

Tornando a noi, una volta conquistata la cresta, da qui in avanti si continua a destra in direzione del Vettore; il sentiero appare e scompare ma non ha molto significato quando si percorre il filo di cresta. Sulla carta il percorso è indicato con il N. 35.  Maestose sono le creste sopra il lago di Pilato con l'inconfondibile Pizzo del Diavolo mentre il Monte Vettore, con il suo enorme ed inquietante Imbuto, è sempre più imponente. Si sale con una discreta pendenza anche se ogni tanto il tracciato da un attimo di respiro. E' solo un fuoco di paglia però perchè più avanti arriva la beffa; si scende clamorosamente per poi risalire in vetta al Monte Torrone. Quante volte in questo punto ho immaginato un bel cavalcavia....

Godetevi comunque con molta calma questo avvicinamento alla vetta più alta dei Sibillini anche se le difficoltà non sono certamente terminate. La strada da percorrere è ancora lunga ed dopo l'ascesa al Monte Torrone, c'è anche un bel tratto da risalire tra rocce e roccette prima di continuare più dolcemente verso l'obbiettivo. Sicuramente, percorrere la cresta in salita "arrancando" lungo questo tratto pietroso, è più facile che percorrerlo scendendo. Valutate voi in base anche alle vostre capacità se, giunti in cima al Vettore, vi conviene fare la stessa strada. In alternativa c'è la discesa al rifugio Zilioli, al lago di Pilato e quindi lungo la valle del Lago per tornare a Foce di Montemonaco.

Questa è l'ennesima via da percorrere per raggiungere il Victor; come già accennato all'inizio dell'articolo, sono importanti portare con se le scorte d'acqua per via di fonti che latitano lungo il sentiero. Inoltre dopo la prima parte in ombra, il percorso continua senza l'ausilio di piante o vegetazioni che possano ripararci dal sole ed è quindi obbligatorio un bel cappello. Detto questo auguro a tutti un ottimo trekking.... <<< Inizio articolo

<<< Torna alle Partenze per il lago di Pilato/Vettore  Torna alla Home del lago di Pilato  Home