Una due giorni ai piedi del Vettore Stampa
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Cronache - Cronache Lago di Pilato/Vettore
Scritto da sara   
Martedì 01 Marzo 2011 18:40

AL RIFUGIO DI COLLE DI MONTEGALLO IN UNA SPLENDIDA CORNICE DEGNA DI UNA FAVOLA

Decisione last minute e partenza venerdì pomeriggio in direzione del rifugio Sottovento a Colle di Montegallo proprio ai piedi dell'impressionante Imbuto del Vettore. Così inizia la nostra piccola vacanza invernale che ci siamo concessi io e Paolo ritagliando un pò di spazio dai nostri impegni.

La neve sembra persistere soprattutto nel versante orientale nonostante le temperature siano decisamente primaverili. Ciaspole bastoncini e attrezzatura da neve già in auto insieme alle mie valigie ovviamente spropositate per i due giorni (fortuna che quelle di Paolo sono piccolissime...)

Arriviamo al rifugio giusti giusti per l'aperitivo serale; i gestori Stefano ed Anna ci accolgono con molto calore facendoci degustare i deliziosi affettati con bruschetta accompagnato con un bel bicchiere di vino rosso davanti al tepore di un camino. Approfittiamo per un pò di relax con quattro chiacchiere che si protraggono fino a sera. E' già notte e le temperature sono molto rigide; terminata la cena ci accingiamo a salire in camera pregustando l'escursione di domani: S. Maria in Pantano-Fonte del Pastore.

Sveglia ore 8:00: che bello trovarsi direttamente sul posto. Fatta la colazione zaino in spalla e si parte. Giornata spettacolare tanto sole e caldo. Partiamo senza attrezzatura per la neve considerato che, in teoria, fino alla fonte non dovrebbero esserci problemi di sorta. Percorriamo un breve tratto del GAS fino alla piccola chiesina ed il ricordo va inevitabilmente all'avventura dell'estate scorsa quando facemmo l'intero anello. Poca neve fino ad ora mentre il sole ci fa sempre compagnia abbronzandoci non poco. Breve sosta a S. Maria in Pantano, rifornimento di acqua alla sorgente Santa e pronti per l'ascesa verso la fonte del Pastore.

Ora il manto nevoso si fa più corposo e ci fa un pò rimpiangere le nostre ghette e ciaspole lasciate in auto ma ormai ci siamo e si va avanti affondando un pò. Cerchiamo percorsi alternativi meno innevati ma la quota aumenta ed è sempre meno facile. Inesorabilmente i mie piedi diventano ghiacciati.....fortuna i calzini di ricambio. Il panorama è fantastico e da qui l'Imbuto del Vettore mette i brividi. Qua e là qualche persona si accinge a salire con un "dritto per dritto" fino alla cresta sotto il Monte Banditello ma fanno molta fatica: qualcuno si arrende. La neve con queste temperature è troppo soffice anche in vetta ed affondare è inesorabile anche con ciaspole e soprattutto ramponi.

Ci fermiamo quindi alla fonte del Pastore. La saggezza della rinuncia che in questo caso più che una rinuncia è un vero e proprio piacere e mi metto a fare la "lucertola" sotto questo sole decisamente troppo caldo per il periodo ma estremamente piacevole mentre Paolo ne approfitta per fare delle foto. Una vera pace di santi mentre in lontananza si odono le voci degli altri intrepidi escursionisti. Sono le 14:00 e decidiamo di ripartire; la discesa ci aspetta con un breve tratto innevato da affrontare con un pò più di attenzione. La neve è sempre più soffice e bagnata: fattore decisamente negativo per i mie piedi appena rigenerati dal sole e dai calzini appena asciutti. Lungo il sentiero troviamo delle impronte ed il dibattito è acceso: capriolo o cinghiale??? Per me era un cinghiale ma poi Paolo mi fa notare un punto in cui si riconosceva bene l'impronta della zampa: il capriolo si era fatto davvero una bella passeggiata sulla neve.

Lunga sosta giunti alla chiesa dove avevamo tutto il necessario tranne una cosa: il lettino da spiaggia ma gli archi della chiesa mi hanno dato comunque supporto morale e fisico. Voglia di muoversi meno di zero ma dopo un'oretta abbondante Paolo scalpitava e voleva ancora camminare ed abbiamo deciso di ripartire allungando un pò il ritorno. Ci piaceva vedere da vicino il paese travolto dalla valanga di Casale Vecchio e lo abbiamo raggiunto con qualche difficoltà percorrendo un breve tratto del Fosso di Casale dove la neve era decisamente alta. <<< Inizio articolo

Ci fermiamo alcuni minuti per qualche scatto. La meta è ormai a portata di mano ed in poco tempo la raggiungiamo. La stufa a legna brucia che è un piacere come è un piacere conoscere i nuovi ospiti del rifugio con i quali condividiamo una succulenta cena dopo esserci rinfrancati con una piacevolissima doccia bollente. Anche il dopo cena è molto piacevole e chiacchierando con Lara e Roberto decidiamo di trascorrere insieme la giornata successiva: Colle-Altino andata e ritorno. Buona notte e a domani!! 

Il risveglio non è per nulla traumatico e con tutta calma, verso le 8:30 scendiamo per fare colazione con latte, fette biscottate e marmellate. Purtroppo la giornata non è un gran che dal punto di vista meteorologico: molte nuvole ad oscurare il sole, qualche goccia di pioggia e nebbia che in alta quota nasconde creste e vette: siamo passati nel giro di un giorno da una primavera inoltrata ad un autunno pieno. Non ci facciamo scoraggiare e ci incamminiamo verso il GAS con destinazione Altino passando per S. Maria in Pantano che Lara e Roberto non hanno mai visto.

Paolo non crede che ci sia neve dopo la chiesetta per permettere ai nostri amici di indossare le ciaspole mai provate fino ad ora ma ad ogni modo due paia le portiamo con noi per ogni evenienza. La decisione risulta molto saggia perchè dopo S. Maria in Pantano dove il sentiero attraversa un bel tratto pianeggiante fuori dal bosco, di neve ce n'è abbastanza; luogo ideale per una breve ciaspolata e così, Lara e Roberto, "calpestano" per la prima volta le racchette da neve. Qualche piccola regolazione e via si prosegue per raggiungere Altino. 

Se la cavano benissimo considerato che la via è comunque molto rovinata dal passaggio di altri escursionisti e la neve, nonostante le temperature elevate, di primo mattino è abbastanza dura e perciò proseguiamo tra buche e sconnessioni che non rendono proprio facilissima la passeggiata.

Camminiamo per una mezz'ora abbondante in compagnia del manto nevoso che come d'incanto scompare all'interno del bosco a circa 40 minuti dal rifugio. Riposte le ciaspole sugli zaini, riprendiamo l'escursione verso la meta che già si intravede tra i rami spogli degli alberi. Sembra lì, ad un passo ma bisogna ancora camminare un pò mentre Lara accusa qualche dolorino fastidioso ad un piede. Nulla che un pò di riposo una volta raggiunto Altino non possa alleviare. 

Giusti giusti per l'ora di pranzo arriviamo al piccolo borgo dove ci sono i gestori Cinzia e Massimo carissimi amici di Stefano ed Anna. Degustiamo panini con prosciutto e frutta fresca gentilmente preparati alla partenza da Stefano. Inizia a piovere con più intensità ma è solo un fuoco di paglia nonostante il cielo sia totalmente grigio. Approfittiamo del bar per un caffè e una fetta di torta. Un delizioso camino acceso rende l'atmosfera quasi natalizia: il tempo sembra essersi fermato.

Massimo e Cinzia si ricordano di me e Paolo e di quando, l'estate scorsa, arrivai sfinita al rifugio dopo la rovinosa caduta tra i rovi poco prima di giungere a Rubbiano. Ancora sanguinante per le numerosissime spine conficcate ovunque, fu come raggiungere un'oasi nel deserto quel giorno, dopo circa 17 km di cammino sotto un sole cocente ed una temperatura che sfiorava i 37 gradi. Tutt'altra storia oggi...!   

Decidiamo di ripartire quasi subito considerato anche le condizioni meteo (non si sa mai...!); ripercorrendo il sentiero a ritroso. Roberto e Lara questo volta decidono di non calzare le ciaspole. Forse non hanno tutti i torti: non sembrano comunque strettamente necessarie. Per Lara la fatica inizia un pò a farsi sentire ma con tenacia e stringendo i denti dopo qualche piccola pausa riprende il via.

Con grande stupore mio e di Paolo incontriamo lungo il sentiero lo stesso cane che ci aveva accompagnato durante lo stesso percorso un anno fa che battezzammo Anello. Anche questa volta il simpatico cagnolino ci segue scodinzolando fino al rifugio di Colle. Terminata l'escursione, ci sediamo intorno ad un tavolo degustando thè e dolcetti raccontando il nostro giretto a Stefano ed Anna e ad altri ospiti del rifugio.

Termina così la nostra mini vacanza; zaini e valige in auto e, Imbuto del Vettore alle spalle, si ritorna a casetta! <<< Inizio articolo

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