A Giugno il lago di Pilato non smentisce mai! Stampa
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Cronache - Cronache Lago di Pilato/Vettore
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 08 Giugno 2011 09:00

AL LAGO DI PILATO, UNA "SCOMMESSA CONTRO IL TEMPO" (PURTROPPO PERSA)

Diciamo che tutto sommato poteva andare anche peggio, perciò è meglio accontentarsi di quello che di buono abbiamo ricavato da questa splendida cavalcata al lago più importante dell'Appennino (e non solo.....!!!) partendo dalla lontana fonte S. Lorenzo. Una mezza giornata ed anche più con un cielo che ci ha assistito alla grande con qualche nuvoletta al posto giusto nel momento giusto per non farci sudare troppo; di conseguenza temperatura ideale, compagnia come sempre più che ottima e lo scenario del lago di Pilato che, in questa splendida valle ancora discretamente innevata per essere ormai Giugno inoltrato, fa rabbrividire di piacere per i bellissimi giochi di neve, ghiaccio, acqua e colori.

Detto questo, la nota un pochino dolente è che speravamo di fare tutto ciò salvandoci da qualche acquazzone comunque ampiamente previsto; l'ottimismo di uscire indenni a dir la verità non è mai stato tanto ma è certo che quando ormai eravamo giunti ad un passo da Forca Viola e mancava un'oretta e mezza per il ritorno in auto, ci stavamo quasi facendo un pensierino.

Sveglia alle 6:30 (almeno per noi maceratesi) e partenza alle ore 7:00 dal consueto parcheggio; alle 8:45 circa giungiamo alla fonte S. Lorenzo percorrendo una sterrata che si inabissa a sinistra poco dopo il parcheggio di Madonna della Cona. Strada più che decente percorsa con un occhio di riguardo soprattutto all'inizio dove alcuni fossi un pò troppo profondi potevano destare qualche preoccupazione in più. Sono da poco passate le 9:00 quando ci mettiamo in cammino pronti a risalire il la Macchia di S. Lorenzo con una prima sosta che si dovrebbe aggirare nei pressi di Forca Viola. 

Il verde così intenso e vivo dei faggi è davvero qualcosa di magico probabilmente risaltato ancor di più da un'acquazzone di qualche ora prima. Il fondo è scivoloso, un miscuglio di terra e foglie secche; una non semplicissima salita che di primo impatto ci metta a dura prova. Senza troppi "traumi" ne usciamo fuori ed in quaranta minuti circa già siamo al bivio con la Strada Imperiale, al Colle Abieri, bypassando la tappa a Capanna Ghezzi prendendo di petto i prati a sinistra appena usciti dal bosco.

Inconfondibile il caratteristico paesino di Castelluccio con i suoi immensi Piani che iniziano pian pianino a colorarsi. Qualche nuvola più minacciosa ogni tanto fa capolinea sopra la cresta per il Redentore ma è solo un fuoco di paglia. E' da molto tempo non raggiungo il lago di Pilato per questo sentiero e non vorrei proprio che un temporale in questo momento mi rovinasse la festa. E si, perchè siamo tutti d'accordo che se ci capitasse la pioggia ora non varrebbe la pena proseguire l'escursione.

Giungiamo tranquillamente a Forca Viola dopo una breve pausa per uno spuntino al volo. Lo scorcio sulla valle del Lago da qui è sempre meraviglioso con in primo piano lo Scoglio del Miracolo che strapiombante si getta sopra le "temutissime" Svolte per chi intraprende il sentiero con partenza da Foce di Montemonaco. Il sentiero evidentissimo scorre sotto i nostri piedi come un lungo serpentone invitandoci ad una discesa beffarda; consideriamo infatti che il lago si trova più o meno alla stessa altitudine di Forca Viola e perciò, come disse Fernando in una precedente escursione, "....è tutta quota persa inutilmente.....!" <<< Inizio articolo

Un pochino sconsolati per questo "dato di fatto" iniziamo la discesa che, tra rocce e roccete, ci conduce fino a percorrere un lungo ghiaione sotto Quarto S. Lorenzo con una vista stratosferica quasi dolomitica sul Pizzo del Diavolo. E già, Pizzo del Diavolo con la testa del Gendarme che ci osserva da lassù e ci fa capire chi è che comanda qui.....La meta sembra ormai a due passi eppure più ci si avvicina e più apparentemente si allontana.....non si arriva mai a destinazione. Forse è anche un pò la fatica fin qui fatta che ci fa brutti scherzi; la voglia di arrivare e di immortalare il lago in chissà quale magica veste è tanta che vorremmo che si materializzasse all'istante davanti a noi. 

Continuiamo ad avanzare cercando di evitare di abbassarci ulteriormente di quota quando è possibile; così facendo non consideriamo saggiamente il sentiero che si unisce a quello che giunge da Foce ma proseguiamo per un'altra evidentissima traccia che con una leggera salita ci porta dritti dritti al lago fiancheggiando quasi il Pizzo del Diavolo. Poi, finalmente, arriva la giusta ricompensa: lo spettacolo è davvero unico.  

Il lago, ancora in gran parte ricoperto di neve e ghiaccio, si lascia ammirare in tutta la sua bellezza con splendidi colori che solo in questo periodo si possono apprezzare. Il ghiaccio sommerso dalle acque sforna un azzurro turchese quando soprattutto è irradiato dal sole. Uno grazioso bacino dove tutto si concatena con armonia pressochè perfetta. I giochi di neve e di riflessi sopra lo specchio d'acqua non possono che trasmettere emozioni autentiche da far venire la pelle d'oca. Un brivido mi percuote la schiena ogni volta che giungo qui, in questo angolino dei Sibillini....

Purtroppo nuvoloni imponenti scendono dal Vettore e dal Pizzo del Diavolo e questo non ci permette di sostare troppo; giusto il tempo di pranzare e scattare alcune foto e poi via, si riparte per il viaggio di ritorno sperando che le goccioline di pioggia rimangano sospese in aria per tutti il tempo necessario al completamento dell'escursione. Cinque minuti dopo la partenza, il lago è avvolto da una fittissima coltre nebbiosa che a stento avrebbe permesso, alle poche persone intente a risalire ancora la valle, la visuale sul bacino. Qualche timido tuono inizia a farsi sentire; i preparativi ad una "festa" che prima o poi si verificherà, sono iniziati. In cuor nostro speriamo solo che giunga il più tardi possibile.

Arriviamo quasi fino a Forca Viola con questo clima di incertezza; i tuoni ci circondano ma ciò che scende dal cielo sono solo sporadiche gocce. Un pensiero ottimistico mi ha sfiorato la mente fugacemente allontanato da un improvviso oscuramento e dall'accentuarsi della pioggia. Non ce l'abbiamo fatta ed ormai siamo in ballo e bisogna ballare. Indossiamo il poncho e con assoluta tranquillità ci rimettiamo in marcia consapevoli che tanto prima o poi sarebbe successo. A Forca Viola incontriamo sei intrepide persone (straniere) munite di Mountain-Bike provenienti addirittura da Perugia intente a farsi un bel giro tra queste splendide montagne. La loro prossima tappa è Montemonaco mentre la nostra è a dir poco più semplice: ancora un'oretta circa e siamo alle auto.

La pioggia non dà tregua anzi, all'inizio dell'insidiosa discesa dentro la Macchia di S. Lorenzo, aumenta decisamente di intensità ma ormai poco importa. Il poncho fa ampiamente il suo dovere e l'intera passeggiata sotto la pioggia è risultata perfino divertente.......Aspettiamo domani però a dirlo: i postumi sono sempre dietro l'angolo.....ah...ah...ah.... <<< Inizio articolo

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