Al Redentore con picozza e ramponi Stampa
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Cronache - Cronache Lago di Pilato/Vettore
Scritto da Toni Galdi   
Domenica 07 Aprile 2013 16:00

DALLA VALLE SANTA PER PUNTA DI PRATO PULITO E CIMA DEL LAGO

Era un po’ che avevo in mente di fare questo bel giro con piccozza e ramponi sulla seconda cima più alta dei Monti Azzurri, il Redentore. Leggevo e rileggevo di continuo il libro "Scialpinismo sui Monti Sibillini" e i vari bollettini….

In effetti nel mese scorso i bollettini della neve davano continuamente pericolo valanghe in molti canaloni e a quote elevate sui pendii ripidi. Qualche settimana fa invece, con neve perfetta e sole splendente, rimasi bloccato con la macchina a Forca di Presta (salendo da Pretare) per via di un accumulo di neve causato dal vento forte della notte prima: dovetti fare retromarcia (aspettando invano per 1 ora lo spazzaneve!), per una bellissima ciaspolata lungo il Sentiero dei Mietitori fin sotto al Fosso di Colleluce del Vettore!!! Mannaggia però!!!

Insomma, sabato scorso finalmente è andata bene. La sera prima mia moglie Nadia, mentre preparo lo zaino, mi chiede se avevo intenzione di "andare" l’indomani…ed io con un po’ di pigrizia dentro, anche se in ferie, le rispondo sinceramente: "Se ce la faccio a svegliarmi, intanto preparo il tutto"!!!. Lo zaino è davvero super-pesante per via anche dell’attrezzatura per l’autosoccorso.

Il giorno dopo, sabato 23 marzo, alle ore 6.15 scendo dal letto e dopo una ricca colazione al bar, verso le 7.00 sono già in macchina verso i Monti Azzurri. Giornata stupenda e neve ben trasformata, diceva il bollettino neve. Occorreva stare attenti alle ore centrali in cui sarebbe stato più caldo. E così fu. Tutto comincia con la partenza di buon’ora da Aie Capate a mt 1400, proprio sotto al Canale della Valle Santa.

Alle ore 8.10 ci sono 5 o 6 macchine parcheggiate e qualche sci alpinista già in marcia. Alle 8.22, inizio anch’io a salire: ammiro le stupende creste che vorrei fare con qualche pensiero che mi frulla per la testa: ci sarà vento in alto? La neve sarà poi ben trasformata? Che razza di cornici ci saranno? Qualcuno farà il mio itinerario? Intanto cammino ed entro nella Valle Santa. Sulla mia sinistra, un gruppo di altri sci alpinisti risalgono verso lo Scoglio dell’Aquila: li ritroverò in cima al Redentore verso mezzogiorno.

Mi fermo per mettere i ramponi e riparto subito. Il canale comincia a stringersi, e pian piano il pendio diventa sempre più ripido. C’è il tempo per fermarsi un attimo, riprendere fiato, scambiare due parole con un ragazzo incontrato qualche mese fa sul Canale di San Lorenzo mentre salivamo all’Argentella e anche per riprendere al volo un cellulare scivolato sulla neve ghiacciata ad un ragazzo che si trovava un po’ più in alto di me. In basso si vede altra gente che sale e lo spettacolare Pian Grande di Castelluccio.

L’uscita pare non arrivare mai, i ramponi graffiano la neve ghiacciata e con passo incrociato e la piccozza in appoggio, giungo finalmente al Vettoretto a mt 2052. Qui l’aria si fa già più fresca e indosso subito un cappello di lana più pesante. Purtroppo tutti gli sci alpinisti puntano il Vettore. Mi guardo alla mia sinistra: una parete ripidissima bianca e stupenda che sale fino a Punta di Prato Pulito. Sulla mia destra, la vista del gruppo del Gran Sasso è limpidissima. <<< Inizio articolo

Inizio questa seconda impennata da solo ed anche qui pare essere infinita ma è divertentissimo. In certi punti il pendio diventa talmente ripido che devo fare una progressione con i ramponi a punte avanti e piccozza in trazione. La neve è ben assestata e pur con molte piccole pause per prendere fiato, arrivo in cima a Pta di Prato Pulito, mt 2373. I polpacci mi esplodono, ma mi sento in forma.

Lo spettacolo è unico: Vettore, Pizzo Del Diavolo, il Lago di Pilato innevatissimo. Sembra di essere in paradiso. Il silenzio è unico. L’ascesa potrebbe già concludersi qui ma tutte quelle creste verso il Redentore, con quelle cornici modellate dal vento, mi attraggono come una calamita. Anche se c’è un bel sole, è davvero freddo: devo mettermi due paia di guanti e coprirmi per bene. Mangio un pezzo di cioccolata e bevo un succo al volo.

La prossima meta è risalire alla Cima del Lago, mt 2422. Bisogna stare attenti a non sporgersi troppo a destra dove ci sono le cornici modellate dall’azione impetuosa del vento. Fin qui tutto regolare o quasi. Successivamente occorre scendere per un po’ e poi di nuovo risalire lungo la cresta. Arriva il punto più difficile, proprio in corrispondenza del magnifico Scoglio dell’Aquila.

Osservo la neve, la direzione impressa dal vento e mi faccio a mente il percorso giusto da fare. Non posso confrontarmi con nessuno, né scambiare pareri sulla via da seguire, perciò posso solo fare riferimento alle preziose nozioni apprese al corso del CAI. Finalmente, con molta fatica ma anche con molta soddisfazione, riesco a superare questo tratto.

In lontananza intravedo qualcuno: sono gli sci alpinisti che risalivano stamattina dallo Scoglio! Non vedo l’ora di incontrarli. Il freddo si fa pungente. Dopo una ventina di minuti, li raggiungo. Mi dicono che la neve era perfetta risalendo dallo Scoglio, e che loro si apprestavano a scendere dal ghiaione Sud-Est fino al Lago di Pilato! Prendono la pala per liberare una cornice, e si tuffano gridando….erano contenti perché la neve era ok in quel ripido ripidissimo. La prima cosa che ho pensato: "ci son matti più di me!!!" Contento anch’io per loro, gli faccio pure un breve filmato; mi rimane poco per la vetta.

In un attimo il vento si fa più impetuoso, ma sono lì: verso le 12.10, a mt. 2448, Cima del Redentore. Mi guardo intorno per scattare un po’ di foto verso la Cima dell’Osservatorio e verso le creste più alte dei Sibillini appena percorse. Castelluccio da qui è fenomenale come pure la cresta che unisce il Redentore al Pizzo del Diavolo e, dall’altra parte, la cresta del Torrone che conduce al Vettore. Cerco di memorizzare al massimo questo momento, ma so che devo riprendere al più presto la via del ritorno.

La neve si fa un po’ più morbida in alcuni tratti ma non troppo fortunatamente. Ripercorro quasi a menadito le mie orme e, quando il vento si ferma un attimo, approfitto per riposare le gambe e spizzicare qualcosina. La cresta con tutte queste cornici dalle forme più strane, sembra davvero un’opera d’arte. Nei pressi di Prato Pulito, intravedo una schiera di sci alpinisti che riscendono dal Victor. Non vedo l’ora di scendere al Vettoretto per sdraiarmi a terra e mangiare qualche scaglia di parmigiano. Qui è primavera. Scambio due chiacchiere e alcune risate con alcuni signori molto simpatici e riprendo la discesa nella Valle Santa: la macchina sembra essere lontana anni luce! Ci scappa pure qualche foto a delle orme di lupo.

Alla fine, verso le 14.20, riprendo l'auto. Il tempo di cambiarsi e raggiungere per un saluto a Paolo-trekking, Pierfabio, Teresa e Beniamino a Castelluccio. Riprendo la strada verso Forca di Presta, guardando in alto a quelle stupende creste percorse. Il viaggio di ritorno verso casa è lungo, ma non vedo l’ora di scaricare le foto scattate con la mia compattina. Le gambe mi esplodono, in faccia sono ustionato più dal freddo che dal sole ma ne valeva senza dubbio tutta la fatica fatta!!! <<< Inizio articolo

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