Pitino: una fortificazione nata prima del Mille Stampa
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Rocche-Castelli - Castello di Pitino
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 19 Giugno 2009 12:15

ORARI E VISITE

Si può accedere alla rocca di Pitino liberamente. Anche se all'esterno è decisamente ristrutturata, gli interni non sono ugualmente ben sistemati. Attenzione se vi avventurate dentro: potreste trovare dei divieti. Sinceramente non ne vale la pena: non c'è nulla che non si possa vedere anche da fuori la porta. 

LUOGO LA VALLE DEL POTENZA, SVETTA LA ROCCA DI PITINO

La rocca o castello di Pitino, si trova non distante dall'abitato di S. Severino Marche su di un colle ad una altitudine di circa 600 metri. Data la sua posizione, era importantissimo dal punto di vista strategico così come la maggior parte dei castelli.

Alcuni scavi hanno portato alla luce oggetti come punte di frecce e lance che testimoniano insediamenti umani fin dal periodo del Paleolitico oltre ad altro materiale dell'età del bronzo, ma è quella dei Piceni, tra VIII ed il VI secolo Avanti Cristo, la civiltà più importante che prende piede e si sviluppa.

La storia asserisce che a Pitino si insediò uno tra i più importanti insediamenti piceni dell'entroterra maceratese documentato da corredi funebri di un certo spessore qualitativo e dall'enorme quantità di materiale rinvenuto tra bronzi, vasi, elmi, spade sia etrusca che di provenienza orientale nonchè del famoso "Uovo di struzzo" rivestito d'oro con preziose decorazioni trasformato in bocchetta (tutto il materiale è conservato ad Ancona, nel Museo Archeologico Nazionale delle Marche e a S. Severino nel Museo Archeologico G. Moretti).

Più tardi, con l'avvento e lo strapotere dell'Impero Romano, i Piceni furono sconfitti e costretti a trasferirsi nella sottostante Settempeda, luogo dove i vincitori potevano controllare più facilmente i vinti.

La rocca che possiamo vedere oggi, risale al Medioevo e, la tradizione del luogo, vuole che sia stato Marco Petilio, un nobile settempedano, a fondarla e dargli il suo nome.

Controllare il castello di Pitino, significava avere il dominio sull'intera valle del fiume Potenza e sulla conseguente via di cominicazione tra l'Umbria ed il mare Adriatico; per questo fu constantemente conteso tra i comuni di S. Severino, Treia, Cingoli e Camerino. Soltanto alla fine del XIII secolo, Pitino fu definitivamente assoggettato alla cittadina di S. Severino.

Ma com'era composto il castello di Pitino? Aveva innanzitutto delle alte cinta murarie (oltre 8 metri) lunghe circa 400 metri. Erano interrotte da torrioni rettangolari di 12 metri dislocati ogni 40 metri.

Oggi  ne rimangono visibili 4 in uno dei quali, a sud-est, si apre la porta principale. Nella parte a nord invece si aprono delle feritoie lungo le mura a testimonianza di un riadattamento della cerchia muraria con l'avvento della polvere da sparo.

Una torre maestra risalente all'inizio del XIII secolo a quando il castello fu riedificato, sorge nel punto più alto del colle alta 23 metri con una base di 5,75 metri per lato. E' inutile rimarcare la funzione strategica che rivestiva; oltre a trasmettere segnali visivi agli altri castelli del comune di S. Severino, da quella altezza era possibile osservare ogni minimo movimento sospetto anche a lunga distanza permettendo in questo modo di organizzarsi per tempo in caso di invasione da parte delle popolazione dei territori circostanti. La torre non ha una porta di ingresso ma vi si entrava da una costruzione adiacente per mezzo di cunicoli sotterranei che si diramavano anche fuori dalle mura. 

Una piccola chiesa dedicata a S. Antonio, si trova nei pressi della torre; probabilmente rappresenta la metamorfosi di un precedente edificio adibito soprattutto ad alloggi e a deposito militare. Nel 1292, ad opera dell'abate di S. Lorenzo in Doliolo che poi istituì la prima parrocchia, venne ricostruita la chiesa del castello e, sulle rovine di quest'ultimo, è stata riedificata l'attuale chiesa intorno alla fine del XVIII secolo visibile oggi.

La torre e la chiesa sono state in parte ristrutturate nel tentativo di rimediare all'inesorabile decadenza che ha subito l'intero castello dal momento in cui ha perduto la sua strategica importanza.

Se vi trovate di passaggio da queste parti, una visitina non costa nulla e se poi capita una bella giornata di sole, potete anche fare un bel pic-nic respirando "aria medioevale". Vi dirò di più; nel periodo estivo, capita spesso che l'associazione Crab Nebula vi porti i propri telescopi per l'osservazione delle stelle e dei pianeti. Totalmente gratuito. E' una bellissima esperienza con il fascino della rocca ed il mistero delle stelle. Per le informazioni, potete rifarvi al loro sito che trovate cliccando qui.

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