Si stappa spumante in vetta alla Sibilla Stampa
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Cronache - Cronache dalla Sibilla
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Martedì 06 Luglio 2010 00:15

A GIUGNO, SI BIVACCA IN VETTA ALLA SIBILLA ASPETTANDO UN'ALBA UN PO' TROPPO AVARA....

L'ultimo fine settimana di Giugno è stata l'occasione per gli amici e compagni di Trekkingmontiazzurri di rinnovare l'appuntamento con l'alba sul Monte Sibilla. Una "edizione" che ha lasciato ben poco spazio ad una visione reale del sorgere del sole e molto "all'immaginazione" complice una variabilità in vetta che ha reso comunque magica un'atmosfera da sempre mistica e suggestiva. E' stata invece un'occasione davvero speciale ed originale per aver festeggiato in vetta al monte magico con deliziose crostate, pane e nutella, spumante e brachetto, il compleanno di Emiliano, Paolo, Sara e Stefano complici tutti e quattro di esser nati nell'arco di 10 giorni.

E così l'avvicinamento a questa escursione in notturna è iniziata il Sabato pomeriggio con la preparazione di zaini davvero pesanti all'interno dei quali, oltre all'inevitabile vestiario per "sopravvivere" alla rigida temperatura notturna, doveva trovare spazio tutto il necessario per improvvisare questa festicciola a 2.173 metri di altezza.

L'appuntamento è al solito posto a Piediripa alle 23 per chi è della zona oppure al rifugio Sibilla all'una e mezza circa, luogo da dove avrà inizio l'ascesa in notturna. Al gruppetto di Trekkingmontiazzurri si unisce Stefano con altri 4 carissimi amici di Macerata e Piediripa (si gioca in casa...) ed è davvero un gran piacere sperando di incontrarsi in altre occasioni per potersi conoscere meglio.

Obbligatoria sosta ad Amandola per un mega cappuccino con pasta e caffè per affrontare la fatica notturna non tanto dal punto di vista fisico (l'escursione non è tra le più proibitive..) ma per cercare di non addormentarsi all'interno delle auto durante il tratto che manca fino al rifugio. Forse è la parte più dura di tutta la lunga giornata. A Montemonaco ci incontriamo con Andrea, Fernando ed Emiliano mentre al  rifugio ci sono Domenico con la moglie e Sergio. 

Purtroppo la Luna non è molto propensa a farci compagnia questa notte; ogni tanto si lascia intravedere dietro strati nuvole fortunatamente non troppo convinti ma che ogni tanto si addensano facendoci balenare degli strani pensieri...Al momento della partenza c'è solo la speranza che man mano che il tempo passi, la Luna e le stelle si faccino largo scacciando questi fastidiosi nuvoloni che incombono soprattutto verso il Vettore.

Ci diamo una contata giusto per curiosità: siamo in 17 e qualcuno, scherzando, avanza l'ipotesi che non si può iniziare in queste condizioni. La soluzione dell'"insormontabile" problema si presenta da sola; dopo pochi metri si aggiunge a noi una inaspettata "presenza": un gatto siamese che ci segue passo dopo passo con una regolarità impressionante e, ordinatamente in fila indiana lungo il sentiero, ci accompagna alla vetta.

Fino alla sella tra la Sibilla ed il Monte Zampa la fatica si fa un pò sentire ma ognuno con il proprio passo la raggiunge tranquillamente anche perchè effettivamente non c'è fretta: siamo decisamente in anticipo e piuttosto che restare più tempo fermi in cima ad attendere l'alba, tanto vale utilizzare parte di questo tempo camminando...La temperatura non è eccessivamente rigida ma probabilmente solo perchè si sta in movimento ed arrivati in cresta, ogni tanto qualche folata di vento ci fa rabbrividire.

Tutti in fila indiana, ognuno con la propria torcia sotto un cielo che lascia intravedere ogni tanto una Luna che ancora, purtroppo, questa sera non è di buon umore. Prima della "scalata" della Corona, sostiamo per un pò sotto di essa per raggruppare il gruppetto che durante la camminata si era sfilacciato un pochino. Un momento di pausa anche per gustarci il panorama intorno a noi che, nonostante l'oscurità, appare magicamente: dalla valle del Tenna, al Monte Vettore, dal Pizzo Berro alla Priora dove si notano chiaramente altre persone munite di torce che salgono sul Pizzo Regina e con le quali ci scambiamo segnali luminosi. <<< Inizio articolo

Dopo 10 minuti di sosta parte il lungo l'assalto alla Corona con la supervisione discreta di Fernando che controlla ed impartisce movimenti consoni e più idonei, per chi dimostra qualche attimo di incertezza. Tutto fila liscio e con largo anticipo giungiamo in vetta dove un'aria decisamente freddina ci accoglie a braccia aperte. Ognuno si organizza con quello che si è portato per fronteggiare i lunghi ed interminabili momenti  freddi prima di un'alba che, visto gli enormi nuvoloni di nebbia, difficilmente vedremo. Chi utilizza molto saggiamente i sacchi a pelo, chi invece molto meno saggiamente li ha lasciati a casa (io compreso....) ed ha improvvisato un riparo con svolazzanti  e rumorosissimi teli termici difficili da sistemarsi attorno considerato anche il discreto vento che soffiava; c'è poi chi, oltre a coperte varie, si è anche imbottito con un paio di pile, magliette e giacca a vento.

Il giorno si fa avanti e come previsto la tanto attesa alba passa purtroppo senza farsi notare troppo ed il sole è già ben alto sull'orizzonte quando fa capolino tra una giungla di nuvole che qui in cima ci ha sempre girato intorno. Ma, vedendo le altre vette "confinanti" Priora e Vettore, possiamo ritenerci forse i più fortunati considerato che entrambi erano totalmente immerse in una spessa coltre nuvolosa.

Ormai tutti svegli, ci prepariamo a festeggiare i nostri compagni sul monte magico per eccellenza. Tra bottiglie di brachetto e spumante, torte di cioccolata e panini da spalmare con la golosissima nutella, il Monte Sibilla si trasforma per qualche istante in un vero e proprio bar in alta quota. Candeline per tutti ma che, con tutta la buona volontà, non siamo riusciti ad accendere per ovvi motivi. Una bella cantata e poi via si aprono le danze al bivacco goloso. La torta al cioccolato con mandorle portata da Emiliano, sparisce in men che non si dica ma anche i panini con la nutella non sono da meno. Brindiamo con il brachetto scherzando su come affronteremo la discesa della Corona se bevessimo qualche bicchierino di troppo...Non manca neanche il caffè caldo che, con quest'aria frizzantina, è alquanto gradito.

E' davvero presto ed intorno alle 6:30 iniziamo la nostra discesa verso il rifugio. Nonostante l'ora, il sole è alto nel cielo e la temperatura in pochissimo si fa più accettabile; i nuvoloni sembrano pian piano diradarsi anche se Vettore e Priora ancora non sono visibili se non a tratti.  La discesa per la Corona è pura accademia anche se l'ha affrontiamo con molta attenzione nonostante la stanchezza inizi davvero a farsi sentire; la notte passata in bianco far valere il suo peso e non è facilissimo mantenere la concentrazione. 

La via del ritorno ce la prendiamo davvero comoda e verso le 8:00, sulla sella ai piedi del Monte Zampa, ci sdraiamo a terra per una mezz'oretta prima della discesa finale verso le auto. Due persone salgono in fretta mentre ci stiamo godendo un'attimo di splendido relax sotto i martellanti e caldi raggi del sole come fossimo delle lucertole.    

Come se non bastasse, giunti ai tavolini del rifugio, Emiliano tira fuori dallo zaino un'altra golosissima crostata alla cioccolata. Non manca naturalmente il brachetto ed il gioco è fatto: nessuno si fa pregare e si dà il via alla seconda parte dei festeggiamenti con facce che tentano in ogni modo di nascondere la lunga notte appena trascorsa anche se quella di Emiliano non lascia spazio a diverse interpretazioni. Dolce e brachetto finiscono in un attimo tra una chiacchiera e l'altra. Foto di gruppo, tutti alle auto e si ridiscende per l'interminabile stradone imbrecciato. Evidentemente ancora non sazi, ci fermiamo poco dopo in un piccolo locale per assaporare dolcetti e biscotti fatti a mano conditi con latte e caffè. Degna conclusione di una giornata all'insegna del bivacco continuo.....!!! <<< Inizio articolo

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