Una solitaria cavalcata fino a Cima Vallelunga Stampa
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Cronache - Cronache dalla Sibilla
Scritto da Guerrin Meschino   
Giovedì 02 Settembre 2010 14:15
SULLA CRESTA PER LA MITICA SIBILLA, PER LA PRIMA VOLTA IN VETTA A CIMA VALLELUNGA

Dopo giorni e giorni di mare si sente il bisogno di fuggire e di andare là dove la tua anima e il tuo corpo desidera stare: nel cuore dei Monti Sibillini. Così ho fatto, con partenza alle 5:45, destinazione Frontignano di Ussita, precisamente alla stazione di arrivo della Seggiovia Pian dell’Arco – Belvedere dove si lascia la macchina prima della sbarra. Sono le 7:30 quando mi allaccio gli scarponi e il sole è ancora timidamente basso verso l’orizzonte; con lo zaino in spalla inizio il mio percorso in solitaria verso l’obiettivo finale che è Cima Vallelunga dove non sono mai salito e dove mi aspetto di assistere a dei panorami strepitosi.

L’inizio è promettente con un bellissimo scoiattolo nero che va a nascondersi nella boscaglia ed un capriolo che attraversa tranquillamente la strada nonostante la mia presenza, e poi cavalli neri sul costone del Bove Sud, mucche al pascolo sotto Passo Cattivo e tante pecore dentro la Vallelunga; cammino scattando decine di foto a destra e a manca, voglio immortalare tutto ciò che riesco a vedere.

La salita fa sentire i suoi effetti sulle gambe ma io vado sicuro verso la mia meta oltrepassando Passo Cattivo, aggirando il costone ovest del Monte Porche ed arrivando in cima al Palazzo Borghese con magnifica vista verso i Piani di Castelluccio, e poi via, verso la seconda tappa che è il Monte Porche e l’incontro in vetta con tre escursionisti ascolani arrivati dalla Jumenta.

Ora mi attende l’ultimo e lungo tratto di cresta verso la Cima Vallelunga con scorci a sinistra dentro la Vallelunga e Capotenna, a destra con Foce, la sotto, e tutta la vallata del lago di Pilato e davanti a me lei… la mitica Sibilla con il suo irrimediabile squarcio a zig-zag.

Dopo tre ore di affascinante cammino, finalmente arrivo in cima a quota 2221m dove un piccolo omino di pietra fa compagnia al mio meritato riposo; il tempo di mangiare qualcosa, un po’ di meditazione accompagnato dalla colonna sonora di un vento sferzante e sono pronto per affrontare il ritorno; purtroppo il brontolio in lontananza di nubi minacciose mi costringe a non soffermarmi troppo in vetta ed anticipare il ritorno, che è lo stesso percorso dell’andata tranne il passaggio sul Porche e sul Palazzo Borghese; infatti, arrivato di fronte alla salita finale per il Monte Porche, l’ho aggirato verso destra e poi con un "dritto per dritto" ho riguadagnato il sentiero che riporta al Passo Cattivo e da lì, dopo sei ore di indimenticabile cammino, l’arrivo in macchina. Faccio quattro chiacchiere con l’addetto alla prevenzione antincendio sulla postazione del Monte Cornaccione e poi il ritorno verso la civiltà… verso casa.

LA GALLERY

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